Sara Tkacz, 29 anni, prostituta, mamma. Scaraventata nel vano di un ascensore da un cliente
Pollena Trocchia (Napoli), 17 Maggio 2026
Titoli & Articoli
Uccisa e buttata nella tromba delle scale di un palazzo in costruzione: il nome (Caserta News – 18 maggio 2026)
La prostituta casertana ammazzata con la collega ucraina a Pollena Trocchia. Entrambe contattate grazie ad un sito di incontri hot
Buttate in quella che doveva essere la tromba delle scale dell’edificio di sei piani abbandonato, ancora cantierizzato in viale Italia, nei pressi della scuola Tognazzi a Pollena Trocchia. Si tratta dei corpi di Sara Tkacz, 29enne nata a Santa Maria Capua Vetere e senza fissa dimora e Lyuba Hlyva, 49enne ucraina anch’essa senza fissa dimora, brutalmente assassinate da Mario Landolfi, 48enne di Santa Anastasia, destinatario di un fermo di indiziato delitto per duplice omicidio. Da quanto ricostruito dai carabinieri della Tenenza di Cercola le due donne sono state contattate grazie ad un sito di incontri hot e poi portate lì sul posto per consumare i rapporti sessuali.
La prima ad essere stata ammazzata è stata la 49enne ucraina nella serata del 16 maggio e a meno di 24 ore di distanza nella serata del 17 maggio è stata spezzata la vita della 29enne casertana. Stesso modus operandi. Il carnefice con le vittime è salito ai piani superiori, è stato consumato il rapporto sessuale, la lite con le prostitute, i tentativi delle donne di ribellarsi, la spinta nel vuoto e i corpi senza vita tra la polvere di calce e il materiale di risulta. Come se nulla fosse l’uomo ha fatto ritorno a casa. A incastrarlo una coppietta che, appartata a pochi metri di distanza, ha sentito le urla, il tonfo e l’uscita dal cantiere con un ‘piccolo souvenir’ preso dalla scena del crimine: una borsetta femminile. Immediata la telefonata ai militari e l’avvio delle indagini. Decisiva anche l’acquisizione dei filmati delle telecamere cittadine.
Identificato l’omicida, i militari hanno fatto irruzione a casa sua. Il killer aveva ancora i vestiti imbrattati del sangue delle vittime e il souvenir della scena criminis. Interrogato dai carabinieri e dal sostituto procuratore Martina Salvati ha raccontato di aver ucciso Lyuba Hlyva per un mancato accordo nella contrattazione del prezzo della prestazione. Lui pretendeva che fosse di gran lunga inferiore rispetto a quanto richiesto dalla donna. Da lì l’aggressione e la spinta giù nel vuoto ad oltre 15 metri di altezza. Un movente che però non regge per la Procura di Nola vista la consumazione del secondo assassinio in meno di 24 ore. Non è esclusa l’ipotesi per gli inquirenti che si tratti di un serial killer. (di Anna Grippo)

Uccisa a 29 anni dopo dopo rapporto, l’addio in città (Edizione Caserta – 17 settembre 2026)
Saranno celebrati oggi, giovedì 17 settembre, i funerali di Sara Tkacz, la giovane di 29 anni residente a Capua trovata senza vita lo scorso maggio all’interno di un cantiere edile a Pollena Trocchia. La salma, proveniente dal Policlinico Federico II di Napoli, arriverà alle 10.15 presso il Tempio di San Roberto Bellarmino. La funzione religiosa avrà inizio alle 11. Familiari, amici e conoscenti potranno così stringersi nel dolore e rivolgere l’ultimo saluto alla giovane.
Sara lascia i figli, la madre, il fratello, la sorella e gli altri parenti, che nelle scorse ore hanno reso noti il giorno e il luogo delle esequie. La restituzione della salma alla famiglia è arrivata dopo mesi di indagini e accertamenti disposti nell’ambito dell’inchiesta sulla sua morte.
