Antonio Mancini, 69 anni, pluripregiudicato, padre separato e nonno. Uccide l’ex moglie a colpi di pistola (rubata) sfiorando anche il nipotino
Lettomanoppello (Pescara), 9 Ottobre 2025
Titoli & Articoli
Uccide la moglie in strada tra la gente, arrestato (Ansa – 9 ottobre 2025)
Neanche la presenza del nipote, di appena 12 anni, è riuscito a farlo desistere dall’omicidio
Ha aperto il fuoco in strada, in mezzo alla gente, tra le vie del piccolo paesino di Lettomanoppello, nel Pescarese, dove tutti conoscono tutti. E dove tutti, ovviamente, conoscevano loro, Antonio e Clelia, una coppia che, come tante, aveva deciso di separarsi ormai da anni, senza però formalizzarlo ancora davanti ad un giudice.
Ma proprio in quelle vie sono risuonati nel pomeriggio i colpi di pistola che l’uomo ha esploso contro l’ex moglie, nel panico generale, tra i clienti della farmacia del centro e quelli di un piccolo negozio. Accanto alla donna sembra ci fosse anche il nipote dodicenne, vivo per miracolo. Clelia, invece, è morta sul colpo mentre il suo killer ha tentato la fuga in auto, raggiungendo il ristorante del paesino vicino di Turrivalignani da dove ha continuato a sparare. Poi, probabilmente sentendosi accerchiato, si è seduto a terra ed è stato bloccato dai carabinieri. L’ennesimo femminicidio ha sconvolto la comunità di Lettomanoppello, piccolo comune del Pescarese che conta poco più di duemila abitanti. Nel pomeriggio Antonio Mancini, un 69enne del posto con precedenti penali, ha estratto una pistola davanti a tutti e non ha esitato a premere il grilletto per colpire l’ex moglie, Clelia, sarta di 56 anni. Neanche la presenza del nipote, di appena 12 anni, è riuscito a farlo desistere dall’omicidio. Ha esploso diversi colpi, lasciando la donna esanime a terra.
Uno dei proiettili, secondo quanto si apprende, avrebbe sfiorato anche il ragazzino che, per fortuna, non ha riportato danni o ferite. Nel fuggifuggi delle tante persone che erano in strada è arrivato anche l’allarme ai carabinieri, subito intervenuti sul posto, in Largo Assunta. Il killer però era risalito in auto e si era dato alla fuga, asserragliandosi in un ristorante di Turrivalignani, a poco più di quattro chilometri di distanza. Lì, secondo quanto ricostruito, ha esploso altri 3-4 colpi di pistola contro un’auto parcheggiata sfondando il vetro posteriore. Subito dopo si è seduto a terra, consentendo ai carabinieri di intervenire e bloccarlo in un momento di distrazione.
Sul luogo dell’omicidio sono accorse le ambulanze del 118 da Scafa ed anche un’eliambulanza, ma per la donna purtroppo non c’era più nulla da fare. Secondo le prime informazioni, la vittima sarebbe stata raggiunta da diversi colpi all’addome. L’ex marito, che a quanto pare ha avuto già un passato dietro le sbarre, era in possesso di un’arma che, stando alle prime indagini, sarebbe risultata rubata ad un agente di polizia penitenziaria nel 2011.
Uccide a colpi di pistola l’ex moglie e poi si barrica in un bar nel Pescarese, arrestato. Con la donna anche il nipote fortunatamente illeso (TgCom24 – 9 ottobre 2025)
L’uomo, un 69enne pluripregiudicato, avrebbe utilizzato una pistola rubata a un agente della polizia penitenziaria nel 2011
A Lettomanoppello, Comune in provincia di Pescara, una donna di 56 anni è stata uccisa a colpi di pistola dall’ex marito, Antonio Mancini. L’uomo, un 69enne pluripregiudicato del posto, dopo essersi allontanato dal luogo del delitto, si è barricato in un bar di Turrivalignani, paesino a circa quattro chilometri dal luogo dell’omicidio. Da lì avrebbe sparato alcuni colpi di pistola all’impazzata contro un’auto parcheggiata, senza ferire nessuno. Subito dopo si sarebbe seduto a terra, consentendo ai carabinieri di intervenire per arrestarlo.
L’omicidio è avvenuto in strada davanti ad alcuni passanti. Mancini ha estratto la pistola davanti a tutti e non ha esitato a premere il grilletto per colpire l’ex moglie, sarta. Neanche la presenza del nipote, di appena 12 anni, è riuscito a farlo desistere dall’omicidio. Ha esploso diversi colpi, lasciando la donna esanime a terra. Uno dei proiettili, secondo quanto si apprende, avrebbe sfiorato anche il ragazzino che, per fortuna, non ha riportato danni o ferite. L’uomo ha usato una pistola che risulterebbe rubata a un agente della polizia penitenziaria nel 2011. Sul posto, per soccorrere la donna, sono giunti gli operatori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I due erano separati da diversi anni.
