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Carlina De Tomi, 65 anni, mamma. Uccisa con 40 coltellate dal convivente

Porto di Legnago (Verona), 8 Novembre 2011

carlina de tomi


Titoli & Articoli

La compagna è troppo ansiosa, anziano la uccide a coltellate (Corriere del Veneto – 9 novembre 2011)
Porto di Legnago. Nardino Biscuola, 77 anni, ha detto ai carabinieri che la donna con cui conviveva lo assillava ogni giorno con le medicine da prendere
Era troppo ansiosa e lo stava assillando perché prendesse tutte le medicine necessarie per curarsi: per questo motivo un anziano ha ucciso la compagna a coltellate. È accaduto a Porto di Legnago, nel Veronese. Un raptus violento e Nardino Biscuola, 77 anni, ha ucciso con numerose coltellate, oltre 10, la sua compagna Carlina De Tomi (65). Poi l’uomo, resosi conto di quello che aveva fatto, ha chiamato il 112 e ha confessato l’omicidio ai carabinieri. La coppia viveva insieme dallo scorso marzo nell’appartamento del figlio della donna, rimasta vedova da qualche anno. Era una coppia, a detta di tutti, in sintonia.
L’uomo era affetto da diverse malattie che lo costringevano a continue cure e medicine d’ogni sorta a varie ore del giorno. Carlina De Tomi curava amorevolmente il suo compagno e non mancava di scandirgli il tempo per prendere le pillole. A detta dell’uomo era però troppo apprensiva e assillante e – secondo gli investigatori – sarebbe stata questa la causa della lite durante la notte: un battibecco poi degenerato con l’uccisione della donna da parte di Biscuola con un coltello da cucina. Poi, ha scritto un biglietto per il figlio della donna: «Tua mamma – si legge nella missiva – mi ha avvelenato, ma io l’ho accoltellata e così siamo pari». Biscuola è stato portato in caserma, dove poi si è recato il pm scaligero Pascucci che ha disposto l’arresto per l’omicida e l’autopsia per la donna. (Ansa)

Carlina, «la postina» che cantava nel coro (l’Arena – 11 novembre 2011)
BEGOSSO DI TERRAZZO. Verranno celebrati nel suo paese d’origine i funerali della signora De Tomi che aiutava il marito a consegnare le lettere
Saranno celebrati a Begosso, frazione di Terrazzo, i funerali di Carlina De Tomi, la donna di 65 anni uccisa a coltellate dal suo compagno nella notte tra martedì e mercoledì. Così desidera il figlio Martino Della Betta, 43 anni, perché la sua famiglia era originaria di Terrazzo e vi ha vissuto per moltissimi anni. Fino a cinque anni fa, quando Carlina si trasferì a Porto, in via Dante 10, nell’appartamento nuovo di una palazzina a due piani dove, purtroppo, ha trovato una tragica fine.
Da otto mesi conviveva con un nuovo compagno – Carlina era vedova dal 1995 di Giovanni Della Betta – Nardino Biscuola, conosciuto al centro diurno per anziani della casa di riposo di Legnago. Un compagno che, in un raptus ancora dai contorni poco chiari, l’ha accoltellata con una violenza incredibile, uccidendola.
LA MOGLIE DEL POSTINO. «Conoscevamo tutti Carlina», dice don Beniamino Boscagin, «era una donna buonissima e che si dava tanto da fare, per la chiesa, per la parrocchia, per la casa. Era la moglie del postino e la si vedeva spesso accompagnare il marito nella consegna della corrispondenza. Quando pioveva saliva in macchina con lui e scendeva lei a consegnare le lettere.
Poi il marito venne investito, mentre stava lavorando, da un’automobile e rimase disabile. Non poté più lavorare e così Carlina lo assistette fino alla morte».
È passato tanto tempo da che don Boscagin non vedeva la signora Carlina, ma ricorda bene che non si tirava mai indietro, se c’era bisogno di aiuto: «Faceva le pulizie in chiesa», dice, «e cantava del coro della parrocchia».
LA FRAZIONE E’ RIMASTA CHOCCATA quando ha appreso la notizia della morte violenta di Carlina perché «non poteva fare del male a una mosca», prosegue don Boscagin, «figurarsi, come ha detto Biscuola, avvelenare qualcuno». Eppure anche Nardino era conosciuto come «serio, affidabile e onesto», ed è per questo che la loro vicenda desta così tanti interrogativi e sconcerto nella gente che li ha conosciuti più o meno a fondo. Carlina lascia una sorella che vive a Casale di Scodosia, le due erano molto legale, e un fratello che abita a Terrazzo. «Naturalmente i miei zii sono sconvolti», riferisce Martino Della Betta, «ora attendiamo di avere il nulla osta per i funerali e poi li celebreremo a Begosso di Terrazzo».
QUELLA CASETTA NUOVA E BEN TENUTA in cui Carlina era andata a vivere, dopo che il figlio gliela aveva acquistata, ora è sotto sequestro e il figlio non vuole nemmeno pensare a cosa ne sarà. Ieri il magistrato ha ascoltato la telefonata con la quale Nardino ha chiamato i carabinieri, una strana telefonata: «Ho fatto una cavolata», ha detto, «l’ho uccisa». 

