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Anastasia Trofimova, 28 anni, manager edile e genio dell’informatica, mamma. Strangolata dal marito che abbandona il corpo seminudo in un parco, poi uccide anche la figlia e lascia il cadavere affianco a quello della mamma (giallo di villa Pamphili)

Roma, 7 Giugno 2025


Titoli & Articoli

Bimba di 6 mesi e una donna trovate morte a Villa Pamphili, erano entrambe nude. Cosa sappiamo sul doppio giallo (Roma Today – 8 giugno 2025)
Verranno svolte martedì le autopsie sui corpi della donna e della bimba di sei mesi trovati ieri nel polmone verde della Capitale
Si tratta di una situazione complicata, non si sa ancora se le due vittime siano collegate”. La frase è del pm Antonio Verdi che coordina le indagini sul caso che ha scosso Roma. Una bimba di sei mesi con lesioni su braccia e gambe è stata trovata morta accanto a una siepe. A circa 300 metri, in un sacco nero, il corpo di una donna. Entrambe morte, abbandonate. Stessa carnagione. Entrambe, sia la bimba che la donna erano nude. Un doppio giallo a Villa Pamphili che ha scandito il pomeriggio di orrore del 7 giugno iniziato intorno alle 16 in uno dei polmoni verdi di Roma. Ad allertare il 112 è stato un gruppo di passanti che stava passeggiando lì. È così che è iniziato l’incubo.
Quello che a una prima occhiata sembrava un bambolotto, era invece il corpo di una bambina nata da pochi mesi. Non aveva vestiti. In pochi minuti l’area è stata circoscritta prima dalla polizia locale di Roma Capitale e poi dalla polizia di Stato con gli agenti che, in attesa del pm, hanno iniziato a passare al setaccio l’area verde in cerca di indizi e a indagare.  Il ritrovamento ha richiamato sul posto numerose pattuglie, assieme alla squadra della scientifica, oltre che il pubblico ministero della procura di Roma, Antonio Verdi. Ed è proprio dopo qualche ora il suo arrivo che c’è stata la seconda macabra scoperta. A circa trecento metri di distanza, sull’altro lato di Villa Pamphili che affaccia su via Leone XIII, ecco anche il corpo di una donna. La donna, anche lei senza abiti, è stata trovata dentro un sacco nero sotto le piante. Dal sacco spuntava un braccio. C’è voluto poco per capire che si trattasse del cadavere di una persona. Su entrambi i corpi, inoltre, “non ci sarebbe nessun segno evidente di violenza”, spiegano fonti investigative a RomaToday.
Ipotizzare che ci sia un collegamento tra le due è la prima deduzione, eppure non sembrerebbe così scontato. Analizzando superficialmente i due cadaveri con i medici legali e la squadra della scientifica, infatti, la prima evidenza balzata all’occhio è quella relativa allo stato di conservazione dei due corpi. Quello della donna – trovata senza documenti – era in stato di decomposizione. In sostanza, lei è morta prima. Quando, però, è presto per dirlo. Possibile che sia stata abbandonata lì anche il giorno prima rispetto alla bambina. I circa 300 metri che separano le zone dove sono stati ritrovati i corpi si percorrono in pochi minuti. L’ipotesi è che il corpo della donna sia stato lasciato lì prima. Se sia stata uccisa a Villa Pamphili o meno non è chiaro. Così come non è chiara la causa della morte. Come detto non aveva segni evidenti di ferite sul corpo.
Chi ha trovato il corpo della donna ha infatti raccontato agli inquirenti del forte odore emanato dal sacco. Un indizio che potrebbe indicare che fosse morta da diverso tempo. La morte della bimba, invece, potrebbe essere avvenuto proprio nell’area verde. Anche poche ore prima del suo ritrovamento. I sanitari del 118 hanno provato anche una rianimazione.
Video: le immagini dove sono stati ritrovati i corpi
“Che la donna sia la madre della bimba, al momento, non è un dato certo”, hanno aggiunto ancora fonti della squadra mobile. Martedì i due corpi verranno sottoposti all’autopsia e al test del dna. L’esame potrà aiutare gli investigatori a risalire alla loro identità e a capire se fra le due c’è qualche legame di parentela o collegamento. Così come verrà meglio chiarita la causa del decesso di entrambe.
Al momento dunque non si esclude nessuna pista, neanche quella che si tratti di due morti che non hanno nulla a che fare tra loro. Di più, le due portebbero anche essere morte per cause naturali e, solamente dopo, qualcuno ha deciso di sbarazzarsi dei corpi. Tra gli altri elementi al vaglio anche le telecamere di sorveglianza che puntano sulla villa. Non solo, i poliziotti ieri hanno anche fatto un giro negli ospedali di Roma per cercare indizi su eventuali parti anomali avvenuti almeno 4-6 mesi fa.
