Loading

Antonia (Antonella) D’Amico Mazza, 54 anni, mamma. Massacrata di botte e uccisa con una stilettata dall’ex compagno, già denunciato per violenze e minacce

Lodi (Milano), 16 Maggio 2015

 


Titoli & Articoli

Lodi, Antonia D’Amico Mazza trovata morta in casa. Forse lite con l’amante (Blitz Quotidiano – 18 maggio 2015)
Antonia (ma molti la chiamavano Antonella) D’Amico Mazza, 52 anni. è stata trovata morta nella sua abitazione al quarto piano di un palazzo in corso Mazzini 76 a Lodi da uno dei figli che era andato a trovarla. A stabilirlo è stato il medico del’Istituto di Medicina legale di Pavia dopo averle trovato sul petto dei fori. Resta però ancora da stabilire, scrive l’Ansa, l’arma del delitto. Al caso, stanno lavorando da ore i carabinieri del comando provinciale di Lodi e sul posto sono arrivati ben tre magistrati: il procuratore capo della Repubblica di Lodi Vincenzo Russo e i sostituti Nicola De Caria e Emma Vittorio. (di Alberto Francavilla)

Antonia D’Amico Mazza uccisa a Lodi, autopsia: “Morta dopo lenta agonia” (Blitz Quotidiano – 19 maggio 2015)Antonia D’Amico Mazza uccisa a Lodi, autopsia: “Morta dopo lenta agonia”
Un colpo inferto con uno stiletto le ha perforato il polmone sinistro, uccidendola lentamente. E’ morta così Antonia D’Amico Mazza, la donna di 52 anni trovata priva di vita nella sua casa di Lodi domenica 17 maggio. A rivelarlo è l’autopsia del medico legale, che ha evidenziato come la donna sia stata anche brutalmente picchiata.
Il 19 maggio il medico legale ha eseguito l’autopsia sul corpo di Antonia, morta dopo una lunga agonia per la perforazione da parte a parte del polmone sinistro inferta con uno stiletto, un cacciavite o con forbici lunghe almeno 15 centimetri, arma tuttora ricercata dai carabinieri. Questo potrebbe aver causato il decesso per insufficienza respiratoria, ma in tempi non brevi.
L’esame medico legale ha anche confermato una serie impressionante di percosse. Per l’omicidio è in stato di fermo un egiziano di 37 anni senza fissa dimora con il quale la donna, separata da 20 anni, aveva avuto una frequentazione durata circa cinque anni.


Link


In memoria di

Delitto D’Amico, l’appello del figlio di Antonia: “Donne, denunciate le violenze” (il Giorno – 27 novembre 2015)
La donna fu uccisa a coltellate il 17 maggio. L’unico indagato è un egiziano 38enne
“Denunciate qualsiasi tipo di violenza. Sempre”. È l’appello che Rocco Mazza, il figlio più piccolo di Antonia (da tutti conosciuta come Antonella) D’Amico, 54 anni, la donna uccisa a coltellate nella sua casa in corso Mazzini il 17 maggio e del cui omicidio è accusato il suo ex compagno, un egiziano di 38 anni senza fissa dimora, ha deciso di lanciare a tutte le donne che vivono nel silenzio nonostante i continui maltrattamenti. Rocco stringe la foto della madre tra le mani. Come fosse un santino capace di proteggerlo. A distanza di sei mesi dal terribile omicidio, la ferita è ancora aperta.
Le indagini della procura di Lodi sono quasi concluse e la presunta arma del delitto, un coltello rinvenuto solo qualche giorno fa, verrà sottoposta all’esame dei Ris di Parma lunedì mattina. Un esito fondamentale, la prova schiacciante capace di inchiodare l’unico sospettato, che dal 18 maggio 2015 è detenuto nel carcere della Cagnola. “Voglio sapere la verità – dice Rocco Mazza –. Cosa è realmente successo quella sera. Mi batterò perché ci sia una pena certa e pesante nei confronti del colpevole. Nessuno sconto per questo atroce delitto. L’uomo che ha ucciso mia madre dovrà restare in carcere per tanto tempo”. Una vicenda che ha distrutto per sempre la vita della sua famiglia. Alla compagna di Rocco e ai due figli, Antonella D’Amico è sempre stata molto legata. Per questo l’obiettivo è che questo genere di episodi non si ripetano.
“Stiamo cercando di avviare una collaborazione con un’associazione contro la violenza sulle donne che ha sede a Milano – prosegue Rocco –. Di certo non ci fermeremo qui. Quando succede una cosa del genere non sai mai come reagire. Ti casca il mondo addosso. Non è facile andare avanti. I miei figli mi chiedono della nonna. Non è facile raccontare quello che è successo. Per questo non voglio che un episodio del genere possa succedere in altre famiglie. Sono convinto che sia fondamentale che le donne denuncino i loro carnefici. Quando si subiscono violenze e maltrattamenti in casa, il silenzio non è la soluzione“. Lui, insieme al fratello Luigi, è stato tra i primi a scoprire il cadavere della madre poche ore dopo l’atroce delitto. Il corpo nudo riverso sul letto in una pozza di sangue. “Purtroppo è una scena che non dimenticherò mai più – racconta Rocco –. Quanta violenza in quella casa. Macchie di sangue ovunque. Sui muri, sulle porte, per terra. Quel pomeriggio erano con me anche i miei figli e la mia compagna. Anche per loro non sarà facile dimenticare”. (di Carlo D’Elia)