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Charles Francis Kaufmann (alias Rexal Ford o Matteo Capozzi), 46 anni, sedicente regista con precedenti penali per violenza domestica. Strangola la moglie e la figlia, abbandona i corpi e fugge all’estero. Catturato ed estradato in Italia è accusato di duplice omicidio aggravato (giallo di villa Pamphili)

Roma, 7 Giugno 2025


Titoli & Articoli

Il giallo di Villa Pamphili, il killer ha dato un nome falso (Ansa – 16 giugno 2025)
Kaufmann rifiuta estradizione. Audio all’amico: lei mi ha lasciato. Un documento del tutto valido, rilasciato nel 2019, ma con nome falso.
Un passaporto con cui Francis Kaufmann, questo il vero nome dell’uomo che ha ucciso una bimba di pochi mesi a Roma, ha girato indisturbato per anni. Malta, Russia, Italia e Grecia le sue ultime mete. Il giallo di Villa Pamphili si arricchisce di un nuovo tassello: l’uomo fermato in Grecia, sull’isola di Skiathos, non è Rexal Ford.
Il lavoro della Procura, in collaborazione con l’Fbi, ha portato ad una nuova svolta nella vicenda: il 46enne aveva un documento rilasciato dalle autorità americane sei anni fa con un nominativo falso, un alias. Un elemento che apre ulteriori scenari in una storia i cui contorni faticano ad essere definiti. La donna trovata morta a 200 metri dalla figlia resta senza ancora nome. “Ha detto di chiamarsi Stella Ford”, hanno riferito alcuni testimoni. Una identità su cui però non ci sono conferme.
Per gli inquirenti la provenienza va racchiusa tra la Russia, dove i due avrebbero soggiornato, e l’Ucraina. Per un testimone, Oskar ‘El Mariachi’, musicista messicano che l’ha conosciuta a Malta, lei era un “genio dell’informatica, una sorta di hacker. Un Robin Hood della rete. Nemmeno Rexal sapeva bene cosa facesse“. Cosa facevano, quindi, per vivere i due? Possono essere esclusi eventuali legami con apparati di sicurezza? Lui si presentava come regista e produttore cinematografico. Il 7 maggio Kaufmann – accompagnato dalla donna e dalla bimba – si è recato in uno studio romano di produzione per un progetto “internazionale” con un budget da tre milioni di euro. Ad avvalorare la candidatura anche una mail dal Regno Unito da parte di producer britannici.
Il 5 giugno, due giorni prima del ritrovamento dei corpi, il californiano ha inviato un vocale a un amico italiano: “Mia moglie mi ha lasciato. È tornata con il suo ex, lui è ricco. Mi ha lasciato con la bambina perché non era più interessata a fare la madre. Ora sto cercando un luogo dove stare a Roma”. Nello stesso audio, l’uomo accenna a un progetto cinematografico in cui sarebbe stato coinvolto perfino Dhani Harrison, figlio del leggendario George dei Beatles. Amicizie tutte da dimostrare, in un racconto fatto con tono distaccato e voce quasi meccanica. Parole registrate quando la donna era già morta.
Un corpo, al momento, non reclamato da nessuno
ma la cui identità potrebbe essere svelata nelle prossime ore risalendo ad un elemento determinante: due anni fa, a metà 2023, Ford arriva a Malta e conosce la donna. La bambina nasce nel 2024, probabilmente in un’ospedale dell’isola. Per questo sono in corso verifiche per capire quale sia il nominativo della madre della piccola, forse contenuto nei registri sanitari. È da lì che la coppia, con la bimba, sarebbe poi partita per andare Russia, possibile Paese di origine della donna. A Malta Ford-Kaufmann avrebbe ottenuto anche una carta d’identità locale e avrebbe vissuto insieme alla compagna in un paesino del sud dell’isola. Infine il drammatico epilogo in Italia, con il cadavere della neonata ritrovato il 7 giugno scorso.
Sul corpo, lasciato in prossimità di una siepe, segni di violenza, di strangolamento. Nei confronti dell’indagato i pm di piazzale Clodio, coordinati dall’aggiunto Giuseppe Cascini, contestano nel capo di imputazione del mandato d’arresto europeo (Mae) l’omicidio volontario aggravato dalla minore età della vittima e l’occultamento di cadavere. Il ministero della Giustizia ha ricevuto dagli inquirenti anche l’ordine europeo di indagine (Oei) ed ha provveduto ad inoltrarlo alle autorità greche, affinché venga formalizzata la richiesta di estradizione in Italia. Grazie all’ordine europeo di indagine è possibile ottenere elementi determinanti come l’acquisizione del dna dell’accusato ma anche la carta di credito e i due telefoni cellulari che aveva con sé al momento dell’arresto. Se con il test del Dna verrà accertato il legame di parentela con la bimba, l’impianto accusatorio potrebbe aggravarsi ulteriormente per l’indagato.
L’uomo è ora detenuto nel carcere di Volos, in Grecia, e il Consiglio della Corte d’Appello di Larissa deciderà nei prossimi giorni sulla procedura relativa alla sua consegna. Ma Ford non ha acconsentito al trasferimento nel nostro Paese e questo potrebbe rallentare, anche di mesi, le procedure. In questo giallo restano da accertare ancora le cause del decesso della donna e le condizioni in cui è stata trovata rendono il lavoro complesso. Un eventuale morte dovuta ad un soffocamento anomalo, ad esempio con un cuscino, sarebbe stata scartata dalle prime risultanze autoptiche. Nel frattempo, le indagini proseguono su più fronti. Si analizzano i movimenti bancari di Ford e le transazioni con carta di credito. Gli inquirenti cercano di capire se davvero l’uomo abbia costruito attorno a sé una rete di bugie, mascherata da ambizioni artistiche. 

