Patrizia Carteciano, 40 anni, bidella, mamma. Uccisa a martellate dall’ex convivente
Napoli, 27 Aprile 2003

Uccisa a martellate nel letto. Il delitto scoperto dalla figlia
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Uccisa a martellate nel letto il delitto scoperto dalla figlia (La Repubblica – 29 aprile 2003)
Lunedì mattina, si va a scuola. «Ma perché mamma non mi ha chiamato?» Michela, 13 anni, si sveglia di soprassalto. è giorno fatto ma la casa è immersa nel silenzio. è tardi, sono quasi le otto e lei non è pronta per uscire. A piedi scalzi va verso la camera da letto matrimoniale. Forse la sveglia non ha suonato. Michela entra, ancora insonnolita. La mamma è ancora sotto le coperte. Si avvicina, qualcosa le fa battere forte il cuore. Sangue. Le lenzuola macchiate, la mamma che non si muove. Uccisa. Poco dopo, in commissariato, raggomitolata su una sedia accanto ad una assistente sociale chiamata in tutta fretta per starle vicino, Michela saprà cosa è successo. Sua madre, Patrizia Carteciano, 40 anni, è stata ammazzata a martellate nel sonno, nel suo letto in via Cavalleggeri d’ Aosta 48. Responsabile il suo ex convivente, Giovanni Agliarulo, 42 anni, tossicodipendente e con precedenti per spaccio. Sparito dopo il delitto, ricercato freneticamente dalla polizia del vice questore Felice La Gala, arrestato dopo dodici ore in strada, vicino al cimitero di Fuorigrotta: era in compagnia del fratello. Gli investigatori sanno che è stato lui – l’ uomo ha già fatto le prime ammissioni – ad ammazzare la donna servendosi di una mazzola da muratore per fracassarle il cranio. Il tragico epilogo di una relazione difficile che la vittima aveva voluto troncare qualche mese fa. Un finale drammatico i cui segni resteranno impressi nella mente di una tredicenne. Non così per la sorellina di Michela, cinque anni. Che, addormentata, non si è accorta di nulla. Quando si è svegliata la casa era già piena di poliziotti, e lei è stata portata subito via, a casa di una sorella della mamma.
Movente dell’ accaduto? La gelosia e la rabbia di un uomo cacciato di casa alla fine di una litigiosa convivenza. «Patrizia era stata sfortunata – dicono i vicini – Il primo matrimonio fallito, poi questa relazione che poco di buono lasciava sperare~». Patrizia, ex bidella, dipendente di una ditta di pulizie con appalto all’ ospedale San Paolo, le due bambine di 13 e 5 anni da mantenere. Figlie del primo matrimonio come Umberto, 16 anni, che vive con la nonna materna e dunque non era in casa al momento del delitto. Scarso l’ aiuto del nuovo compagno, Giovanni Agliarulo, lo spaccio di droga e la saltuaria pesca di ricci di mare. Eppure una storia d’ amore durata qualche anno e sempre connotata dalla gelosia. Nel ’99 l’ uomo aveva cercato di accoltellare l’ ex marito di Patrizia. Convivenza e liti. Riappacificazioni. Fino a quando la donna aveva deciso di troncare la relazione. Allora era esplosa la rabbia, dopo l’ ultimo litigio di qualche giorno fa. Giovanni Agliarulo se n’ era tornato a casa sua, a poche centinaia di metri dall’ appartamento che aveva diviso con Patrizia e le due figlie di lei. Aveva meditato la vendetta mentre la donna cambiava la serratura della porta di casa. Ieri mattina all’ alba era entrato nel cortile del complesso di palazzine popolari. è salito su un muretto, ha scavalcato la ringhiera del terrazzino della camera da letto, al primo piano della palazzina. Ha forzato la finestra senza fare rumore, è andato a prendere la mazzola nel ripostiglio. Poi è tornato in camera da letto, ha colpito Patrizia una prima volta, alla testa. La donna si è svegliata e, prima di perdere conoscenza, ha tentato di difendersi coprendosi il volto con le mani, come raccontano ora le sue ferite. Ma è stato impossibile salvarsi sotto la pioggia di colpi inferociti che le hanno spaccato la testa. è poi passato del tempo, Agliarulo se n’ è andato lasciando la casa immersa nel sonno e nella morte fino a quando Michela non si è svegliata di soprassalto. (di Irene De Arcangelis)