Chi indaga passerà al setaccio le telecamere di sicurezza presenti nella zona, tra i quartieri di Monteverde e Aurelio. La speranza è che i dispositivi abbiano ripreso la persona o le persone che hanno deciso di sbarazzarsi della neonata e della donna. Sicuramente nessuna auto può addentrarsi nelle zone dove sono stati rinvenuti i cadaveri. Chi le ha portate lì, quindi, ha camminato a piedi nella villa. C’è chi giura di aver visto passare, proprio in quelle ore, una signora che camminava in zona in stato confusionale. Che ci sia una collegamento con il doppio giallo non è chiaro.
Gli investigatori, inoltre, stanno scandagliando anche i profili dei senza dimora che gravitano nella zona. Si stanno passando al setaccio le denunce di scomparse di bambine nelle ultime settimane. Se la donna ritrovata non è la madre, qualcuno dovrebbe aver denunciato la scomparsa o il rapimento della piccola. Stesso discorso vale per la bambina. Anche nella mattinata di oggi gli investigatori hanno setacciato la zona di villa Pamphili per un nuovo sopralluogo. Nulla vuole essere lasciato al caso. Aggiornato alle 11:30 dell’8 giugno (di Lorenzo Nicolini)

Il giallo di villa Pamphili, i fari degli investigatori su una donna e una bimba scomparse. Si cerca un uomo (Roma Today – 8 giugno 2025)
Tra le ipotesi quella del duplice omicidio avvenuto in un contesto di degrado. La procura e la polizia indagano a ritmi serrati
Ufficialmente non si tratta di una identificazione, ma poco ci manca. Il giallo di villa Pamphili, infatti, sta vivendo la prima svolta. I poliziotti della squadra mobile e la procura di Roma avrebbero un’idea precisa sull’identità della donna e della bambina di sei mesi trovate morte ieri pomeriggio nel polmone verde del XII municipio. Non solo, gli investigatori sono anche sulle tracce di un uomo legato alle due, forse il padre e compagno delle vittime. Tuttavia l’uomo non è ricercato, sul suo conto infatti non ci sarebbe al momento nessuna ipotesi di reato. Andiamo con ordine.
Il test del dna. Secondo quanto appreso non sarebbero mai state presentata denunce di scomparsa né della donna e né della bimba, ma qualcuno le avrebbe riconosciute. Due persone che, secondo un primo match fotografico, corrisponderebbero ai due cadaveri rinvenuti. La donna, tuttavia, non essendo mai stata fotosegnalata da organi di polizia non sarebbe censita. Ecco perché per avere la certezza sull’identità mancano due aspetti, l’esame del dna e quello autoptico. Esame, quest’ultimo, anticipato alla serata di domenica anziché martedì come precedentemente programmato. Test che si potranno fare anche grazie all‘ipotesi di reato di duplice omicidio aggravato contro ignoti. Un atto dovuto per permettere di effettuare una serie di rilievi scientifici ed esami.
Ipotesi del contesto di degrado Di più, alcuni testimoni ascoltati dalla polizia hanno raccontato di aver visto un uomo camminare a passo svelto con qualcosa in braccio. Non è escluso che fosse il cadavere della piccola. Gli investigatori, inoltre, avrebbero iniziato a sentire anche i frequentatori del parco per capire se la donna e la bimba frequentavano la zona. Foto mostrate che avrebbero permesso il primo riconoscimento che, come dicevamo, necessita ancora della certezza scientifica. Ecco perché, almeno ufficialmente, fonti della questura di Roma si sono affrettati a smentire che ci sia stata l’identificazione delle vittime. In sostanza, sanno chi sono ma ancora manca la certezza definitive perché entrambe erano nude, senza nessun segno di riconoscimento e la donna neanche senza documenti vicino. L’ipotesi investigativa al momento più caldeggiata è che il dramma si sia consumato in un contesto di degrado. Non è chiaro, ancora, se in ambienti di senza dimora.
Si cerca un uomo. Nel frattempo gli investigatori sarebbero anche sulle tracce di un uomo che sarebbe legato a loro. Le due sarebbero madre e figlia, come ipotizzato già nelle prime ore. Da un primo esame dei due cadaveri, a ogni modo, è emerso che sul corpo della donna non erano presenti ferite evidenti. Stesso discorso sul corpo della piccola che, sulle braccia e le gambe, presentava ferite compatibili anche con la vegetazione della villa.  Non è escluso, quindi, che l’uomo passa aver scaricato i cadaveri delle due, morte in circostanze ancora di chiarire. L’area, anche oggi ispezionata, è stata perimetrata anche per ricostruire gli spostamenti di chi ha abbandonato i corpi. La bambina era all’interno della villa, la donna, invece nell’area che affaccia su via Leone XII. Di certo lì, in quelle due aree, non si può accedere con le auto.

