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Valentina Giunta, 32 anni, mamma. Uccisa a coltellate dal figlio minorenne per vendicare il padre da cui si era separata e che aveva denunciato per maltrattamenti

Catania, 25 Luglio 2022


Titoli & Articoli

Valentina Giunta, chi era la donna uccisa a Catania: la denuncia per maltrattamenti, l’ex in carcere e l’amore per i figli «ragione di vita» (il Gazzettino – 27 luglio 2022)
Era una mamma single che cresceva da sola i due figli di 10 e 15 anni, in passato aveva denunciato l’ex compagno per maltrattamenti

Omicidio di Valentina Giunta: fermato il figlio 14enne (Corriere della Sera – 27 luglio 2022)
La donna, 32 anni, era stata ferita mortalmente con colpi di arma da taglio nella sua abitazione. I rapporti con il ragazzo erano tesi da tempo: il delitto al termine di una lite
Gli inquirenti stanno facendo luce sul delitto di Valentina Giunta, la donna di 32 anni, uccisa con colpi di arma da taglio nella sua abitazione in via Salvatore Di Giacomo nella zona del Castello Ursino a Catania. Secondo quanto confermato dalla Procura dei minorenni di Catania, è stato fermato il figlio 14enne della donna. Gli inquirenti parlano di un «grave quadro indiziario», a seguito del quale il ragazzo «è stato sottoposto a interrogatorio» e, in seguito, fermato.
I sospetti degli inquirenti su di lui si erano rafforzati ora dopo ora, e il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Procura per i minorenni di Catania dopo l’interrogatorio ed eseguito dalla squadra mobile che segue le indagini sul campo. Gli inquirenti continuano a indagare nel massimo riserbo, data sia la delicatezza dell’argomento sia la notizia che il fermato è un minore.
Quale sarebbe la causa del delitto? Secondo quanto viene ipotizzato dagli inquirenti, in base alle indagini svolte, è emerso che i rapporti tra Valentina Giunta e suo figlio erano caratterizzati da tempo da tensioni, e il delitto sarebbe dunque maturato al culmine di una lite. Dalle prime ricostruzioni degli inquirenti, poi, si delinea un legame molto forte tra il ragazzo e il padre che si trova in carcere a seguito del coinvolgimento in un’inchiesta su un’organizzazione specializzata in furti d’auto. Si ipotizza che il quindicenne avesse un forte timore che la madre lo volesse allontanare da lui e dal nonno paterno (anch’egli coinvolto nell’inchiesta della Procura di Catania sui furti d’auto).
L’inchiesta è stata inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania guidata da Carmelo Zuccaro. Quando sono emersi i sospetti sul quindicenne, conclusi gli atti urgenti, la Procura distrettuale ha trasmesso il fascicolo a quella per i minorenni di Catania, coordinata dalla procuratrice Carla Santocono, che ha disposto il fermo del quindicenne, eseguito dalla squadra mobile.
Agenti delle volanti erano intervenuti dopo la segnalazione da parte di un familiare della vittima che aveva lanciato l’allarme esprimendo il timore che Valentina Giunta potesse essere in pericolo. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto hanno trovato la trentaduenne a terra nella stanza da letto con ferite di arma da taglio in più parti del corpo. Sul posto è intervenuto anche il personale medico del 118, ma la madre di due figli maschi minorenni è morta poco dopo. Accertamenti della squadra mobile, coordinati dalla Procura distrettuale di Catania, sono stati eseguiti anche sul compagno della vittima. Il compagno della vittima era stato denunciato in passato per maltrattamenti, ma Valentina Giunta aveva poi ritirato la querela. (di Salvo Fallica)

