Maria Rita Bonanno, 49 anni, insegnante, mamma e nonna. Uccisa dal marito a colpi di chiave inglese in testa
Castelvetrano (Trapani), 6 Giugno 2025
Titoli & Articoli
Uccisa a colpi di chiave inglese. Poi il marito si è lanciato dal terrazzo (Live Sicilia – 6 giugno 2025)
Maria Rita Bonanno probabilmente ha tentato di fuggire. Il marito, Francesco Campagna, l’ha raggiunta e colpita quasi certamente con una chiave inglese alla testa mentre scendeva per le scale. L’arnese era accanto al corpo senza vita. Poi è salito sul terrazzo al secondo piano della palazzina in cui abitavano, a Castelvetrano, e si è lanciato nel vuoto. Il suo cadavere era nel cortile interno. Lui, 55 anni, infermiere all’ospedale Villa Sofia di Palermo. Lei, 50 anni, assistente all’autonomia e alla comunicazione in una scuola della cittadina trapanese. Il procuratore di Marsala Fernando Asaro e il comandante provinciale dei carabinieri di Trapani, Mauro Carozzo, hanno fato un sopralluogo. Che si sia trattato di omicidio-suicidio non è in discussione. Resta da capire cosa abbia scatenato la furia omicida dell’uomo.
I militari della Compagnia di Castelvetrano hanno anche ascoltato i vicini di casa. C’è chi racconta dell’ennesima lite, le urla si sentivano fino in strada. Nessuno, però, ha mai avuto il sospetto di un possibile epilogo drammatico.
Non ci sono denunce o querela da parte di uno dei coniugi, neppure segnalazioni su possibili dissidi nella coppia. Da alcuni giorni, però, il marito era andato a vivere nella casa di campagna, a Selinunte.
Al momento della tragedia nella palazzina non c’erano altre persone. La coppia viveva al primo piano con una delle tre figlie, anche lei infermiera a Palermo, che non era in casa. I cellulari della coppia suonavano a vuoto e i parenti hanno avvisato i carabinieri. Una pattuglia è giunta in via IV Aprile. La porta del garage era aperta. Poi la drammatica scoperta. (di Riccardo Lo Verso)
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In memoria di
Femminicidio Mary Bonanno, la lettera delle figlie ai funerali: “Lei ci ha insegnato ad amare” (Fan Page – 14 giugno 2025)
Tante persone hanno partecipato questa mattina ai funerali a Castelvetrano di Mary Bonanno, la donna uccisa la scorsa settimana dal marito Francesco Campagna, che dopo il femminicidio si è suicidato. Il parroco: “Chiediamo scusa per non averla capita”.
Una folla commossa ha partecipato questa mattina ai funerali a Castelvetrano (Trapani) di Mary Bonanno, la donna di 49 anni uccisa la scorsa settimana dal marito Francesco Campagna, che dopo il femminicidio si è suicidato. A celebrare le esequie, nella parrocchia Maria Santissima Annunziata, c’erano don Rino Randazzo con Giuseppe Pipitone della parrocchia Santa Lucia.
Don Rino ha letto una lettera delle figlie della vittima al termine dei funerali: “Lei ci ha insegnato ad amare, ora non ci saranno più le videochiamate”. Hanno parlato di lei anche i suoi generi, “non una suocera, ma una brava mamma che ha dato luce anche a loro”. Il sacerdote ha ricordato Mary Bonanno come una delle volontarie della parrocchia: “Faceva parte dell’equipe del centro d’ascolto, sempre disponibile ad ascoltare tutti ma nessuno ha capito che lei aveva bisogno d’ascolto. Oggi chiediamo scusa a lei per non averla capita”. Don Randazzo ha quindi annunciato che la sala della Caritas parrocchiale verrà intitolata alla memoria della donna vittima di femminicidio.
Per oggi il Sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini, ha proclamato il lutto cittadino con le bandiere esposte a mezz’asta. “Mary non è un caso di cronaca: è una ferita aperta nel cuore della nostra comunità – aveva detto il sindaco – Castelvetrano rende omaggio alla sua memoria, ma allo stesso tempo si impegna a fare di più per educare, prevenire, proteggere”. Una folla commossa si era riunita già ieri sera a Castelvetrano per partecipare a una fiaccolata organizzata da alcune colleghe della donna. “Il valore di questa manifestazione sta nella presenza di tante donne e tanti uomini e dimostra – ha detto il sindaco – che nella nostra comunità va penetrando questo senso di ribellione rispetto alla cultura del possesso. Dobbiamo educare all’amore, sperando che in futuro possano evitarsi così tragici come quello che ha vissuto, qualche giorno fa, la famiglie di queste due vittime”.