“Era ubriaco, la bimba sullo scooter”. Come hanno visto l’uomo di Villa Pamphili (il Giornale – 17 giugno 2025)
Il sedicente regista si chiama in realtà Francis Kaufmann ed è indagato per omicidio. Secondo il gip avrebbe agito con “efferatezza” e sarebbe dotato di “elevata capacità criminale”
S’infittisce di dubbi e misteri il giallo di Villa Pamphili a Roma. L’uomo indagato per l’omicidio della bimba di pochi mesi trovata accanto al corpo senza vita della madre all’interno parco capitolino, lo scorso 7 giugno, si chiama Francis Kaufmann e ha 46 anni. E dunque “Rexal Ford” sarebbe solo un alias che avrebbe utilizzato verosimilmente per non essere identificato (i motivi per i quali avrebbe utilizzato un passaporto falso, ma comunque valido, non sono ancora chiari). Intanto dai verbali dell’inchiesta, coordinata dal pm Antonio Verde e dall’aggiunto Giuseppe Cascini, spuntano le dichiarazioni di un testimone, forse una delle ultime persone ad aver visto il sedicente regista in compagnia della piccina.
Secondo quanto apprende il Corriere della Sera da fonti investigative, il testimone avrebbe incrociato Kaufmann alle ore 18.12 del 5 giugno, due giorni prima del ritrovamento dei cadaveri. “Era ubriaco e barcollante, con una bottiglia di vino in una mano e la bambina in lacrime sull’altro braccio“, ha raccontato l’uomo agli agenti della squadra mobile. E ancora: “A un certo punto l’ha appoggiata sul sedile di uno scooter in sosta“. Altre due persone avrebbero notato il sedicente regista con la bimba, che pare indossasse un vestino rosa. Lo stesso che è stato trovato in un cestino dei rifiuti, non distante dal corpicino esanime.
Il gip: “Efferatezza ed elevata capacità criminale”.
Kaufamann è indagato per l’omicidio della bambina, che sarebbe morta per strangolamento, e l’occultamento del cadavere della madre di quest’ultima. Gli investigatori ipotizzano che abbia assistito al decesso della donna, che durante un controllo di polizia aveva sostenuto essere sua moglie, e poi l’avrebbe spogliata “con il chiaro intento di depistare le indagini“. Una condotta che, secondo gli inquirenti, sarebbe indicativa di “una elevata capacità criminale ed una pervicace volontà di portare a termine il suo disegno criminoso“. Inoltre “l’efferatezza congenita allo strangolamento della bambina – mette nero su bianco il gip Flavia Costantini – non lascia adito a dubbi sulla pericolosità dell’uomo“. Il 46enne viene descritto come “una persona non in grado di controllare i suoi impulsi verso soggetti indifesi, come una bambina di neanche un anno“.
L’uomo, fermato lo scorso venerdì sull’isola di Skiathos, in Grecia, avrebbe manifestato la volontà di essere processato negli Stati Uniti, Paese che ha lasciato nel 2021. In passato è stato arrestato cinque volte per violenza domestica e aggressioni, scontando in totale 120 giorni di carcere. Nei prossimi giorni i giudici ellenici si esprimeranno sulla richiesta di estradizione in Italia. Intanto continuano le indagini degli investigatori capitolini: l’indentità della giovane donna, forse originaria dell’Est Europa, resta ancora sconosciuta. Così come non sono ancora note le cause decesso, che restano avvolte in un macabro mistero. (di Rosa Scognamiglio)