Villa Pamphilj, la questura diffonde foto dei tatuaggi sul corpo della donna (Rai News – 9 giugno 2025)
Appello per l’identificazione. Dall’autopsia nessun segno di lesioni. La vittima vista da testimoni con un “fagotto” tra le braccia, forse la bimba trovata morta a 100 metri da lei, deceduta forse per strangolamento. Caccia all’assassino
La questura di Roma ha lanciato un appello per identificare la donna trovata morta nel parco di Villa Pamphilj, diffondendo diffondendo le foto di tre tatuaggi e spiegando che si tratta di una giovane tra i 20 e i 30 anni, con i capelli chiari, alta 164 centimetri e con un peso di 58 chili.
Restano intanto molti punti oscuri ancora da chiarire sul macabro ritrovamento, a Villa Pamphilj a Roma, del corpo senza vita di una donna, di circa 40 anni, che è stato scoperto dietro un cespuglio di oleandri mentre, a circa 200 metri di distanza, giaceva il cadavere di una bambina. La bimba, presumibilmente figlia della donna, secondo il medico legale sarebbe morta per strangolamento e potrebbe essere morta forse la sera prima del ritrovamento.
Sulla vicenda la Squadra Mobile di Roma che indaga sul caso oggi ha avuto un incontro in procura con il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e il pm Antonio Verdi, titolare dell’inchiesta.
La donna e la bambina, secondo quanto  ricostruito finora, avrebbero vissuto all’interno della villa, in un giaciglio di fortuna per trascorrere la notte. Gli inquirenti e gli investigatori della polizia scientifica stanno effettuando dei riscontri su tre tatuaggi presenti sul corpo della donna: un surf portato da uno scheletro, ali di uccello stilizzate con un fregio rosso, foglie intrecciate con in mezzo una stella pendente. Le verifiche, da parte della polizia scientifica, potrebbero contribuire a confermare l’identità della signora. Vertice in procura: ancora punti da chiarire Il primo esame autoptico sul corpo della donna e della bambina, di età compresa tra 6 e 12 mesi, “non ha restituito un quadro chiaro delle cause del decesso”. Lo si apprende da fonti investigative. Il medico legale si è riservato. Dai primi accertamenti, non è escluso che la bambina sia stata strangolata.
Un puzzle complesso che ora dopo ora prende forma: un vero e proprio rompicapo per gli investigatori, impegnati a dare un’identità alle due vittime e a individuare l’autore, o gli autori, di quello che per la Procura è al momento un duplice omicidio aggravato.
I corpi di una bimba e di una donna, quest’ultimo coperto da un sacco nero, sono stati trovati nel pomeriggio di sabato 7 giugno a Villa Pamphilj, uno dei polmoni verdi della Capitale. Si tratterebbe di una donna di circa 40 anni e della sua bimba di circa 5 mesi originarie dell’Europa dell’est. Al vaglio le testimonianze e le immagini delle telecamere ad ampio raggio che potrebbero aver immortalato lungo il tragitto chi ha portato i corpi nel parco. I poliziotti della Squadra Mobile stanno cercando un uomo che, qualche ora prima del ritrovamento dei corpi era stato visto aggirarsi nel parco con qualcosa in braccio, forse il corpo senza vita della bambina. Dai primi rilievi però non si sarebbero individuati segni di trascinamento nell’area dove sono stati trovati i corpi. Tra le ipotesi che gli investigatori della Squadra Mobile della polizia stanno portando aventi, quella di un duplice omicidio avvenuto in un contesto di degrado. Forse tra senza fissa dimora. Dall’esame autoptico eseguito ieri sulla donna non sono emerse lesioni esterne evidenti e gli esami tossicologici disposti serviranno a capire se sia deceduta a causa di un’overdose. La Procura, che indaga con l’ipotesi omicidio aggravato, ha affidato incarico anche per il prelievo del Dna che servirà ad accertare le identità delle due vittime. L’attività tecnica, coordinata dal pm Antonio Verdi, dovrà accertare le cause del decesso delle due vittime e individuare la data della morte. In base a quanto si apprende il corpo della donna era già in stato di decomposizione a differenza di quello della bimba. Le identità tuttavia sarebbero già state accertate grazie alle impronte presenti in banca dati, in attesa della conferma del Dna. “Molti cancelli sono rotti, molti sono scavalcabili, non è impossibile entrare di notte” ha spiega all’AGI una dipendente di un Bistrot rimasto aperto per un evento privato nella serata del 6 giugno, quella precedente al ritrovamento dei due corpi. La giovane, continuando il racconto, ha spiegato: “Purtroppo c’è una vita notturna che non avete idea in Villa Pamphilj nonostante il parco dovrebbe essere chiuso. Tantissime volte si sentono delle urla anche alle 20.30/21.00 e abbiamo dovuto chiamare la polizia”.
