Amina Sailouhi, 43 anni, cameriera, mamma. Uccisa a coltellate dal marito davanti alla figlia
Caleppio di Settala (Milano), 3 Maggio 2025
Titoli & Articoli
Omicidio a Settala (Milano): uccide la moglie a coltellate, la figlia di 10 anni chiama il 112 (Milano Today – 4 maggio 2025)
Il femminicidio sabato sera. La bambina ha chiamato i soccorsi per chiedere aiuto
Femminicidio nel Milanese, sabato 3 maggio. È successo a Settala. Una donna di 43 anni, Amina Sailouhi, marocchina, è stata uccisa dal marito Khalid Achak, marocchino anche lui, 50 anni. È stata la loro figlia, di 10 anni, a chiedere aiuto chiamando il numero di emergenza 118 e riferendo il delitto. Sul posto, in via Cerca, si sono precipitati i carabinieri della compagnia di San Donato Milanese. I militari hanno innanzitutto messo in sicurezza la piccola, che al loro arrivo stava uscendo dal palazzo seguita dal padre, in evidente stato di alterazione.
Poi i militari sono saliti al terzo piano del palazzo in cui vive la famiglia e hanno trovato il corpo della madre della bambina senza vita. Aveva varie ferite da taglio. L’uomo, arrestato per omicidio aggravato, è stato portato a San Vittore, mentre la bambina (risultata senza alcuna ferita) è stata affidata a un suo parente. Le indagini sono ancora in corso. Al lavoro i carabinieri di San Donato e il nucleo investigativo di Milano.
La famiglia era seguita dai servizi sociali. Lo ha detto Massimo Giordano, sindaco di Settala, davanti all’abitazione in cui si è consumato, sabato sera, il femminicidio. “Tutte le procedure di controllo e assistenza erano state attivate”, ha detto ai giornalisti il primo cittadino, aggiungendo di non poter fornire altri dettagli e sottolineando che i servizi sociali sono “già attivi per il prosieguo delle vicende che riguardano la figlia minorenne, che è quello che in questo momento ci sta più a cuore”. Giordano ha poi riferito che, anche di recente, gli operatori dei servizi sociali avevano incontrato la donna e ha specificato che “la madre era perfettamente in grado” di seguire la figlia.
Settala: per i Pm la mamma uccisa «viveva in uno stato di sottomissione» (il Cittadino – 5 maggio 2025)
UNA SCUOLA NEL DOLORE La dirigente incontra i compagni di classe della bambina di 10 anni che ha visto suo padre diventare un assassino
Oggi, a scuola, la sedia della piccola M. è rimasta vuota. Lei, affidata alle cure degli zii, non è ritornata in classe. Troppo fresco il ricordo dell’uccisione della mamma Amina Sailouhi, 43 anni, per mano del papà, Khalid Achak, 50, sabato sera in casa sotto i suoi occhi innocenti. Un dramma vissuto indirettamente anche dai compagni di quarta elementare e da tutta la scuola di Settala, con la dirigente scolastica che ha voluto incontrare personalmente tutti gli alunni parlando con loro, raccogliendo il loro sfogo e i loro pensieri. «Per noi è un giorno di profondo dolore: faremo il possibile per accogliere nel modo migliore questa bambina, per farle sentire la nostra vicinanza, appena sarà pronta per tornare in classe», sono le parole della preside Concetta Frazzetta. Per la Procura di Milano la vittima viveva «in stato di sottomissione». Pero la donna, che secondo i vicini girava sempre con il capo velato e non parlava mai con nessuno, due anni fa aveva trovato il coraggio di denunciare il marito. Ma non era mai stata disposta alcuna misura cautelare. L’uomo, trovato ubriaco dai carabinieri pochi minuti dopo l’uxoricidio, avrebbe confessato. (di Emiliano Cuti)


