Alessandra Bruno, 49 anni, mamma. Massacrata a martellate dal marito davanti a una delle figlie, muore in ospedale dopo due giorni di agonia
Misterbianco (Catania), 1 Giugno 2026
Titoli & Articoli
Aggredisce la moglie e la riduce in fin di vita, la chiamata della figlia al 112: «Aiutate mia madre» (Unione Sarda – 30 maggio 2026)
La vittima, 49 anni, colpita più volte alla testa con un corpo contundente, le sue condizioni sono critiche. In manette il marito di 53 anni
Una lite tra due coniugi è sfociata in un violento pestaggio nel Catanese, nella frazione Belsito di Misterbianco, dove un uomo di 53 anni ha aggredito la moglie 49enne, che ora è in condizioni gravissime. La vittima sarebbe stata colpita alla testa con un corpo contundente che le ha provocato un vasto trauma cranico. Soccorsa, è stata portata in codice rosso all’ospedale Garibaldi Centro dove è ricoverata in prognosi riservata. I medici dicono che le sue condizioni sono disperate.
Sul posto anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Tenenza di Misterbianco, che hanno subito arrestato l’aggressore. La sezione fasce deboli della Procura del capoluogo etneo, diretta dalla procuratrice aggiunta Liana Todaro, ha aperto un’inchiesta per tentato femminicidio. La violenta lite, a quanto emerso, è avvenuta davanti ai figli della coppia. Ed è stata proprio una di loro a chiedere aiuto telefonando al 112. L’operatore ha mantenuto il contatto telefonico diretto fino all’arrivo dei soccorsi, per evitare peggiori conseguenze e rassicurare la ragazza, che era sotto choc. La donna all’arrivo di soccorritori e carabinieri era a terra, priva di sensi e con una grave ferita alla testa. Il marito è stato immediatamente bloccato.
Catania, è morta Alessandra Bruno, aggredita dal marito a Misterbianco (Rai News – 1 giugno 2026)
Dopo essere stata violentemente colpita, era stata ricoverata all’ospedale Garibaldi. Il compagno, Salvatore Mallamo, era già stato arrestato per tentato femminicidio
Non ce l’ha fatta Alessandra Bruno, la donna quarantasettenne di Misterbianco che tre giorni fa è stata violentemente aggredita dal marito, Salvatore Mallamo, durante una lite. I medici del Garibaldi di Catania hanno tentato di salvarla sottoponendola a un delicato intervento chirurgico, ma è sempre rimasta in prognosi riservata in terapia intensiva. Troppo gravi le ferite alla testa subite. È stata la figlia maggiorenne a chiamare i carabinieri e denunciare quanto accaduto tra le mura della casa dove la famiglia vive, a Misterbianco. Gli organi della vittima saranno donati. Il marito, 53 anni, era già stato arrestato con l’ipotesi di tentato femminicidio e la sua posizione si aggrava.
Uccisa dal marito, il suo ultimo gesto salva cinque vite: la scelta di Alessandra Bruno in Sicilia (Fan Page – 3 giugno 2026)
Alessandra Bruno, la 49enne morta dopo l’aggressione del marito a Misterbianco, in Sicilia, ha salvato cinque persone grazie alla donazione degli organi. La donna aveva espresso il consenso al rinnovo della carta d’identità. La sua volontà, confermata dalla famiglia, ha permesso di dare una nuova speranza a pazienti in attesa di trapianto.
La storia di Alessandra Bruno è una di quelle che lasciano una ferita profonda, indelebile. Ma dentro una vicenda segnata dalla violenza e dal dolore c’è anche un gesto che oggi sta dando una seconda possibilità ad altre persone. La donna di 49 anni morta dopo essere stata aggredita dal marito nella loro abitazione di Belsito, frazione di Misterbianco, in Sicilia, ha salvato cinque vite grazie alla donazione dei suoi organi.
Alessandra era stata ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Garibaldi Centro di Catania dopo l’aggressione avvenuta alla fine di maggio. Per due giorni i medici hanno tentato di salvarla, ma il 1° giugno è stata dichiarata la morte encefalica. L’uomo, 53 anni, è stato arrestato e l’accusa nei suoi confronti è stata successivamente aggravata in femminicidio. Quando i sanitari hanno avviato le procedure previste dalla legge, è emerso che Alessandra Bruno aveva già espresso in vita il consenso alla donazione degli organi al momento del rinnovo della carta d’identità. Una volontà che è stata rispettata e confermata anche dai familiari, in particolare dalla figlia, che ha scelto di onorare il desiderio della madre proprio nelle ore più difficili. Da quel momento è iniziato il percorso coordinato dal Centro regionale trapianti della Sicilia insieme all’Arnas Garibaldi. Dopo l’accertamento della morte encefalica e le autorizzazioni necessarie, comprese quelle dell’autorità giudiziaria vista la natura del caso, è stato eseguito il prelievo degli organi. Un’operazione durata oltre 48 ore e che ha coinvolto diverse équipe specialistiche arrivate dai centri trapianto di riferimento.
Gli organi sono stati ritenuti idonei e assegnati a pazienti inseriti nelle liste regionali e nazionali, compresi alcuni casi particolarmente urgenti. In totale, cinque persone hanno ricevuto un trapianto grazie alla scelta compiuta da Alessandra quando era ancora in vita. La vicenda ha suscitato grande commozione. A sottolineare il valore della donazione è stato l‘assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso: “In quella che è un’immensa tragedia, che come istituzioni ci richiama a fare ancora di più contro i femminicidi, dobbiamo essere grati ad Alessandra Bruno per il gesto di grande generosità che ha permesso di salvare cinque vite”. L’assessore ha aggiunto che la sua scelta rappresenta “la testimonianza concreta di una cultura della donazione sempre più radicata in Sicilia”. E ancora: “Alessandra Bruno ci ha mostrato cosa significhi dare speranza e salvare vite, invitandoci a riflettere sui valori della solidarietà e della generosità e a contribuire, tutti quanti, per il bene comune. Un esempio che siamo chiamati a seguire“. (di Biagio Chiariello)