Il ritrovamento della donna è avvenuto ad opera degli inquirenti nel corso delle primissime indagini scattate dopo che alcuni passanti, intorno alle 16, avevano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine dopo avere notato il corpo della piccola.  Il corpicino era adagiato vicino a una siepe, nella vegetazione non distante dalla Fontana del Giglio, sul lato della villa che affaccia su via Leone XII. A una distanza di circa 100 metri è stato poi individuato il cadavere della donna, coperta da un sacco nero. Dalle prime analisi, non risulterebbero segni di violenza sui corpi, che sono in differenti stati di composizione e quindi le due sarebbero morte in momenti diversi. Come personale del 118 ha raggiunto il luogo, ha tentato di rianimare la neonata: un disperato tentativo risultato inutile perché la piccola era già deceduta.
Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di sicurezza presenti nella zona, tra i quartieri di Monteverde e Aurelio. La speranza è che i dispositivi abbiano ripreso la persona o le persone che hanno deciso di sbarazzarsi della neonata e della donna.


Villa Pamphili, l’amico musicista di Rexal Ford: «Avevo vissuto con lui e la moglie. Erano una coppia bellissima, si amavano. Lei era un genio dell’informatica. Non l’avrebbe mai uccisa» (Vanity Fair – 16 giugno 2025)
La sua testimonianza fa vacillare l’ipotesi che l’uomo, arrestato l’accusa di omicidio della bimba e di occultamento di cadavere della donna trovate morte nel parco romano, fosse un senzatetto
«Non posso credere che Rexal Ford possa aver fatto una cosa del genere. Lui è un uomo di pace, un viaggiatore come me», dice al telefono Oskar Christian, noto come El Mariachi, musicista messicano che ha riferito a Repubblica di aver conosciuto bene l’uomo arrestato in Grecia con l’accusa di omicidio della bimba e di occultamento di cadavere della donna — molto probabilmente sua moglie e sua figlia — trovate morte nel parco romano di Villa Doria Pamphili. Oskar Christian racconta di avere vissuto per mesi, a Malta, nella stessa casa di Rexal Ford e della donna, che si faceva chiamare Stella, condividendo la quotidianità in un ambiente internazionale e dinamico.
La sua testimonianza mette in crisi l’immagine di Ford come un senzatetto. «Aveva mille interessi: regista, sceneggiatore, produttore. Conosceva la vita e il mondo. Era un poliglotta. Mi ha fatto molte foto, che conservo ancora. Diceva di essere il figlio della rockstar Lita Ford. Non so se fosse vero, ma parlava spesso della presunta madre, di politici e star di Hollywood che conosceva».
Dei mesi vissuti insieme, il musicista ha un buon ricordo: «Erano super simpatici, gli volevo bene. Abbiamo vissuto bei momenti insieme. Lei era un genio dell’informatica, una sorta di hacker. Un Robin Hood della rete. Nemmeno Rexal sapeva bene quello che faceva». Secondo lui, la coppia viveva in modo agiato, affittando case su Airbnb: «Rexal diceva di avere diverse proprietà». Però, «quando ho cercato di tornare a Malta, qualcosa era cambiato. Al suo numero rispondeva un altro, uno che organizzava attività subacquee. Mi dissero che la gestione della casa era cambiata. Non si capiva più nulla».
Sulla donna, Stella, El Mariachi riferisce che fosse riservata ma brillante: «Mi pare fosse russa, o forse islandese, comunque del Nord Europa. Parlava un inglese perfetto. Le avevo insegnato a cucinare con il cactus perché volevano preparare piatti speciali per i loro ospiti». E sulla loro relazione aggiunge: «Erano una coppia bellissima, si amavano. Non l’avrebbe mai uccisa. L’ultima volta che li ho sentiti lei era incinta, avevamo scherzato su questa cosa».
