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Daniela Sabotig, 54 anni, farmacista. Uccisa a colpi di pietra dall’amico che simula un incidente stradale

Pieve di Ledro (Udine), 4 Febbraio 2013


Titoli & Articoli

Auto fuori strada, muore una donna (Giornale Trentino – 6 febbraio 2013)
Pieve di Ledro, vittima una farmacista friulana disabile: illeso l’amico che viaggiava con lei, il rivano Ivan Zucchelli
Amava il Garda e la valle di Ledro e, a breve, ci sarebbe venuta a vivere. Mai la friulana Daniela Sabotig, 54 anni, avrebbe pensato che la sua vita si sarebbe spezzata sulle rive del lago di Ledro, in un incidente tanto banale da lasciare tutti increduli. La tragedia è avvenuta poco dopo la mezzanotte di lunedì: Daniela era al volante della sua Fiat Doblò e stava percorrendo la strada che costeggia lo specchio d’acqua, diretta in località Legos, nel comune di Ledro. Accanto a lei sedeva Ivan Zucchelli, rivano di 47 anni, residente proprio nella piccola frazione ledrense e amico di lunga data di Sabotig. La strada è stretta, ma non presenta particolari difficoltà. Per questo, per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente e capire perché la donna, all’improvviso, abbia perso il controllo della vettura e sia uscita di carreggiata, finendo per una cinquantina di metri lungo la scarpata alberata che scende verso il lago. Secondo quanto raccontato da Zucchelli, Daniela Sabotig avrebbe avuto un malore pochi istanti prima che macchina uscisse di strada. Un “sussulto”, poi l’auto sarebbe impazzita. Ipotesi più che plausibile dato che da molti anni la donna stava combattendo contro una grave malattia degenerativa che l’aveva costretta su una sedia a rotelle e che ne minava lo stato di salute generale.
Pochi istanti e l’auto s’è fermata e Zucchelli è potuto uscire dall’abitacolo, comprensibilmente sotto shock. Prima ha cercato di soccorrere l’amica e poi, disperato, ha chiamato con il telefonino il 112 dei carabinieri di Riva. I militari della stazione di Bezzecca, cui la richiesta di soccorso è stata subito inoltrata, si sono messi alla ricerca dell’uomo. Operazione tutt’altro che semplice perché, in quella zona del lago, il buio è totale e anche i fanali della vettura si erano spenti. Bastano comunque pochi minuti di ricerca – con Zucchelli sempre al telefono a “guidare” i militari – per arrivare al Doblò. Sul posto arrivano anche l’ambulanza del 118 di Arco e della Croce Rossa della Val di Ledro insieme ai vigili del fuoco. La situazione appare subito disperata: Daniela Sabotig viene estratta dalla macchina e, per quasi un’ora, i sanitari praticano il massaggio cardiaco alla donna nel disperato tentativo di strapparla alla morte. Tutto inutile. Zucchelli viene portato all’ospedale di Arco – illeso, ma sotto shock – mentre il corpo di Daniela, arrivata l’autorizzazione del pm di turno alla rimozione della salma, è stato trasportato a Bezzecca. L’auto, invece, è stata recuperata dai vigili del fuoco nella mattinata di ieri e poi trasportata presso l’officina di Attilio Santuliana, ad Arco. La macchina, che ha riportato pochissimi danni, è stata posta sotto sequestro e nelle prossime ore sarà esaminata dai periti.

«Ammazzata per incassare i soldi dell’assicurazione» (Giornale Trentino – 6 giugno 2013)
Questo il movente secondo la Procura di Rovereto: in ballo 350.000 euro Zucchelli aveva la procura sui beni: avrebbe già incassato 600.000 euro
RIVA. Alla base di tutto c’erano i soldi. Tanti soldi. Almeno secondo l’accusa. Zucchelli avrebbe ucciso Daniela Sabotig per incassare l’assicurazione sulla vita, 350 mila euro in tutto, e per paura che prima o poi gli avrebbe richiesto i 600 mila euro che gli aveva dato da quando lo aveva conosciuto in chat, nel 2004. Secondo i carabinieri, il rapporto tra i due era sbilanciato.
La donna sarebbe stata succube dell’imprenditore rivano, tanto da firmare, nel 2007, una procura generale che lo delegava ad agire su tutti i suoi beni e sui suoi conti corrente. Daniela attraversava una fase molto difficile della sua vita. Usciva da un divorzio e aveva contratto la sclerosi multipla. Il rapporto con Zucchelli la gratificava, tanto che sarebbe arrivata ad affidargli tutti i suoi beni con l’obiettivo di acquistare una casa sul lago di Garda dove andare a vivere con l’anziana madre. In vista di questo obiettivo, Daniela avrebbe venduto anche la casa di famiglia a Montenars, in provincia di Udine, dove vive ancora l’anziana madre. In questi giorni la casa è stata sequestrata per evitare che l’anziana venisse sfrattata dalla proprietaria e in considerazione dell’indagine in corso.
Della vendita della casa si era occupato proprio Zucchelli. E ad acquistare era stata sua moglie. Peccato che Daniela non lo sapesse. La donna non sapeva neanche che lui si era sposato con una polacca. L’ipotesi dei carabinieri è che Zucchelli soggiogasse Daniela con la prospettiva di una vita insieme in futuro. A questo proposito, la madre di Daniela ha rivelato agli inquirenti un particolare importante: «Mia figlia non sapeva che Ivan fosse sposato. Anzi, lui una volta davanti a me le disse che l’avrebbe sposata. Poi ci ripensò perché, se si fossero sposati, Daniela avrebbe perso l’assegno di mantenimento che Daniela percepiva dall’ex marito»
. Forse proprio per questo, per evitare che la donna troncasse il loro rapporto, non le avrebbe detto che si era sposato e per questo le aveva detto che ad acquistare la casa di Montenars era stata una semplice amica. Un’amica per conto della quale Zucchelli incassava mensilmente da Daniela un affitto di circa mille euro. L’albergatore continuava a prendere soldi dalla farmacista. Secondo i calcoli degli inquirenti, avrebbe incassato, a partire dal 2004, almeno 600 mila euro. E adesso, sempre secondo l’accusa, si preparava al colpo finale.
Secondo i carabinieri, avrebbe progettato l’omicidio di Daniela Sabotig per incassare due diverse polizze sulla vita e avrebbe anche cercato di rendere il bottino più succoso. Infatti, nell’ottobre dell’anno scorso si sarebbe rivolto a un agente di assicurazioni per stipulare una polizza sulla vita di Daniela con un premio di 500 mila euro e con lui stesso come beneficiario. La sede centrale dell’assicurazione, però, ha respinto la polizza a causa della condizioni di salute precarie di Daniela. E’ passata, però, una polizza da 150 mila euro di premio per morte in caso di incidente stradale, oltre a un’integrazione della polizza auto che prevedeva altri 200 mila in caso di morte del conducente. Anche in questo caso, Zucchelli era il beneficiario. Quindi, senza i sospetti di omicidio, Zucchelli avrebbe incassato 350 mila euro. Adesso si dovrà aspettare l’esito della vicenda penale. (u.c.)


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