Francis Kaufmann, quattromila euro al mese e al ristorante con la carta: “Non era un clochard” (la Repubblica – 18 giugno 2025)
L’uomo lascia tracce fino al 2019. Poi, un buco di cinque anni, in cui viaggia tra Russia, Nuova Zelanda, Islanda, Inghilterra e Malta. A Roma, prima di finire in tenda nel parco, si fa ospitare. E ai genitori, che gli inviavano denaro dagli Usa, aveva detto di Andromeda.
Tre carte di credito. Un flusso di denaro che andava dai tre ai quattromila euro al mese, parte dei quali arrivavano dagli Usa da parte dei genitori. I pranzi al ristorante. Il giro del mondo. L’ossessione di non lasciare troppe tracce dei passaggi: l’arrivo in Italia su una barca privata, da Malta fino alla Sicilia, sicuramente più costosa di un traghetto, per non parlare delle decine di low cost che fanno la spola con Roma. L’attenzione a non registrarsi mai in nessun albergo. Quella capacità di sfuggire a ogni controllo per strada dove, in Italia almeno, non mancava però mai di farsi notare: una sera ubriaco, la mattina dopo violento.
L’uomo con tre nomi. Ogni giorno che passa la storia di Rexal Ford, anzi Matteo Capozzi (l’alias italiano che usava suoi social) anzi no Francis Kauffman (il suo nome originale) diventa un enigma: una sceneggiatura più che la vita di uno sceneggiatore. Chi è? È davvero un uomo di cinema? O per caso è una spia? Oppure: è soltanto un millantatore? Sono tutte ipotesi che in queste ore — con diversi gradi di attenzione — sono vagliate dagli investigatori che per scrivere uno spartito più concreto aspettano di avere i tre telefoni sequestrati in Grecia e di sapere se l’uomo ha confessato qualcosa alla polizia ellenica.
Certo, Kauffman non è un clochard. Perché questo documenta la sua situazione finanziaria. Molto probabilmente è un assassino, di questo è convinta la procura di Roma. Se possibile peggio: l’assassino di sua figlia e probabilmente anche della sua compagna, perché sul corpo di “Stella”, come si faceva chiamare quella ragazza forse russa che aveva conosciuto e con cui aveva vissuto a Malta, non ci sono tracce di sostanze stupefacenti. Ma dei piccoli segni sul collo che farebbero pensare che anche lei come Andromeda, la loro bimba, possa essere morta soffocata.
Pranzi e cene nei ristoranti. Rexal Ford si chiamava come un regista ma probabilmente non è stato mai tale. Viveva come un clochard ma aveva un tenore di vita borghese. Si accampava a Villa Pamphili ma pranzava e cenava nei ristoranti del quartiere, con conti da centinaia di euro. Ecco, sono proprio i soldi la traccia che in queste ore la squadra mobile di Roma, i poliziotti dello Sco stanno seguendo per ricostruire la vita di quest’uomo con troppi nomi. E ancora molti segreti. Primo punto: il suo passaporto è originale. «È molto probabile» spiega a Repubblica una fonte dell’indagine, «che, come accade in molti Stati americani, abbia sfruttato la possibilità di cambiare le generalità sui documenti in modo da cancellare la sua vecchia vita». Tradotto: voleva far perdere le tracce dei precedenti penali e quei cinque arresti per violenza domestica.
Quel buco di cinque anni. Andato via dagli Stati Uniti, Ford con la sua società Tintagel Films si era messo a proporre progetti di cinema in mezzo mondo. Ci sono tracce di questo fino al 2019. Poi, un buco di cinque anni, in cui l’uomo viaggia tra Russia, Nuova Zelanda, Islanda, Inghilterra e Malta. Per fare cosa? E soprattutto con che fondi? Ford sa che è una domanda a cui deve poter rispondere. I soldi arrivano dalla madre, in parte. E ai suoi amici maltesi aveva raccontato di essere il figlio di una rockstar americana, Lita Ford. Poi millantava un’amicizia fraterna con il cantante Dhani Harrison, il figlio di George Harrison dei Beatles. «Farà il film con noi», aveva assicurato allo scrittore italiano Federico Carro. Non era vero. Così come non era vero l’amore con Stella, come chiamavano a Roma quella ragazza probabilmente russa che Rexal conosce a Malta.
Tenore di vita agiato. Abitano per mesi insieme nell’isola, hanno un tenore di vita agiato. Nasce la loro bambina (è lui che racconta ai genitori negli Stati Uniti di essere diventato padre) ma poi all’improvviso sentono l’esigenza di fuggire in Italia. Capire cosa sia successo a Malta, che lavoro Ford e la ragazza svolgessero a La Valletta è una chiave importante per capire il perché di questa storia: è possibile che qualcuno sia stato truffato e magari dava loro la caccia. È possibile che Ford si sia macchiato di un’azione violenta anche nell’isola.
“Lei è abilissima con i computer”. I più complottisti, anche tra gli investigatori, dicono che non è da escludersi che i due lavorassero per qualche servizio di intelligence: il sospetto nasce dalla volontà di dissimulare e dall’abilità, raccontata, della ragazza di lavorare con i computer. Fatto sta che all’improvviso scappano in Italia. Arrivano a fine marzo con una barca in Sicilia. Da lì raggiungono Roma dopo essere passati (o comunque aver cercato di arrivare, facendo ricerche con il profilo Facebook fake con l’alias di Matteo Capozzi) a Firenze e La Spezia. A Roma sono ospiti di conoscenti. Dormono probabilmente in alcuni b&b riuscendo a non farsi registrare. E, infine, montano la tenda a Villa Panphili. Vivono da clochard mentre strisciano la carta di credito nei ristoranti della zona. Come se fosse un film.