Anche per questo l’idea che la coppia vivesse nei parchi pubblici romani è per lui inconcepibile: «Non posso crederci. Rexal diceva di avere anche una casa a Roma, o almeno un appoggio. Sapere che sono morte la moglie e la bambina mi lascia senza parole. Non può essere stato lui. Qualcuno deve avergli fatto del male, forse per il lavoro di lei». Secondo il musicista, la professione della donna — ancora senza identità — potrebbe contenere la chiave del mistero: «Faceva cose che pochi sanno fare. Non so se fosse un hacker, ma lavorava per una compagnia importante e trattava dati sensibili, su questioni globali». E allora, perché Ford sarebbe fuggito in Grecia? «Non capisco nemmeno perché sia andato lì, visto che non mi risulta parlasse greco. Se è fuggito, è perché aveva paura. Paura che potessero fargli del male».
L’altra testimonianza. Ma la versione che Ford ha fornito a chi gli era vicino contrasta con i fatti. «Mi ha chiamato il 10 giugno dicendo che la moglie lo aveva lasciato per tornare dal suo ex e che era rimasto da solo con la bambina, quindi sarebbe andato in Inghilterra dove era stato altre volte», racconta, sempre a Repubblica, uno scrittore di fantasy con cui Rexal Ford avrebbe dovuto collaborare per realizzare un film. Un’altra bugia, un depistaggio. In realtà, secondo gli inquirenti, a quel punto l’uomo aveva già ucciso la figlia e nascosto i cadaveri della piccola e della compagna nel parco.
Rexal Ford è detenuto in Grecia e avrebbe iniziato a collaborare con le autorità elleniche. Sta cercando di essere estradato negli Stati Uniti, mentre in Italia proseguono gli accertamenti del Dna per stabilire se sia davvero il padre della bambina. Parallelamente, il pm Antonio Verdi e l’aggiunto Giuseppe Cascini stanno tentando di identificare con certezza le due vittime. Il 20 maggio, durante un controllo di polizia scattato dopo una segnalazione che descriveva Ford come «un uomo aggressivo», la donna aveva detto: «Mi chiamo Stella Ford». Un nome che, a oggi, non trova riscontri: probabilmente si tratta di uno pseudonimo, preso in prestito proprio dal compagno.
Anche l’identità di Rexal Ford è avvolta nel mistero. Il passaporto risulta autentico, ma dagli archivi statunitensi emerge che il 46enne sarebbe registrato con un altro nome. Quel che è certo è che l’uomo ha tessuto nel tempo una fitta rete di contatti in Europa. Non era un emarginato. Lo dimostrano anche le immagini del suo arresto: pantaloncini di marca, maglietta stirata, un aspetto ordinato. Ben diverso da quello che emerge nei video romani, dove appare ubriaco e sporco di sangue. Dai social emerge il ritratto di un uomo ambizioso, con uno stile di vita errante ma non indigente, appartenente al ceto medio e con aspirazioni artistiche. Aveva realizzato videoclip musicali e vantava alcune collaborazioni. Di recente era in contatto con una società cinematografica grazie a un amico, per un nuovo progetto. (di Monica Coviello)

Si chiama Anastasia ed è russa la donna trovata morta con la figlia di un anno a Villa Pamphili (Radio Norba – 19 giugno 2024)
Si chiamava Anastasia Trofimova, aveva 28 anni, e proveniva dalla Russia siberiana, la donna trovata morta il 7 giugno a Villa Pamphili a Roma, poco lontano dal corpo della figlia di un anno. La conferma è venuta dalla Procura di Roma dopo che la redazione di Chi l’ha visto di Rai3 è riuscita a contattare la madre della giovane. La donna, che l’ha riconosciuta, ha raccontato che Anastasia era andata a studiare inglese a Malta, e lì aveva conosciuto Francis Kaufmann, accusato di avere ucciso la bimba una settimana prima che compisse un anno. All’ambasciata era stata infatti avviata la pratica di registrazione con il nominativo di Andromeda Ford, nata a Malta il 14 giugno 2024.
I due corpi sono stati trovati il 7 giugno scorso a Villa Pamphili, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Per giorni non si sapeva chi fossero, e ancora non è chiaro come sia morta Anastasia.
La piccola, invece, sarebbe stata strangolata proprio da Kaufmann la sera del 6 giugno e lasciata vicino a una siepe nella grande area verde della Capitale. L’indagine della Procura di Roma resta rubricata come omicidio volontario aggravato contestato a Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, l’uomo fermato il 13 giugno sull’isola di Skiathos, in Grecia, dove era arrivato in aereo dopo aver pagato il biglietto con una delle tre carte di credito che aveva con sé.
Gli inquirenti, grazie anche alla collaborazione dell’FBI e delle autorità maltesi – isola sulla quale Anastasia era arrivata nel settembre del 2023 – sono riusciti ad accertare chi fosse la “donna dei tatuaggi”, quel corpo già in stato avanzato di decomposizione su cui è stato, al momento, impossibile accertare le cause della morte.