Sindaco: “Profondamente colpiti”. “Una tragedia che colpisce tutta la nostra comunità, un episodio che prima di essere archiviato con etichette preconfezionate va indagato e approfondito. Oggi nel nostro territorio è morta una donna. A sparare è stato un uomo dal quale si era separata da tempo, un uomo che non si è limitato a sparare contro la sua ex donna, ma che ha in realtà esploso proiettili all’impazzata, a raffica, rischiando anche di colpire il nipotino di appena 12 anni”. Lo scrivono il sindaco di Lettomanoppello, Simone D’Alfonso, e l’assessore comunale Luciana Conte. I due amministratori sottolineano che “saranno sicuramente le indagini dell’autorità inquirente a fare piena luce sull’accaduto, ma la prima sensazione che traspare a una lettura esterna della vicenda è che quanto accaduto affondi le radici in un disagio diverso dal semplice presunto violento contrasto tra ex coniugi, ma piuttosto in una difficoltà personale che oggi per puro caso ha individuato il proprio capro espiatorio su una donna che aveva condiviso parte della propria esistenza con quello che oggi si è trasformato nel suo omicida“. “Ed è su quel disagio che la nostra comunità e tutte le Istituzioni devono ulteriormente rafforzare la propria presenza e azione. Lettomanoppello – concludono – saprà esprimere la propria reattività di fronte a un caso di cronaca fortunatamente isolato e al quale sapremo dare la giusta interpretazione“.
Il mondo social dell’uxoricida di Lettomanoppello Antonio “Ayatollah” Mancini: “Sfogherò tutta la rabbia accumulata” (Il Pescara – 10 ottobre 2025)
Antonio Ayatollah è il nome che aveva scelto per i suoi profili (quattro in tutto) l’uomo che la sera del 9 ottobre ha ucciso la ex moglie in strada. Un diario pubblico che letto oggi solleva inquietudini: “Il divo Ayatollah non dimentica, è pronto anche a morire”.
Quattro profili, due particolarmente e lo pseudonimo di Antonio Ayatollah. I social per Antonio Mancini, oggi accusato di aver ucciso la ex moglie Cleria in strada a Lettomanoppello, sembra fossero una sorta di diario pubblico in cui sfogare i suoi pensieri, per la gran parte aggressivi, su questioni personali e politiche. Un’infinità di post e condivisioni quelli che appaiono sui profili, che ad oggi sembrano dar credito a quel senso di tragedia annunciata di cui pure suo figlio, in un’intervista al Tgr Abruzzo, ha parlato. Uno degli ultimi è proprio del 9 ottobre, e cioè di poche ore prima che si consumasse il dramma. Un video in cui si vede un uomo portare sulle spalle la testa probabilmente di un cervo, animale richiamato spesso nelle sue condivisioni, con la scritta “prenderà il tuo palco” seguito da alcune risate. Le condivisioni sono tantissime. C’è ad esempio quella del 23 agosto in cui ad un certo punto si legge “il divo Ayatollah non dimentica, è pronto anche a morire”. Tutti post scritti con il carattere maiuscolo che di norma, nel gergo del web, viene percepito come urlare o comunque “parlare” con un forte tono di voce.
Inquietano anche altre condivisioni come quello del 21 agosto in cui scrive “chi di speranza vive, disperato muore. Non avrei mai pensato che un giorno accadesse a me. Pazienza andrò avanti per la mia strada e non cambierò carattere costi quel che costi (vi ricorderete di me per l’eternità). Sfogherò tutta la rabbia che ho accumulato in questi ultimi 6 anni. Adios”. Il 12 settembre Mancini pubblica una sua foto in ospedale e scrive: “sono ancora vivo, c**** tuoi che vivi nel panico e terrore”, e solo due giorni prima sul suo profilo appare un video con un grosso ratto chiuso in una piccola gabbia e, dopo il buongiorno seguito da un insulto (al femminile) le parole “sono 10 anni che ti penso, giorno e notte”. Lascia sgomenti anche un altro post di alcuni mesi fa e per la precisione del 5 maggio, in cui l’uomo pubblica il video di un fucile e scrive: “uguale a quello che mi andrò a prendere quando mi servirà”.