La drammatica vicenda risale allo scorso maggio. Sara Tkacz venne rinvenuta priva di vita in un cantiere di Pollena Trocchia insieme a Lyuba Hlyva, una donna di 49 anni. Il ritrovamento dei due corpi fece scattare immediatamente le indagini per ricostruire quanto accaduto e individuare il responsabile del duplice delitto. Nel corso dell’attività investigativa venne fermato Mario Landolfi, indicato dagli inquirenti come il presunto autore dell’uccisione delle due donne. La sua posizione resta al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovrà essere definita nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Conclusi gli accertamenti necessari sulla salma, è stato infine concesso il nulla osta per la celebrazione dei funerali. Oggi Capua si fermerà per accompagnare Sara nel suo ultimo viaggio e manifestare vicinanza alla famiglia, profondamente segnata da una tragedia che ha lasciato dolore e sgomento.
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In memoria di
Il valore del ricordo di donne invisibili (Corriere della Sera – 24 maggio 2026)
Sara, 29 anni, italiana di origini slave. Lyuba, 49, ucraina da molti anni in Italia. Sono morte tutte e due scaraventate giù da un’altezza di dieci metri da due diversi vani ascensore di palazzine mai completate
Hanno vissuto sole che più sole non si può. Una vita di miseria, alla deriva. Hanno incontrato persone sbagliate nei momenti sbagliati e hanno lasciato questo mondo nel buio e nello squallore di una notte che assomigliava a tante altre della loro esistenza. Sara Tkacz aveva ventinove anni, italiana di origini slave. Lyuba Hlyva ne aveva quarantanove, ucraina da molti anni in Italia. Sono morte tutte e due (in notti diverse) scaraventate giù da un’altezza di dieci metri da due diversi vani ascensore di palazzine mai completate. Un cantiere abbandonato da anni, diventato un postaccio indecente.
Sara e Lyuba erano due prostitute che forse non si erano mai conosciute lungo le strade di Pollena Trocchia, nella città metropolitana di Napoli. La sorte, però, le ha legate l’una all’altra nel finale tragico che è toccato a entrambe; nello stesso luogo, appunto, e per mano dello stesso uomo. Un uomo che non ha visto né donne né prostitute né esseri umani mentre le abbordava e, dopo, mentre le buttava giù. Solo corpi da comprare e consumare. Corpi di cui disporre a piacimento. «Quelle due pretendevano un compenso più alto del dovuto», ha spiegato poi lui ai carabinieri. Così abbiamo litigato e le ho uccise».
Il valore delle loro vite? Non pervenuto. Basterebbe già questo a raccontare la desolazione assoluta che abitava nei giorni di Sara e Lyuba. Ma c’è dell’altro. C’è una solitudine così profonda e reale da mettere i brividi. Nessuno dei familiari che si curasse di sapere qualcosa della loro sorte, nessuna amicizia stabile, nessuno che abbia reclamato i loro corpi, che abbia posato un fiore alla memoria. Due disperate senza fissa dimora e senza soldi in tasca.
Le indagini hanno scoperto che Sara ha un fratello e dei familiari a Santa Maria Capua Vetere, dov’è nata, e che Lyuba è madre di un ragazzo maggiorenne. Accanto a lei in Italia c’era un fratello, anni fa, ma poi è tornato in Ucraina per combattere al fronte. Così lei si è ritrovata sola, come già lo era Sara. Due donne ai margini di tutto e dimenticate da tutti. Invisibili da vive e da morte. Solo gli studenti di Ponticelli le hanno ricordate durante una performance artistica. E chissà, quel ricordo forse è un germoglio che avrà futuro. Una targa, uno spettacolo, un lavoro scolastico, un luogo pubblico intitolato a loro… Insomma, l’omaggio della memoria dopo vite segnate dall’oblio. (di Giusi Fasano)