Utile a ricostruire il vissuto della 28enne sarà il racconto della madre della ragazza – quando verrà ascoltata dagli inquirenti – individuata grazie a una testimone che ha contattato la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Determinante per il riconoscimento da parte della madre, un tatuaggio che la ragazza aveva su un piede: “Lei è mia figlia”, ha detto.In una videochiamata del 27 maggio, Anastasia le aveva “presentato” Kaufmann, che aveva rassicurato la donna sulle sue intenzioni di voler mettere su famiglia. In una mail inviata il 2 giugno, la ragazza aveva però ammesso che le cose con quell’uomo così misterioso non andavano bene, anche se stavano cercando di risolvere i problemi. Ma proprio dopo quel messaggio, le cose hanno preso una piega drammatica, culminata con il ritrovamento dei corpi. E non è chiaro quando sia morta la 28enne, certamente prima però della piccola. Nessuno aveva presentato una denuncia di scomparsa ed è stata un’amica della madre, secondo quanto ha ricostruito ‘Chi l’ha visto’, insospettita dal silenzio della ragazza, a cercare in rete il nome dell’uomo e a trovare l’appello sui social della trasmissione legato ai corpi rinvenuti a Roma.
Ora l’attenzione si concentra su Kaufmann, che è detenuto nel carcere di Larissa, che utilizzava anche un alias italiano, Matteo Capozzi, nome con cui aveva acquistato una Sim telefonica dopo il suo arrivo a Roma, forse mostrando un ulteriore documento falso. Il “finto regista e produttore” si era trasferito a Malta forse già nel 2021, ma solo nel settembre del 2023 entra in contatto con la ragazza. La donna partorisce Andromeda il 14 giugno 2024, ma dopo alcuni mesi il californiano decide di andare via. Contatta una società di charter e, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, a bordo di un catamarano – forse assieme alla compagna e alla piccola – raggiunge la Sicilia.
Gli inquirenti sono al lavoro per capire esattamente dove abbiano vissuto i tre e se sono stati ospitati da altre persone.
Lui ha cercato casa a Roma, anche nei quartieri Aurelio e Monteverde. Il suo stile di vita non era da clochard: le carte
di credito erano finanziate dai genitori in California. Almeno tre o quattro le identificazioni effettuate dalla polizia, l’ultima delle quali quando Anastasia era già morta. L’uomo è stato fermato con la bimba in braccio e ha mostrato il passaporto senza fornire ulteriori spiegazioni sull’assenza della madre. E su questa attività di polizia il questore di Roma, Roberto Massucci, d’intesa con il capo della polizia Vittorio Pisani, ha disposto una “puntuale ricostruzione” di tutti gli episodi per verificare eventuali falle nei controlli su Kaufmann.  E spunta un particolare che non sarebbe irrilevante, nel giallo di Kaufmann. Aveva ottenuto nel 2020 un tax credit di 863.595,90 euro per la produzione cinematografica di un film mai realizzato. La notizia è riportata in esclusiva dal sito Open che evidenzia che i fondi pubblici erano stati disposti con un decreto del ministero dei beni Culturali del 27 novembre 2020, all’epoca guidato da Dario Franceschini, nel corso del governo Conte-bis. Si tratta, scrive Open, del film “Stelle della Notte” del regista americano, Rexal Ford, legato alla societa’ maltese Tintagel Films Llc. Rexal Ford e’ proprio il falso nome utilizzato da Kaufmann durante il suo soggiorno a Roma. Il progetto del film si rivela dunque parte di un’elaborata messinscena, messa in piedi da Kaufmann con l’uso di un falso passaporto e documentazione fittizia.

Il Colosseo con la neve, la “stalker”, i contatti in Russia: tutte le manipolazioni di Kaufmann (il Giornale – 26 giugno 2025)
La testimonianza della mamma di Anastasia Trofimova su Charles Francis Kaufmann: “Era sotto la sua influenza”
Chi era Anastasia Trofimova, la donna trovata morta insieme alla figlia Andromeda di un anno a villa Pamphilj il 7 giugno 2025? A raccontarlo è sua madre a “Chi l’ha visto?”: la signora Tatjana è infatti intervenuta in collegamento, per raccontare come la figlia sia finita a Malta e cosa sapesse della sua relazione con Charles Francis Kaufmann, alias Rexal Ford.
Anastasia si era laureata nella nativa Omsk, in Siberia e faceva la manager a Mosca nel settore dell’edilizia. La Russia conosce una proverbiale tradizione sul duro impegno e pare Anastasia non fosse da meno: era una gran lavoratrice ma “ogni volta che aveva un momento libero dal lavoro mi chiamava”, riferisce la madre.
