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Teodora Kamenova, 47 anni, operatrice municipale. Uccisa a coltellate dall’ex che aveva già denunciato per maltrattamenti

Civitavecchia (Roma), 15 Maggio 2025


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Femminicidio, Teodora uccisa dall’ex compagno in pieno centro. Aveva già denunciato violenze (Roma Today – 16 maggio 2025)
L’uomo, secondo i primi rilievi del medico legale, l’avrebbe accoltellata più volte. Era già destinatario di misure di allontanamento dalla donna
Teodora Kamenova è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno, Jose German Varela Luna. Un delitto consumato in pieno centro, a Civitavecchia, intorno alle 14:45 di giovedì 15 maggio. Dopo il femminicidio l’uomo, in cittadino venezuelano di 54 anni, ha raggiunto la stazione dei carabinieri e ha confessato di averla ammazzata. Un omicidio che ha scosso la comunità del comune del litorale a nord di Roma.
Serie di denunce in passato. Teodora, cittadina bulgara di 47 anni, è stata trovata senza vita nell’androne del palazzo dove abitava in via Gorizia. Le sono risultati fatali tre fendenti all’altezza del cuore. Lei e Jose German Varela Luna non stavano più insieme da qualche tempo, al contrario di quanto emerso in un primo momento. Di più, secondo quanto appreso il 54enne sudamericano era già destinatario di un divieto di avvicinamento alla donna disposto dal giudice per maltrattamenti in famiglia che, dunque, non avrebbe rispettato. Teodora, infatti, in passato aveva segnalato episodi di violenza negli ultimi tempo da parte dell’ex convivente. Non è escluso che Kamenova abbia dunque tentato di sfuggire al suo assassino, l’ex compagno appunto, rifugiandosi nell’androne. Chi ha provato ad aiutarla non ha fatto in tempo.
Sul caso è intervenuto Marco Piendibene, sindaco di Civitavecchia: “Siamo sconvolti, addolorati, indignati. Una vita spezzata dalla violenza, ancora una volta. Non possiamo restare in silenzio ogni singolo femminicidio è una sconfitta per tutti. Civitavecchia non dimenticherà e si unisce nel dolore e chiede giustizia e verità”. Secondo la segreteria della Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo bisogna “dire basta con forza e determinazione”: “L’oramai intollerabile scia di sangue richiede un impegno a livello individuale, sociale e istituzionale per combattere le violenze di genere e combattere la cultura patriarcale che giustifica e perpetua forme di violenza e controllo sulle donne. Ancora una volta una donna paga con la vita, spezzata da un atto di violenza inaudito, ancora una volta una tragedia ci spinge a riflettere sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che affligge la nostra società. È fondamentale educare al rispetto, sensibilizzare i cittadini, garantire un sistema di giustizia che sia efficace nel prevenire la violenza oltre che nel punire gli autori di questi crimini e nel proteggere le donne vittime di violenza. Non possiamo permettere che questi atti di violenza continuino. Dobbiamo agire insieme, con decisione e determinazione, per costruire una società più sicura e rispettosa, dove ogni donna possa vivere libera da paura, violenza, sopraffazione, discriminazione e morte”. (di Lorenzo Nicolini)

“Teodora era stimata e benvoluta per la sua empatia” (Trc Giornale – 16 maggio 2025)
Il giorno dopo, del terribile femminicidio di via Gorizia resta poco da capire. A differenza di tanti, troppi altri episodi di violenza estrema nei confronti delle donne, il quadro è chiaro. La vittima, la cittadina bulgara Teodora Kamenova, 47 anni, è stata barbaramente uccisa con tre fendenti al petto mentre cercava di scappare dall’abitazione avendo capito le terribili intenzioni dell’ex compagno. Lui, il 54enne cittadino venezuelano Josè German Valera Luna, a differenza di altri assassini non si è dato alla fuga, non è scappato. Ha raggiunto a piedi la vicina caserma dei Carabinieri e si è costituito, confessando immediatamente ai militari il tremendo reato di cui si era reso protagonista.
Adesso resta la parte burocratica dell’indagine. Come sempre in questi casi, il cadavere della povera Teodora, che si trova all’istituto di medicina legale del Verano, a Roma, sarà sottoposto ad un esame autoptico che non potrà che confermare quanto confessato dall’aguzzino. Poi si dovrà pensare alla sepoltura e al momento non si sa se la salma sarà rimpatriata o meno.
Per l’assassino, che è stato immediatamente trasferito al carcere di Borgata Aurelia, inizierà la fase processuale che, stante la confessione spontanea, non dovrebbe rivelarsi neanche eccessivamente lunga.
Per chi ha conosciuto la donna resta il rimpianto, magari per non aver compreso fino in fondo, come accade in questi casi, che quel tormentato rapporto potesse finire male. E Teodora, peraltro, aveva messo le radici a Civitavecchia. Svolgeva lavori umili, come tantissimi stranieri che si trovano in città, ma aveva saputo farsi apprezzare da tutti. Ne è una testimonianza la nota diramata ieri sera dall’ufficio stampa di Civitavecchia Servizi Pubblici, dove si parla di una tragedia che colpisce da vicino, nel cuore, perché Teodora, dall’aprile scorso, era divenuta una preziosa operatrice della municipalizzata, impegnata presso i Bagni della Ficoncella, nell’ambito dei progetti di pubblica utilità. Teodora viene dipinta come persona stimata e benvoluta anche dai più assidui frequentatori della struttura, dove si era particolarmente distinta per la sua professionalità ed empatia. Csp la ricorda per le tante occasioni in cui ha offerto il suo prezioso contributo, e desidera ricordarla con particolare riconoscenza per il suo impegno.

 


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