Dagospia – 19 giugno 2025

Estratto dell’articolo di Franco Bechis per www.open.online
Il decreto ha il numero 2872 e porta la firma di Nicola Borrelli, allora direttore generale cinema e audiovisivo del Ministero dei beni culturali guidato da Dario Franceschini nel governo Giuseppe Conte bis. La data è del 27 novembre 2020, e fra i tanti beneficiari concede un tax credit di 863.595,90 euro alla produzione del film Stelle della Notte del regista Rexal Ford. Lo Stato italiano, dunque, ha accettato di finanziare con il tax credit ministeriale il misterioso uomo di Villa Pamphili, indagato oggi per il possibile assassinio della compagna di origine russa, Anastasia Trofimova e della loro bambina Andromeda […] Rexal Ford, finto regista cinematografico è infatti una delle false identità assunte da Francis Kaufmann, arrestato in Grecia e in attesa di essere estradato in Italia per essere interrogato su quei due delitti.
La novità, dunque, è che il film dei sogni di Kaufmann-Rexal Ford, quel Stelle della notte, non era solo immaginato in questi mesi come hanno raccontato le cronache. E nemmeno una fantasia quella del tax credit. Perché quello strumento di aiuto finanziario al cinema era già stato attivato 5 anni fa.

gli 863mila euro di tax credit incassati da Rexal Ford – Francis Kaufmann per un film da girare a roma

Il progetto è stato presentato da una società di produzione internazionale di Malta, la Tintagel Films Llc, che è appunto quella che si è inventato Kaufmann con la falsa identità di Rexal Ford. Al ministero ha inviato un progetto definito del film, la necessaria revisione contabile dei costi sostenuti, la richiesta di finanziamento e il suo passaporto americano. Che oggi sappiamo falso: è lo stesso diffuso dalla trasmissione tv Chi l’ha visto?
Per avere l’ok della direzione cinema del ministero Kaufmann si è fatto assistere da un co-produttore italiano, questo sì realmente esistente: è la società Coevolutions con sede a Roma e a presentare la domanda è stato il titolare, Marco Perotti. Nel piano c’era scritto che il tax credit sarebbe stato utilizzato l’anno successivo, nel 2021. Da verifiche fatte da Open con il ministero in realtà la domanda definitiva è stata presentata nel 2023, utilizzando anche un buco nella vecchia normativa: le opere internazionali avevano accesso al tax credit senza obbligo di depositare copia del materiale già girato del film per dare prova tangibile dei costi di produzione. Secondo quanto risulta ad Open una volta ottenuto il via libera definitivo dal ministero, il tax credit è stato effettivamente utilizzato perché risulta una cessione del credito in banca dopo regolare istruttoria dell’istituto di credito. Ora il ministero potrebbe revocare il credito e chiedere indietro tutti i crediti concessi.

Villa Pamphili, Kaufmann fu picchiato in un locale «ma la polizia non intervenne. Anastasia era con lui» (Corriere della Sera – 24 giugno 2025)