Nell’estate 2023, dal 26 agosto al 9 settembre però decide di godersi il meritato riposo a Malta, dove una sera in spiaggia conosce Kaufmann. Rientrata a Mosca però, “tutti i giorni lui insisteva. Voleva che lasciasse la Russia e tornasse da lui”, aggiunge Tatjana, spiegando come a fine settembre Anastasia decide di raggiungerlo nuovamente a Malta. Una volta lì però lei interrompe i rapporti con tutti in patria: famiglia, amici, lavoro. “Era lui che con la sua influenza non voleva comunicasse con nessuno – dice la mamma -Lei faceva semplicemente quello che voleva lui. Era lui che voleva andare in Italia”.
A un certo punto però, in videochiamata con lo smartphone di Kaufmann – Anastasia non aveva il suo da mesi – racconta alla madre di voler andare in Germania, dove c’erano dei parenti del padre che avrebbero potuto aiutarla. Tatjana si preoccupa, ma Kaufmann la videochiama a propria volta per rassicurarla, mostrandole il falso passaporto di Rexal Ford e dei contanti. L’ultimo contatto con Tatjiana risale al 2 giugno: Anastasia le avrebbe inviato una mail con indirizzo anonimo per dirle che litigano spesso ma che lui sta facendo tutto il possibile per lei e la piccola Andromeda.
È difficile oggi non interrogarsi: Anastasia e Andromeda potevano essere salvate? In molti hanno segnalato alle forze dell’ordine il comportamento quanto meno insolito di Kaufmann, ma è stato sempre lasciato andare. L’episodio più emblematico è forse quello del 5 giugno: probabilmente Anastasia era già morta e Kaufmann si aggirava per Roma visibilmente ubriaco e mettendo in pericolo la bambina, come in effetti ha segnalato una donna. In quell’occasione i poliziotti lo hanno fermato, ma dopo un considerevole lasso di tempo, si sono congedati. E uno degli agenti ha chiesto alla donna se fosse una stalker.
Il questore di Roma Roberto Massucci, presente in studio, ha detto di Kaufmann: “Lui ha vissuto una vita che l’ho visto protagonista di azioni che hanno modificato la realtà, fatto percepire a molte persone che l’hanno incontrato nel corso della sua esistenza un clima di normalità”. Secondo Massucci Kaufmann sarebbe caratterizzato da una “personalità manipolatrice”. Il questore ha spiegato che quella degli agenti è stata una “scelta che presenta criticità” all’interno di una vicenda “dai connotati del disastro sistemico” che partono dal contesto sociale dell’uomo. Massucci ha aggiunto che degli interventi delle forze di polizia non è stata fatta una lettura complessiva, ma quelle “scelte operative meritano una riflessione critiche”, pur con la buona fede degli agenti.
“Stelle della notte” “Chi l’ha visto?” ha diffuso la trama del film per cui Kaufmann avrebbe ricevuto un finanziamento di 863mila euro con la tax credit dal ministero dei Beni Culturali: “‘Stelle nella notte’ è una commedia sul Vecchio e il Nuovo, ambientata a Roma con l’illustre critico Jack Donovan, che ha un certo stile in ogni aspetto della vita. La storia si intreccia con quella di sua figlia Francesca e dell’emergente Charlie Coppola. Un’entusiasmante avventura di due star nei loro rispettivi mondi: Jack e Charlie”.
Alla presentazione è allegato il budget, che avrebbe previsto 4 milioni di euro per il solo Harrison Ford, certamente all’oscuro di tutto, così come gli altri attori nominati: Zach Galifianakis, Billy Zane, Isabella Rossellini, Orlando Bloom, Mel Gibson e molti altri. Tra le immagini allegate invece anche un bizzarro Colosseo innevato con l’aggiunta di alberi sul viale con il fotoritocco.

Villa Pamphili, autopsia: anche Anastasia Trofimova strangolata (La Presse – 11 agosto 2025)
Su sacco a pelo tracce liquido seminale, sangue su reggiseno
Anche Anastasia Trofimova sarebbe stata strangolata, probabilmente da Francis Kaufmann, alias Rexal Ford. La donna è stata trovata morta il 7 giugno scorso, insieme alla figlia Andromeda, nel parco di Villa Pamphili a Roma. È quanto emerge dalla relazione del dottor Vincenzo Arena, specialista in Anatomia Patologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma medico legale, che LaPresse ha visionato e che integra la consulenza medico forense del dottor Gerardo De Masi.
