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Caterina D’andrea, 72 anni, assicuratrice in pensione, mamma. Uccisa dal marito a colpi di pistola

Roma, 19 Giugno 2022


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Le ultime ore di Caterina, uccisa dal marito con un colpo di pistola (Roma Today – 21 giugno 2022)
Pietro Bergantini ha confessato l’omicidio della moglie Caterina D’Andrea
“Ho ucciso mia moglie, le ho sparato”. Una confessione fatta a quasi 24 ore dall’omicidio e dopo una giornata al mare, l’ultima in compagnia della moglie, prima di ucciderla. Per raccontare il delitto, Pietro Bergantini, ex manager di importanti compagnie di assicurazioni e ora in pensione a 76 anni, ha atteso una notte e un giorno. Un periodo nel quale ha anche vegliato la moglie morta.
Uccisa da un colpo di pistola sparato da lui. Poi ieri pomeriggio, ha scelto di recarsi di persona a Prati, nello studio del suo avvocato e ha raccontato tutto. Il corpo di Caterina D’Andrea, 72 anni, è stato scoperto nel pomeriggio, poco dopo le 16. La coppia viveva in affitto al terzo piano di un palazzo in via Pietro Mascagni, fra i quartieri Trieste e Africano. Una zona della “Roma bene”, dove i due pensionati stavano da 5 anni. La donna è stata trovata su un divano letto. Fatale un colpo di pistola alla testa. Bergantini, interrogato, al momento ha scelto di non spiegare il movente del drammatico gesto. La pistola usata era detenuta con un regolare porto d’armi.
Un femminicidio che scuote la città e sul quale gli investigatori della squadra mobile della polizia di Stato, stanno lavorando per capire il movente. I due avevano una figlia, anche lei sconvolta per la tragedia. Al vaglio degli investigatori ci sarebbero proprio gli ultimi giorni trascorsi insieme da marito e moglie. Sono stati sequestrati i telefonini ed è stato effettuato un sopralluogo nell’appartamento, ma non sono stati trovati eventuali messaggi d’addio. Domenica, secondo quanto ricostruito, i due erano andati al mare a Ostia. Una giornata estiva come tante, poi il ritorno a casa. L’omicidio sarebbe avvenuto la sera. L’orario corretto lo dirà l’autopsia. Di certo la donna è stata trovata in pigiama da notte.
La coppia andava d’accordo, stando al racconto di vicini e parenti. Il fratello di Caterina D’Andrea, ascoltato, ha raccontato che sentiva la sorella tutte le mattina. Lunedì no, Pietro Bergantini – il cognato – gli aveva risposto che lei non si sentiva bene. Non era vero. Era già morta. Dopo aver confessato, è stato convalidato l’arresto per omicidio. La posizione di Pietro Bergantini resta al vaglio della magistratura.

Caterina D’Andrea, marito: “Ho sparato per errore” “Poi l’ho finita perché soffriva” (il Sussidiario – 22 giugno 2022)
Il marito-killer di Caterina D’Andrea, vittima di femminicidio a Roma, ha dichiarato: “Il colpo è partito per sbaglio, sparo devastante”
Il femminicidio di Roma, che vede come sfortunata protagonista Caterina D’Andrea, è stato spiegato in questi termini dal marito, Piero Bergantino: “Ho rimosso la pistola da sotto il cuscino ed è partito un colpo per errore. Uno sparo devastante. Mia moglie era in condizioni disperate. Ho perso la testa. Il secondo colpo l’ho sparato per non farla soffrire. Sono disperato”. Queste sono le frasi che il 76enne ex assicuratore ed ex ispettore della Lega Calcio ha fornito al pm Alessia Natale, che contesta a Bergantino l’omicidio volontario aggravato dal legame familiare.
Come si legge sul “Corriere della Sera”, la tragedia si è verificata domenica scorsa in via Pietro Mascagni e l’anziano si è costituito lunedì, dopo aver vegliato il corpo della moglie Caterina D’Andrea: “È da anni che tengo la pistola sotto il cuscino per via dei furti subìti“, ha detto. Illegale Giorgio Beni, che lo assiste con il collega Marco Macchia, ha asserito: “Lunedì pomeriggio ero solo in studio, quando Bergantino mi ha telefonato. Voleva incontrarmi e gli ho detto di venire qui. Lo conosco da una decina di anni, una persona molto gentile, disponibile. Aveva un ufficio a Porta Pia che dopo la pensione ha lasciato alla figlia Ilaria. Io ero un suo cliente e poi abbiamo cominciato a incontrarci allo stadio”.
Sempre il “Corriere della Sera” riferisce le parole dell’avvocato: “Quando Bergantino è entrato da me, si è seduto e in lacrime mi ha raccontato quello che aveva fatto. Ho avuto la sensazione che volesse farla finita anche lui, me lo ha detto più volte, era disperato, anche se non ha voluto rivelare i motivi che lo hanno indotto a sparare alla moglie Caterina D’Andrea. Mi ha solo confessato che per un giorno intero ha girovagato per casa con la moglie morta nell’appartamento. Era ovviamente in stato confusionale”.
E, ancora: “La signora Caterina D’Andrea la conoscevo solo di vista, ma saputo di problemi fra di loro. Ho cercato di calmarlo, per fortuna aveva lasciato la pistola in macchina: me lo ha detto, ma mi ero già accorto che non l’aveva quando l’ho abbracciato per tranquillizzarlo. Gli ho detto che l’unica cosa da fare era chiamare subito la polizia e così ho fatto. Ma ripeto: non l’ho mai considerato una persona violenta. Quello che è successo è stato davvero una sorpresa”.

 


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