Il 3 giugno Francis Kaufmann litigò con un uomo nello Starbucks di piazza san Silvestro e rimase a terra semi svenuto con una ferita alla nuca. Anche in quella occasione la polizia ebbe l’occasione di approfondire chi fosse, ma mancò di farlo. È il nuovo dettaglio delle sue settimane romane emerso dall’inchiesta che vede il 46enne californiano in arresto per l’omicidio di una bambina di un anno (probabilmente sua figlia) e sospettato per la morte anche della madre della piccola, Anastasia Trofimova.
Sangue dalla testa. L’episodio è stato raccontato ai carabinieri dal titolare della caffetteria ed è confluito nel fascicolo del pm Antonio Verdi e dell’aggiunto Giuseppe Cascini. «Ho sentito delle urla al piano di sopra e sono corso a vedere cosa succedesse. Ho trovato quell’uomo a terra tramortito, aveva una ferita alla nuca e perdeva sangue — ha raccontato il titolare qualche ora dopo in caserma —. Con lui c’erano una bambina e una donna di circa 30 anni che sembrava confusa. Ho provato ad aiutare entrambi ma lui, dopo essersi alzato a fatica, non ha voluto che chiamassi l’ambulanza e si è allontanato barcollando. Non so chi lo abbia colpito, mi hanno detto che litigava con un uomo che però era già andato via. Mi ha detto solo: “Qualcuno mi ha colpito”».
Il titolare riferisce anche di aver provato a seguire Kaufmann che si allontanava a piedi su via del Corso, verso piazza del Popolo, e di aver in quella circostanza detto a un suo dipendente di allertare i poliziotti che erano fermi poco distante dal bar, in largo Chigi, di piantone al palazzo del governo. «Il mio dipendente mi disse che i poliziotti gli spiegarono che non potevano muoversi da lì». Della lite esiste anche un video ma l’uomo che ha colpito Kaufmann non è riconoscibile. Il 46enne aveva già un cerotto alla tempia (da attribuire alla ferita visibile in una delle foto circolate in questi giorni e risalente al 20 maggio, quando in piazza Farnese fu identificato dalla polizia perché ubriaco e aggressivo verso Trofimova).
Il riscontro che da Starbucks fosse davvero Kaufmann il protagonista di questo episodio arrivava dal fatto che proprio lui lasciò un numero di telefono a un addetto alle pulizie: «Lo vedevo spesso qui intorno e una volta iniziammo a parlare e ci scambiammo i numeri». Lo stesso Kaufmann, un mese prima, il 6 maggio, aveva attirato di nuovo l’attenzione nel locale quando si era messo a ballare con la musica alta dal telefono tra i tavoli e aveva minacciato una donna che gli chiedeva di smetterla. In quella occasione fu visto anche insultare Trofimova: «Sei una tr… e lei diventerà come te (riferendosi alla bambina, ndr)». Il numero di questo telefono corrisponde a quello poi ricondotto a lui dalla squadra mobile.
«È uno psicopatico, un mostro, un manipolatore. Beve e si droga. Quando ci ha detto che aveva avuto una bambina con questa ragazza, eravamo preoccupati che le uccidesse. Ci aveva provato anche con mio fratello. È per quello che ha cambiato nome ed è scappato dagli Usa», ha raccontato a Repubblica sua sorella Penelope. Con l’identità di Rexal Ford l’americano aveva ottenuto anche i fondi del governo italiano per il suo film Stelle della notte. Sulla pellicola e sui relativi documenti sono in corso indagini del ministero dei Beni culturali: «Irreperibile» per ora Marco Perotti, produttore italiano che collaborò col sedicente regista, oggi accusato di duplice omicidio. Perotti risponde al Mic solo per mail, ma ha pochi giorni per chiarire la sua posizione e quei soldi pubblici incassati insieme al futuro killer. (di Valeria Costantini e Fulvio Fiano)

Omicidio di Villa Pamphili: Anastasia e la bambina, la vita da senzatetto nelle due settimane prima di essere uccise (Corriere della Sera – 25 giugno 2025)
Le due hanno dormito per diversi giorni nel parco insieme a Kaufmann
Per 15 giorni Francis Kaufmann ha dormito a Villa Pamphili con Anastasia Trofimova e sua figlia Andromeda, e dal 4 giugno, poco dopo l’ultimo avvistamento della 28enne russa, ha spento il proprio telefono per rendersi irreperibile. Dai tabulati telefonici emergono conferme sugli spostamenti del 46enne californiano e soprattutto arrivano elementi a sostegno dell’ipotesi che proprio lui abbia ucciso la compagna oltre che la bambina.
Il 3 giugno il trio viene visto allo Starbucksdi piazza san Silvestro. È l’ultima volta che sono assieme. Kaufmann litiga con un uomo e resta ferito alla nuca, poi si allontana — rifiutando i soccorsi — assieme alla donna e alla bambina. Incrociando questi dati con la data della presunta morte della 28enne, fornita dall’autopsia, e ora con l’orario di spegnimento del telefono, prende sempre più corpo il sospetto che l’uomo abbia ucciso la donna tra la sera del 3 giugno e l’alba del 4, lì dove è stata poi ritrovata. A portare in questa direzione, in attesa dell’esame istologico che potrà dire una parola definitiva sul sospetto che la 28enne sia stata soffocata, ci sono anche le identiche modalità di occultamento dei due corpi.
Secondo le indagini affidate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Antonio Verdi alla squadra mobile e allo Sco, Kaufmann ha spogliato Trofimova proprio come ha fatto con la bambina di neanche un anno e ha buttato lontano abiti e documenti che non sono stati più ritrovati. Il 4 giugno la sua utenza italiana, attivata due mesi prima presso un «dealer» alla stazione Termini, viene spenta e smette di agganciare le celle telefoniche. Riprenderà a mandare segnali una settimana dopo dalla Grecia, confermando la sua fuga nell’Egeo già tracciata dagli investigatori.
Sappiamo però che per tre giorni Kaufmann ha girato per Roma con la bambina, prima di uccidere anche lei e abbandonarne il cadavere, per ragioni ancora da capire, a 200 metri dalla mamma, nello stesso parco. Il 5 sera, ad esempio, l’uomo viene fotografato da un passante con la bambina in braccio e con un trolley nel quale, secondo gli inquirenti, avrebbe nascosto tutti gli effetti personali della 28enne per poi disfarsene. Ma il suo telefono (un altro che aveva con lui non è stato ancora esaminato) rivela anche l’esattezza delle testimonianze di chi aveva notato quella «famiglia» aggirarsi a Villa Pamphili. I tabulati dicono che per almeno 15 giorni hanno passato la notte lì, andando poi al mercato di San Silverio, dietro San Pietro, per lavarsi e cambiare la bambina dove c’è un fasciatoio.
Su quel nucleo familiare arriva dal Comune arriva anche la conferma dell’assenza di segnalazioni ai servizi sociali nonostante per quattro volte fosse stata allerta la polizia per i suoi atteggiamenti aggressivi e violenti e la sua ubriachezza molesta. «Nessuno nei mesi scorsi ci ha segnalato la coppia per fare una verifica — sottolinea Barbara Funari, assessora comunale alle Politiche sociali — . I Servizi sociali si attivano su segnalazione, se qualcuno la fa al numero verde della Sala operativa sociale aperto h 24 o su richiesta degli interessati quando si rivolgono nei segretariati sociali dei municipi di residenza». Quindi chiunque avesse visto i tre andare in giro in condizioni non idonee soprattutto per la bambina, «avrebbe potuto chiamare la nostra Sala operativa per fare delle verifiche». Un’altra occasione persa per salvare quelle due vite. (di Valeria Costantini e Fulvio Fiano)