“In relazione invece agli accertamenti sul cadavere di Trofimova Anastasia, gli approfondimenti istopatologici hanno evidenziato stravasi ematici in alcuni dei prelievi effettuati in corrispondenza dei tessuti molli anteriori del collo, e nello specifico nei prelievi attribuibili alle aree anatomiche peri-ioidea e tiroidea”, si legge nella relazione in cui si sottolinea come questi “reperti si riscontrano con una certa frequenza, nella comune pratica forense, nei casi di lesività prodotta da pressione ab estrinseco sulle regioni del collo”. La consulenza precisa ancora che “allo stato degli accertamenti specialistici medico-legali attualmente svolti, non sono emersi ulteriori elementi biologici riconducibili ad una morte per cause naturali di Trofimova”. Della piccola Andromeda era già stato accertato lo strangolamento.
Nuovi dettagli intanto emergono dall’inchiestasull’omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. Secondo quanto apprende LaPresse, gli ultimi accertamenti genetico-forensi, effettuati sui reperti sequestrati sulla scena del crimine, hanno rilevato tre tracce di liquido seminale su un sacco a pelo che copriva il cadavere della donna. Le analisi hanno confermato che almeno una delle tracce è riconducibile a un soggetto maschile identificato come “Uomo 1”, già noto agli inquirenti, come Francis Kaufmann, alias Rexal Ford. Sul reggiseno color carne, forse appartenuto ad Anastasia e su un pantaloncino rosa della piccola Andromeda sono state individuate tracce ematiche: cinque in totale, tutte oggetto di ulteriore analisi.
Su reperti tracce dna ignoti, uno è maschile. In alcuni dei reperti sequestrati a Villa Pamphili nell’ambito delle indagini per la morte di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate morte il 7 giugno 2025 nel parco romano, sono state ritrovate tracce di Dna di profili genetici ignoti, che non appartengono alle due vittime e a Francis Kaufmann. Secondo quanto apprende LaPresse, su un boxer blu marca ‘Crazy Man’, è stata riscontrata una “mistura genetica complessa” riferibile ad almeno due individui sconosciuti. I periti nominati dalla Procura hanno escluso che “Uomo 1”, “Donna 1” e “Donna 2”, cioè Kaufmann, Trofimova e la figlia della coppia, siano tra i “contributori” di questa commistione genetica. Ulteriori riscontri provengono da un pantaloncino verde da uomo marca ‘Guodil Collection’, identificato come reperto n.18, sul quale sono state isolate diverse tracce, almeno 5. Da queste è stato ricavato un profilo genetico maschile attribuito a un altro soggetto, ancora non identificato, designato come ‘Uomo 2’. Tracce di quest’ultimo risultano anche in ulteriori punti dello stesso indumento. Tre invece i “contributori sconosciuti” ritrovati sul cappello con visiera di colore bianco marca ‘Charles&Ron’. Proseguono le indagini per attribuire un’identità ai profili genetici sconosciuti.
Genitori Anastasia: “Sconvolti per l’accaduto a nostra figlia” “Siamo sconvolti. Non avremmo mai immaginato che quell’uomo potesse fare una cosa del genere“. Così hanno dichiarato, tra le lacrime, i genitori di Anastasia Trofimova, agli investigatori che li hanno ascoltati oggi all’aeroporto di Fiumicino, dopo il loro arrivo a Roma nel luglio 2025. La giovane è stata uccisa insieme ad Andromeda, la figlia di soli 11 mesi a Villa Pamphili. Il principale sospettato, Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, compagno della vittima, sarà estradato in Italia entro la prossima settimana. I genitori di Anastasia sono giunti nel nostro Paese grazie all’intervento della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ che ha pagato il viaggio aereo ai due genitori di Anastasia e nonni della piccola Andromeda.
Genitori Anastasia: “Kaufmann sembrava affidabile” “Sembrava affidabile e che le volesse bene, era gentile e non ci aspettavamo nulla di tutto questo”. Così i genitori di Anastasia Trofimova, agli investigatori che li hanno ascoltati all’aeroporto di Fiumicino a luglio, quando sono arrivati, dopo il loro arrivo a Roma, hanno raccontato di non aver mai capito che Francis Kaufmann, l’uomo ora accusato del duplice omicidio, potesse costituire un pericolo per la figlia.
Francis Kaufmann, cittadino statunitense, si trova attualmente in Grecia, a Larissa, in attesa della consegna alle autorità italiane che potrebbe avvenire già il 10 luglio. Una volta arrivato a Roma, gli verrà notificata l’ordinanza di arresto e, entro cinque giorni, sarà interrogato dal Gip di Roma. Sul corpo di Anastasia è stata eseguita l’autopsia presso l’Istituto di medicina legale dell’Università Cattolica, e si attendono per fine mese i risultati degli esami istologici per chiarire le cause del decesso. Intanto, per accertare la paternità della piccola Andromeda, sarà prelevato il dna a Kaufmann. (di Emilio Orlando)


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