“Valentina Giunta viveva da anni nella paura”: in carcere il figlio 15enne, sospetti su un complice (Fan Page – 28 luglio 2022)
Il Giudice per le indagini preliminare del Tribunale per i minorenni di Catania ha convalidato il fermo del 15enne accusato di avere ucciso la madre Valentina Giunta. L’avvocato dei familiari della donna: “Viveva da anni nella paura che qualcosa di grave le sarebbe potuto accadere”.
“Valentina Giunta viveva da anni nella paura che qualcosa di grave le sarebbe potuto accadere”. A parlare della donna di 32 anni uccisa a Catania dal figlio quindicenne, per il quale oggi è stato convalidato il fermo per omicidio, è l’avvocato Salvatore Cannata, legale della famiglia della vittima. Valentina, madre anche di un bambino di 10 anni, aveva paura nella sua vecchia abitazione e per questo “da alcuni mesi si era trasferita insieme al padre in un’altra abitazione presa in locazione”, ha spiegato l’avvocato. Diversi, secondo il penalista, gli episodi di violenza ai danni della giovane mamma e della sua famiglia registrati nell’ultimo anno. Episodi che hanno visto come protagonisti attivi la famiglia del suo ex convivente e padre dei suoi figli, attualmente in carcere.
I familiari di Valentina Giunta – fa sapere ancora l’avvocato – auspicano che venga fatta luce anche sul contesto deviato e deviante in cui è maturato l’efferato delitto. L’avvocato parla di responsabilità “che non si possono limitare al solo fatto di sangue che si è verificato la sera del 25 luglio”.
La cugina della vittima: “Sapevamo che correva dei rischi”. “In famiglia sapevamo che correva dei rischi – le parole della cugina di Valentina Giunta, Cristina Bonanzinga – e avevamo paura, per questo la incitavamo ad andare via“. I familiari di Valentina – che avrebbero voluto farla trasferire lontano, in Germania, per allontanarla dal contesto in cui era costretta a vivere, dicono che non la lasciavano mai sola. Raccontano anche di appostamenti e aggressioni subite dal padre della vittima.
La trentaduenne è stata uccisa con diverse coltellate nella sua abitazione di Catania. Secondo il medico legale, è stata colpita “con un’arma da punta e taglio al collo, al fianco e alla spalla sinistra che le cagionava la lesione di grossi vasi sanguigni con shock emorragico, che ne determinava la morte”. Il conferimento dell’incarico per l’autopsia avverrà domani. Intanto il figlio accusato del delitto è stato ascoltato dal Gip del Tribunale per i minorenni che ha confermato il suo fermo per omicidio volontario. Il Gip, accogliendo la richiesta della procuratrice Carla Santocono, ha emesso un’ordinanza cautelare e il ragazzo è stato trasferito in un istituto penitenziario minorile. Per la Procura il movente è chiaro: a quanto emerso, da qualche tempo il ragazzo viveva con la nonna paterna. Non voleva stare con la madre, nonostante la stessa avesse “mantenuto un atteggiamento protettivo verso il figlio, a fronte delle ostilità alimentate dalla famiglia del padre, detenuto da tempo per gravi reati, anche contro la persona”. Il ragazzo avrebbe sviluppato risentimento verso la madre che, a suo modo di vedere, avrebbe “tradito” il padre scegliendo di tagliare i ponti con lui e con la famiglia. Le indagini della squadra mobile, sottolinea in una nota la Procura per i minorenni, hanno permesso di “ricostruire che il delitto di sangue era maturato in ambito familiare e il figlio maggiore della vittima, resosi irreperibile durante la notte, veniva rintracciato nelle prime ore della mattinata del 26 luglio”. Dopo le indicazioni del minore la polizia ha rinvenuto e sequestrato gli abiti che indossava quando ha ucciso la madre. Non è stata ancora esclusa, a quanto si apprende, la possibilità che il minore possa aver avuto un supporto nel delitto. L’arma del delitto non è stata finora trovata.

 

Omicidio Valentina Giunta, oggi i funerali al Villaggio Sant’Agata (Catania Today – 3 agosto 2022)
Il rito si terrà alle 17 nella chiesa di Santa Croce: “L’arcivescovo ci aveva dato disponibilità per celebrarli nella cattedrale, ma la famiglia ha preferito stare vicino ai parenti”, ha spiegato il legale Salvo Cannata
Saranno celebrati questo pomeriggio alle 17 a Catania nella chiesa di Santa Croce del Villaggio Sant’Agata i funerali di Valentina Giunta, la donna di 32 anni uccisa a coltellate alla fine del mese scorso nel capoluogo etneo dal figlio 15enne, poi arrestato dalla Polizia di Stato per omicidio volontario. Il rito funebre verrà officiato dal parroco. A renderlo noto è stato il legale della famiglia della vittima Salvo Cannata. “L’arcivescovo di Catania – ha spiegato il legale – aveva manifestato la disponibilità a celebrare i funerali nella cattedrale per la rilevanza dell’accaduto ma la famiglia ha preferito la chiesa del Villaggio Sant’Agata perché lontana dai luoghi della tragedia, omertosi rispetto alla sofferenza della donna, e perché vicina a dove abitano i parenti di Valentina”.


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