Franco Bechis per www.open.online
Nessuno a Malta dove ha vissuto alcuni anni prima di tornare in Italia conosceva Francis Kaufmann, l’uomo al centro del duplice delitto di villa Pamphili, come regista. Il suo nome reale come quello inventato di Rexal Ford sono del tutto sconosciuti a chi lavora nella produzione cinematografica nel piccolo Stato dell’Unione Europea. C’è però chi lo ricorda bene, per tutt’altra esperienza professionale. Perché prima di costruire la sua falsa biografia da regista e attore, Kaufmann aveva spacciato fra gli abitanti dell’isola una sua grande fama come super chef, cercando lavoro come cuoco nei locali dell’isola.
Nel 2023, secondo quanto risulta ad Open, Kaufmann e la compagna russa Anastasia si sono trasferiti nel sud est di Malta, a Marsaskala, paesino di 1.800 abitanti che si affaccia sull’omonima baia con un porticciolo. E lì era riuscito a trovare lavoro in un pub, il Lemon and Lime, che organizzava qualche serata in musica. Anche in questo caso aveva presentato al proprietario del pub per essere assunto il falso passaporto con il nome di Rexal Ford.
L’assunto era lui, ma spesso lo accompagnava al lavoro la fidanzata e futura moglie Anastasia. Appena assunto Kaufmann si è dato un gran da fare, ridipingendo il locale, sistemando il pavimento, organizzando in modo diverso gli spazi e rinnovando con poca spesa anche la cucina, un tempo aperta ma da mesi e mesi chiusa: al pub si poteva solo bere. Grazie al gran lavoro di restauro il proprietario del pub si è fatto convincere a riaprire la cucina, offrendo il servizio solo nel week end. Rexal ed Anastasia avevano ideato anche un piccolo menù da offrire agli avventori, e si sono proposti di cucinare vantando appunto questa sua lunga esperienza da chef di grido, anche questa volta inventata.
All’apertura il locale è stato subito in overbooking, ma l’esperienza degli ospiti è stata subito disastrosa. Rexal Ford cucinava assai male i piatti che gli venivano, e che non erano mai quelli scritti nel menù che lui stesso aveva proposto. E quindi non erano quelli ordinati dalla clientela, che fin dall’inizio visibilmente protestava.
Rexal a quel punto ha chiamato Anastasia (che quando c’era lui era muta, ma appena era sola parlava a raffica con tutti) a dargli una mano dietro i fornelli, sperando che almeno lei sapesse cucinare. Ma non era così, e le proteste aumentavano ogni volta. Lui rispondeva male agli avventori e a tutti sembrava visibilmente ubriaco. C’erano proteste anche di chi lavorava nel pub. Ogni giorno al lavoro Rexal infatti si portava, nascondendoli dentro una larga camicia o facendoli nascondere da Anastasia, due pappagallini che poi venivano liberati in cucina e svolazzavano tutte le sere, facendo anche i loro bisogni lì. La situazione presto è diventata insostenibile. […]

 

La falsa partecipazione di Rexal Ford al reality con Antonello Colonna

 

