Laura Papadia, 37 anni, vicedirettrice di supermercato. Strangolata dal marito
Spoleto (Perugia), 26 Marzo 2025
Titoli & Articoli
Palermitana uccisa dal marito: la salma di Laura Papadia riconsegnata ai familiari per essere sepolta nella sua città (Palermo Today – 10 aprile 2025)
Nicola Gianluca Romita, in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato, chiede di essere ascoltato dal giudice
La salma di Laura Papadia, uccisa dal marito il 26 marzo scorso, è stata riconsegnata ai familiari per essere sepolta a Palermo. Nicola Gianluca Romita, in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato, si è affidato all’avvocato Luca Maori e chiede di essere interrogato nuovamente, dopo l’udienza di convalida svolta nel carcere di Spoleto.
Nel corso dell’interrogatorio ha confessato di aver strangolato la moglie al termine di una notte di violenti litigi, scatenati dal desiderio di maternità della donna e dal rifiuto dell’uomo, già padre due volte. Dai racconti di amici e parenti è emerso anche che l’uomo era geloso, possessivo e con una forte propensione a controllare la vita della moglie. “Le ho messo le mani al collo e lei è caduta – ha confessato – poi ho usato la mantellina per strangolarla”.
L’uomo avrebbe anche cercato di togliersi la vita tagliandosi le vene e poi recandosi al Ponte delle Torri per farla finita. Entrambi i tentativi, però, non sono riusciti e gli investigatori pensano che l’uomo non avesse alcuna intenzione di togliersi la vita, ma solo di aver premeditato il delitto e che il suicidio servisse a crearsi una sorta di alibi, di elemento a sostegno del delitto d’impeto, del raptus.
Dall’autopsia, intanto, emergerebbe che la vittima non era incinta, ma che avesse detto all’uomo di esserlo, scatenando la sua reazione (ma anche in questo caso gli investigatori sono molto cauti, sempre più orientati al credere alla premeditazione). Da chiarire ancora il perché delle ingenti somme nascoste in casa e l’intenzione di prendere delle ferie (richiesta ritirata) e anche dell’idea di licenziarsi dal lavoro (rappresentate di vini in una azienda grazie all’interessamento della moglie).
L’uomo nel primo interrogatorio davanti al giudice ha chiesto perdono ai familiari di Laura, ma anche di non ricordare perfettamente quanto avvenuto quella sera. Ricostruzione sulla quale potrebbe fornire qualche elemento in più nel corso del nuovo interrogatorio. (di Umberto Maiorca)
Laura Papadia, uccisa dal marito: “Era luce e vita” (Live Sicilia – 14 aprile 2025)
A distanza di venti giorni dalla tragedia sono stati celebrati i funerali di Laura Papadia, la palermitana di 37 anni uccisa a Spoleto dal marito. La cerimonia è stata celebrata nella chiesa del cimitero di Sant’Orsola: presenti tantissimi amici e i familiari, ma anche il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore alle Politiche sociali, Rosi Pennino.
Palermo e Spoleto, due città legate dal dolore per Laura, anche nel giorno dell’ultimo saluto. Per questo dall’Umbria è arrivato l’assessore Luigina Renzi, delegata dal sindaco Andrea Sisti. “Un gesto simbolico, ma carico di significato, per manifestare la vicinanza della nostra comunità alla famiglia di Laura, in un momento che va ben oltre i confini geografici”, hanno detto dall’amministrazione comunale che ha anche proclamato il lutto cittadino.
In prima fila, vicino al feretro circondato da rose bianche, il padre della 37enne, Maurizio, e i due fratelli Alex e Fabio. A volere salutare per l’ultima volta Laura, anche il direttore del supermercato in cui la donna lavorava, in rappresentanza di tutti i colleghi.
“Laura era luce, era vita, era amore – dice chi la conosceva -. Abbiamo tutti il cuore a pezzi, perdiamo una ragazza che tanto aveva fatto per cercare la sua felicità e ha invece trovato la morte in un modo orribile. Piangiamo l’ennesima vittima di un fenomeno che non si arresta e che è sintomo di una società che ha problemi profondi. Non devono esserci altre Laura, altre Sara. E’ ora di dire basta e di intervenire con provvedimenti efficaci. Non abbiamo più lacrime”.
Un appello ribadito ieri, domenica 13 aprile, quando centinaia di bikers hanno attraversato le strade della città proprio nel nome di Laura Papadia, per dire ancora una volta no alla violenza e ricordare tutte le vittime della violenza. Il lungo corteo ha raggiunto Monte Pellegrino, dove è stata inaugurata una panchina rossa con impressa una scarpa dello stesso colore, realizzata dagli studenti dell’Istituto Don Orione.
Sul femminicidio proseguono nel frattempo le indagini coordinate dalla Procura di Spoleto. Gianluca Nicola Romita ha confessato di avere strangolato la donna ed è in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Secondo la prima ricostruzione, il delitto sarebbe avvenuto al termine di una lite, ma gli inquirenti hanno dei dubbi sulla versione fornita dall’uomo e non escludono che il gesto sia stato premeditato. Da tempo il rapporto tra Laura Papadia e il marito sarebbe stato in crisi. Tra i motivi di maggiore contrasto, il desiderio di maternità della 37enne, non condiviso dall’uomo. (di Monica Panzica)
Laura Papadia strangolata e uccisa dal marito. La confessione: «Lei voleva un figlio, io no»(Corriere Adriatico – 17 aprile 2025)
Sembrava non esserci una spiegazione chiara dietro la morte di Laura Papadia, uccisa il 26 marzo scorso a Spoleto: la vittima è morta strangolata dopo una lite. Ma ora, grazie agli sviluppi dell’inchiesta, emerge un quadro più definito. È stato lo stesso marito, Nicola Gianluca Romita, residente a Marzocca di Senigallia a raccontare agli inquirenti i motivi del gesto, dopo essersi consegnato alle autorità in seguito a una lunga trattativa mentre minacciava di togliersi la vita, travolto dal rimorso.
Il rifiuto della paternità. Romita, dirigente commerciale in una cantina dell’Umbria, ha chiarito agli investigatori che le tensioni nella coppia ruotavano attorno a un tema centrale: il desiderio di maternità di Laura. Una volontà che lui non condivideva. «Ha subito focalizzato i problemi coniugali con Papadia nel desiderio di maternità della vittima da lui non condiviso in quanto di età più avanzata della moglie, lui quarantasettenne lei trentasettenne e già padre di altri due figli avuti da precedenti relazioni», scrive il Corriere della Sera.