«Il delitto? Tragedia senza motivo» (l’Arena – 11 novembre 2011)
LO CHOC DEL QUARTIERE. Il giorno dopo l’omicidio, lo sgomento delle persone che conoscevano vittima e assassino. Il sindaco di Terrazzo, dove Carlina aveva vissuto con il marito: «Era una donna di grande bontà e dedita al volontariato, tutta la famiglia in paese era stimata»
Incredulità e sgomento. Ma anche dolore e rispetto per una tragedia che tutti, a Porto, non sanno proprio come spiegarsi. Ieri mattina, nel quartiere di sinistra Adige dove da marzo scorso Carlina De Tomi e Nardino Biscuola vivevano insieme nella casa di lei, in via Alighieri 10, l’atmosfera sembrava quasi ovattata.
La terribile notizia piombata all’improvviso su una zona tutto sommato tranquilla ha infatti sconvolto gran parte dei residenti: chi fuggiva via veloce con i pacchi della spesa, scansando i cronisti, chi scuoteva la testa ricordando Carlina e Nardino come «una coppia tranquilla», precisando però «Li conoscevo solo di vista perché non erano originari di qui» e chi, ancora, cercava di scavare nella memoria, guardando e riguardando le foto pubblicate su L’Arena, per capire dove e quando potesse aver incrociato quella coppia definita da tutti irreprensibile. «Chissà cosa è successo tra i due, erano sempre sorridenti», commenta sconvolta la signora Franca, una vicina di casa, «Io conoscevo soprattutto lei: una degna persona, buona, affabile, estroversa e molto curata nell’aspetto».
Ancora molto scossa è Elisa Zanetti, una giovane parrucchiera di cui la signora Carlina era non solo affezionata cliente, ma anche coinquilina. «Per me è stato un vero choc», assicura la ragazza, che rivela di non aver sentito nulla di strano e nemmeno qualcuno urlare durante la tragica notte tra martedì e mercoledì. «Mai mi sarei immaginata una cosa simile. Lei era una persona molto disponibile. Appena vedeva qualcuno in difficoltà correva in suo aiuto. È sconvolgente: spero almeno che Carlina non si sia resa conto di nulla e non abbia sofferto».
A conoscere sia Carlina De Tomi sia Nardino Biscuola era invece, come capita spesso nei quartieri, il dottor Giovanni Zanoni, titolare della farmacia di via Mazzini. «Erano entrambi miei clienti», spiega, «anche se era soprattutto lei a venire in farmacia. Il signor Biscuola in realtà non lo vedevo da un po’, ma ho avuto sempre l’impressione che fosse una persona mite. Fa riflettere che un fatto così violento sia stato provocato da un uomo tranquillo: una vera tragedia».
«Io in realtà non li conoscevo», interviene Bruno Magri, volontario del Circolo Noi, «ma penso di averli incrociati qualche volta in parrocchia. So soltanto che il signor Mardino era preoccupato per qualche disturbo e lei lo seguiva perché si curasse».
Torna indietro nel tempo invece Elio Buggiani, titolare del bar dal Muto che si affaccia su piazza Madonna della Salute: «Fino a qualche anno fa veniva qui da noi. Parlavamo di calcio: lui tifava Milan, io sono juventino. Ma poi non l’ho più visto».
La notizia della scomparsa di Carlina De Tomi ha suscitato molto dolore anche nella comunità di Begosso, la piccola frazione di Terrazzo dove la signora aveva vissuto con il marito, postino della zona. «Erano una famiglia stimata e rispettata da tutti», ricorda il sindaco Sabrina Chinaglia, «e lei era una donna di grande bontà: si è presa cura prima della mamma e della suocera e poi ha assistito con amore il marito, rimasto invalido dopo un incidente. La sua è stata una vita dedicata agli altri. E non solo alla famiglia. Appena aveva un po’ di tempo, Carlina andava a fare volontariato in parrocchia: una persona esemplare, che tutti qui ricordiamo con affetto, stringendoci al figlio Martino» (di Elisabetta Papa)


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