Kaufmann in Italia, ‘picchiato, vi denuncio tutti’. Martedì l’interrogatorio (Ansa – 11 luglio 2025)
L’americano attacca gli agenti sul volo. In ospedale poi in cella
Sul volo che lo riportava in Italia ha dato segni di sofferenza, arrivando a prendere di mira gli agenti. Reazioni violente seguite ad accuse di essere stato “picchiato” e di voler “denunciare tutti per quanto subito”.
Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, è di nuovo a Roma, in ospedale e poi nel reparto protetto di Rebibbia, al termine di un viaggio in cui non sono mancati i momenti di tensione. Già nel corso della sua detenzione nel penitenziario di Larissa, in Grecia, aveva dato segnali di aggressività, arrivando a sfasciare la cella in cui era stato portato dopo l’arresto, avvenuto sull’isola di Skiathos il 13 giugno scorso. Anche sul volo ha dato in escandescenza, lamentandosi del trattamento ricevuto dalle forze dell’ordine anche in terra ellenica.
L’aereo, un Falcon 900 dell’Aeronautica Militare, è atterrato intorno alle 12 all’aeroporto di Ciampino proveniente da Atene. Scortato dal personale del Servizio di cooperazione internazionale (Scip), del Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia e della squadra mobile della Capitale, è stato trasferito negli uffici della Polaria per la notifica degli atti di indagine. A quel punto l’indagato ha affermato di sentirsi male. “Non sto bene, ho dolori ovunque”, avrebbe detto agli agenti, tanto da ottenere di essere portato in ospedale per essere visitato. Dopo una visita al policlinico di Tor Vergata, dalla quale non sono emersi problemi di alcun tipo, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Rebibbia.
Al sedicente regista e sceneggiatore è stata consegnata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip. Il californiano dovrà ora nominare un difensore e attendere che il gip fissi l’interrogatorio di garanzia, che con ogni probabilità avverrà all’inizio della prossima settimana. Sarà il primo confronto diretto con gli inquirenti che gli contestano il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda. Nel corso di un interrogatorio in videoconferenza svolto nei giorni scorsi, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiararsi innocente. Anche in quel caso il detenuto non ha risparmiato un vero e proprio attacco all’Italia definendolo una paese abitato “solo da mafiosi”. I due delitti, secondo l’impianto accusatorio, si sono consumati all’interno del parco tra il 4 e il 6 giugno scorsi.
Chi indaga ha la certezza che la bimba di 11 mesi è stata strangolata, mentre per accertare le cause del decesso della madre, cittadina russa di 28 anni, gli inquirenti attendono i risultati degli esami istologici. Agli atti del procedimento, coordinato dall’aggiunto Giuseppe Cascini, ci sono però nuovi elementi scientifici che consolidano l’impianto accusatorio anche per l’omicidio della compagna che aveva conosciuto sull’isola di Malta nel settembre del 2023 dove la ragazza era arrivata – a detta dei genitori che nei giorni sono stati a Roma – per imparare l’inglese. Sui reperti trovati non lontano dai corpi delle due vittime ed esaminati dalla Polizia Scientifica è stato isolato un profilo genetico maschile che per metà è corrispondente a quello di Kaufmann. In base a quanto emerso dall’attività di analisi su alcuni oggetti, a cominciare dal telo nero sotto il quale è stato trovato il cadavere di Anastasia, gli investigatori, comparando il dna della bimba, hanno isolato un profilo genetico che per metà è corrispondente a quello della figlia. Si tratta di tracce biologiche miste a saliva e sangue che però hanno restituito una pista investigativa che appare concreta. Il 48enne potrebbe avere ucciso la donna, trovata nuda e senza evidenti segni di violenza sul corpo, per soffocamento anomalo utilizzando proprio il telo nero.
E’ fissato per martedì prossimo l’interrogatorio di garanzia per Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili. Il gip di Roma, dopo l’estradizione dalla Grecia del cittadino americano, ha previsto per il 15 luglio il primo confronto diretto con l’indagato dopo l’arresto avvenuto sull’isola di Skiathos.


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In memoria di

Caso Rexal Ford, Giuli: “Sgomento e rabbia per sistema di finanziamenti facili” (Comunicato Stampa Ministero della Cultura – 19 giugno 2025)

 

