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Kety Andreoni, 51 anni, operatrice socio sanitaria, mamma. Uccisa dal marito a colpi di fucile

Pieve di Camaiore (Lucca), 24 Giugno 2026


Titoli & Articoli

Quella simbiosi fra Mirko e Kety: “Chiamarti mamma è riduttivo, tu sei la vita”. Il figlio sognava di diventare un cantautore (la Nazione – 25 giugno 2026)
Camaiore, Michelangelo e Kety Andreoni uccisi dal marito e padre Piero Mericoni. Il 24enne “fragile” era stato costretto a ricoveri ospedalieri: concorsi e locali, il ragazzo cercava un futuro nella musica. Le liti e le incomprensioni in casa
Michelangelo e Kety Andreoni, 24 e 51 anni, erano la moglie e il figlio di Piero Moriconi: sono le vittime dell’omicidio avvenuto nella giornata di mercoledì intorno alle 14.30 alla Pieve per mano dell’uomo. Il fatto che Michelangelo, iscritto all’anagrafe come Mirko, usasse sui social il cognome della mamma, tanto racconta di questa famiglia di tre persone differenti tra loro: il ragazzo cresce e frequenta le scuole a Camaiore. Alto, forte, estroso e legatissimo alla madre: “Chiamarti mamma è riduttivo… tu sei la vita, chino e sottomesso ti vengo a cercare…”.
La mamma lo comprendeva nel suo essere “oltre”. Lui scrive testi, si tatua frasi e canzoni, in una simbiosi con la mamma che lo comprende nel suo essere ‘oltre’, ma crea un abisso di lontananza con il padre, uomo ligio alle tradizioni, anche amorose. Mirko calca concorsi e locali, intesse amicizie ed amori da ragazzo giovane, dimagrisce moltissimo e cerca una sua identità: a volte crolla, si lascia andare, viene anche ricoverato per la sua fragilità.
Per Kety è un figlio complicato, ma lei si adegua di più ai tempi, ha incomprensioni con il marito: qualche litigio esplode. Kety lavora nella casa di riposo per anziane Santa Caterina, vicino casa: alta, eccentrica nel vestire quando esce, solare ed esuberante. Un tipo opposto, sempre di più nel tempo, al marito, ma il matrimonio va avanti : “Litigavano, ma non volevano separarsi”, assicura Luciano Mallegni, il cognato vicino di casa. Lui e la moglie Pierina accoglievano Michelangelo come famiglia, serenamente quando lui aveva voglia di stare con la cuginetta a cui era tanto legato. Ieri dunque la situazione familiare è esplosa: vari bossoli sono stati trovati per terra, nella corte esterna, e i vicini hanno sentito distintamente gli spari.
Quel grido “Ora basta!” sentito in casa. Una voce ha detto: “Ora basta!” Era la voce di Piero. La tragedia si è consumata in pochi minuti, Kety e Mirko sono rimasti a terra, esanimi, uniti per sempre in un connubio ancestrale tra amore e morte. Nessun giudizio, nessun commento e solo dolore. Camaiore incredula, attonita dinanzi ad un padre esasperato, in silenzio, seduto ad aspettare di essere arrestato. E ieri in consiglio comunale a Camaiore sono stati ricordati Kety e Mirko, mostrando vicinanza ad amici e parenti. Il sindaco Marcello Pierucci ha firmato l’atto che istituisce per tutta la giornata di oggi il lutto cittadino con l’invito rivolto a tutti di osservare un minuto di raccoglimento a mezzogiorno con l’interruzione delle attività lavorative. “La drammatica notizia – ha detto il primo cittadino – lascia attonita tutta la nostra comunità. Un ingiustificabile duplice omicidio che non può lasciare indifferenti e che fa calae tutti noi in un’atmosfera di tristezza e incredulità”. (di Isabella Piaceri)

 


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In memoria di

Funerali di Mirko Moriconi e sua madre Kety Andreoni, la cugina Rebecca: «Mirko non ti dimenticherò mai. In te non c’era nulla di sbagliato, nell’amore non c’è mai» (Vanity Fair – 29 giugno 2026)
Una folla commossa si è stretta nella chiesa di Pieve di Camaiore per l’ultimo saluto a Mirko e Kety, uccisi lo scorso 24 giugno nella loro abitazione, dal rispettivo padre e marito Piero Moriconi
Due bare poggiate sul sagrato della chiesa di Pieve di Camaiore, una accanto all’altra. Le foto dove sorridono ancora: sono quelle di Mirko Moriconi, 24 anni e sua madre Kety Andreoni, di 52. Accanto a quelle bare una ragazza è in ginocchio e chiede disperatamente «perché» . È Jessica, sorella di Mirko. Suo fratello e sua madre sono stati uccisi, insieme, dal rispettivo padre e marito Piero Moriconi, al momento in carcere a Lucca, con l’accusa di duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dal vincolo della parentela. «Cara la mia Kety, eri una donna piena di dolore e piena di umanità», si legge su un cartoncino appoggiato alla sua bara. Insieme, Mirko e Katy, sono stati salutati per l’ultima volta dalla folla commossa che si è stretta nella chiesa di Pieve di Camaiore, tra ventagli arcobaleno, palloncini bianchi e alcuni cartelli. Su uno si legge: «Mamma, tvb», su un altro: «Non vi dimenticheremo».