Le volte che il sospettato di Villa Pamphili era stato fermato dalla polizia, e lasciato andare (il Post – 24 giugno 2025)
C’è un’indagine interna per capire se ci siano state delle mancanze da parte degli agenti
Francis Kaufmann, il cittadino statunitense detenuto in Grecia e sospettato di aver ucciso la bambina e forse anche la donna ritrovate il 7 giugno a Villa Pamphili a Roma, era stato fermato almeno tre volte dalla polizia nelle settimane precedenti al ritrovamento: la prima il 20 maggio e l’ultima il 5 giugno. Per capire se durante questi interventi ci siano state delle mancanze e se i protocolli di intervento siano stati applicati correttamente dagli agenti coinvolti il capo della polizia Vittorio Pisani e il questore Roberto Massucci hanno avviato una verifica interna.
Della ricostruzione precedente al ritrovamento dei corpi si stanno occupando anche giornali e trasmissioni televisive. Si tratta però di notizie ancora non del tutto chiare.
Il primo controllo è del 20 maggio, quando in via Giulia, non lontano da Campo de’ Fiori e su segnalazione di una commerciante, «veniva notato un uomo che, ubriaco e in stato di agitazione, strattonava la donna in sua compagnia (identificata dopo la morte come Anastasia Trofimova) e aveva al seguito una bambina», scrive Repubblica. Quella sera, agli agenti, Kaufmann aveva spiegato di essere un turista americano. Aveva detto anche che la bambina era sua figlia e che la donna era sua moglie. L’uomo sanguinava a causa di una ferita alla testa che aveva detto di essersi procurato cadendo per terra. Agli agenti aveva poi mostrato il passaporto e aveva spiegato che la moglie non aveva i documenti. Lei aveva detto di chiamarsi Stella. Una delle persone che avevano assistito alla scena aveva scattato una fotografia, inviata poi alla trasmissione Chi l’ha visto?.
L’ipotesi rispetto alle mancate conseguenze di questo intervento è che non siano stati rispettati i protocolli previsti dai casi di violenza contro le donne, compreso il cosiddetto “codice rosso”
. Come si spiega per esempio nel “Prontuario operativo per i reati di violenza di genere e per l’approccio alle vittime particolarmente vulnerabili” dei Carabinieri, ci sono diversi momenti nei quali le forze dell’ordine possono venire in contatto con una vittima di violenza di genere e intervenire di conseguenza, anche sulla base di un sospetto. Uno di questi prevede che venga chiamato il 112, da parte della vittima stessa o anche da terze persone, e che sul posto venga inviata una pattuglia che dovrebbe fare una serie di verifiche e approfondimenti su quanto accaduto, sullo stato emotivo della presunta vittima, sulle condizioni psicofisiche del presunto autore della violenza e molto altro ancora. A maggior ragione se sul luogo sono presenti dei o delle minori.
Due ore dopo questo episodio sarebbe arrivata una nuova segnalazione da parte di un’altra persona che aveva visto le ferite alla testa di Kaufmann, e che l’aveva segnalato come molest
o. Non è chiaro cosa sia accaduto durante questo secondo controllo, che non ha comunque avuto alcuna conseguenza, esattamente come il primo. Sempre Repubblica scrive che in quest’occasione sarebbe stata la donna a fornire una spiegazione agli agenti: «Si è ferito sbattendo contro un muro. È ubriaco», avrebbe detto.
Un terzo controllo è avvenuto il 5 giugno quando Kaufmann, visto insieme alla bambina ma senza la donna mentre trascinava un trolley nella zona di largo Argentina, è stato nuovamente avvicinato da una pattuglia, la stessa che lo aveva fermato in precedenza, precisa Repubblica: agli agenti, che poi lo avevano lasciato andare, avrebbe detto di essere un regista americano e che la moglie se n’era andata. La trasmissione Chi l’ha visto? ha mostrato la foto anche di questo momento: si vede Kaufmann con in braccio la bambina di fronte a tre poliziotti. Non è chiaro se gli agenti siano stati chiamati da qualcuno né perché abbiano avvicinato Kaufmann.
Si parla anche di un episodio avvenuto il 3 giugno, quando Francis Kaufmann sarebbe rimasto coinvolto in una rissa con un uomo nello Starbucks di piazza San Silvestro. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il titolare della caffetteria ha raccontato ai carabinieri di aver sentito delle urla, di essere andato a vedere che cosa succedesse e di aver trovato Kaufmann a terra con una ferita alla nuca: «Con lui c’erano una bambina e una donna di circa 30 anni che sembrava confusa. Ho provato ad aiutare entrambi ma lui, dopo essersi alzato a fatica, non ha voluto che chiamassi l’ambulanza e si è allontanato barcollando. Non so chi lo abbia colpito, mi hanno detto che litigava con un uomo che però era già andato via. Mi ha detto solo: “Qualcuno mi ha colpito”». Il titolare ha anche detto di aver provato a seguire Kaufmann che si allontanava a piedi e di aver detto a un suo dipendente di avvisare i poliziotti fermi poco distante dal bar: «Il mio dipendente mi disse che i poliziotti gli spiegarono che non potevano muoversi da lì». Il Corriere aggiunge che della lite del 3 giugno in cui Kaufmann rimase coinvolto esisterebbe anche un video.
Dopo il ritrovamento dei corpi, una donna e tre ragazzi hanno contattato la polizia per raccontare di aver visto nella zona di Villa Pamphili un uomo che teneva in braccio una bambina nella notte tra il 6 e il 7 giugno, intorno all’una e mezza. I testimoni hanno riferito che la bambina sembrava tenuta in modo «scomposto».