Suggestioni che lasciano però trasparire la personalità di un uomo che parla spesso di “vendetta” e che insulti non li risparmia ai politici, quelli del centrosinistra, i sindacati e le forze dell’ordine, esprimono invece parole di elogio per personaggi come Vladimir Putin. Un profilo dal quale, in totale contrapposizione, l’uomo sembra mostrare una grande sensibilità verso gli animali e in particolare verso i suoi cani. Parliamo di condivisioni social e se parlassimo solo di questo potremmo bollare tutto come il profilo di un “leone da tastiera”. Non sarebbe però stato così perché Mancini quella rabbia alla fine l’avrebbe sfogata in una normale sera autunnale sulle strade di Lettomanoppello sparando e uccidendo la ex moglie per poi, stando a quanto raccontato dal figlio che già dal 2015 avrebbe chiesto di togliergli la pistola, rivolgere l’arma verso il nipote di 12 anni esplodendo un colpo che lo avrebbe fortunatamente solo sfiorato. Quindi il tentativo di fuga e l’arrivo a Turrivalignani dove, ha raccontato anche il sindaco di Lettomanoppello Simone Romano D’Alfonso e l’assessore alle Politiche sociali Luciana Conte, si sarebbe messo a sparare anche lì, in piazza. In quel nome scelto per i suoi profili, “Ayatollah”, sembra dunque racchiudersi tutto il suo mondo fatto di frustrazione, ma anche di senso di potere e disprezzo verso tutto ciò che è diverso dalla sua visione del mondo. Un’aggressività che purtroppo l’uomo avrebbe portato alla fine e nel modo peggiore, nella vita reale. (di Alessandra Farias)
Parla il figlio di Cleria Mancini: “Papà voleva uccidere anche suo nipote, avevo chiesto di togliergli la pistola” (Today – 10 ottobre 2025)
La drammatica testimonianza di Cosimo Mancini, che parla di una “tragedia annunciata” e rivela che più volte il genitore li aveva minacciati
“Voleva uccidere anche mio figlio, il colpo non è stato accidentale. Avrebbe ucciso anche me e la mia compagna, lo diceva a tutti”. A parlare è Cosimo Mancini, il figlio di Cleria e Antonio Mancini. La donna nel pomeriggio di ieri, 9 ottobre, è stata uccisa dall’ex marito mentre camminava col nipotino di 12 anni per le strade di Lettomanoppello (Pescara). Il figlio della coppia al Tgr Abruzzo parla di una “tragedia annunciata” e rivela che già negli anni scorsi aveva riferito ai carabinieri che il padre era in possesso di un’arma e aveva chiesto di intervenire.
“Mio padre voleva uccidere mio figlio, avevo chiesto di togliergli la pistola” Cleria aveva 66 anni, era una sarta e tutti nel piccolo centro del Pescarese la conoscevano. Allo stesso modo tutti sapevano chi era l’ex marito Antonio, pregiudicato tre anni più grande della donna. I due erano separati da tempo, anche se non formalmente. Dalle parole del figlio Cosimo emergono rapporti familiari tesi da tempo: “Non è stato un padre e neppure un marito. Non abbiamo mai avuto niente da lui, solo problemi”.
Cosimo spiega che il figlio, incolpevole testimone del femminicidio, “è molto provato perché era attaccatissimo alla nonna”. Secondo quanto il bambino ha raccontato, i nonni “hanno iniziato a bisticciare e mia mamma gli ha detto di lasciare stare la nostra famiglia perché ormai ci siamo allontanati. Ha estratto l’arma e ha sparato al petto di mia mamma, poi si è girato verso mio figlio. Non è accidentale il colpo, gli è passato vicino all’orecchio perché era appoggiato vicino alla macchina. Non lo ha beccato per cinque centimetri. Ha sparato a mio figlio”. Cosimo torna con la mente al 2015, quando aveva chiesto ai carabinieri di togliere l’arma al padre per le minacce rivolte alla famiglia: “Passa oggi e passa domani, ecco cosa è successo. Lo diceva a tutti, ma non ha fatto niente nessuno. Poco tempo fa – racconta ancora – ci sono andato a parlare e gli ho detto ‘papà mettiti un po’ a posto, non bere, chiedi scusa, noi non ti abbiamo abbandonato mai’. Abbiamo perdonato di tutto”. (di Nadia Palazzolo)
Femminicidio di Lettomanoppello, l’autopsia: per Cleria fatale un solo colpo al cuore (Il Centro – 11 ottobre 2025)
E lunedì 13 ottobre alle ore 9, nel carcere di Pescara, si terrà la convalida dell’arresto di Antonio Mancini, ex marito della donna
Nuovi sviluppi sul femminicidio di Lettomanoppello avvenuto giovedì pomeriggio. L’autopsia sul corpo di Cleria Mancini, eseguita ieri dal medico legale Davide Girolami su incarico del pm Giuliana Rana, ha confermato che la donna è morta a causa di un solo colpo che ha raggiunto il cuore. Si terrà lunedì 13 ottobre alle ore 9, nel carcere di Pescara, la convalida dell’arresto di Antonio Mancini, il 69enne finito in manette per l’omicidio dell’ex moglie, di 66 anni, e il tentato omicidio del nipote 12enne. All’uomo vengono contestati, tra gli altri, i reati di omicidio e tentato omicidio aggravati perché commessi nei confronti di un familiare, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Mancini è assistito dall’avvocato d’ufficio Marcello Cordoma, ma nelle prossime ore potrebbe nominare un legale di fiducia.
Cleria Mancini uccisa dall’ex marito Antonio mentre passeggia con il nipotino: “I colpi sono partiti per sbaglio” (Today – 13 ottobre 2025)
Il 69enne, accusato dell’omicidio dell’ex moglie e del tentato omicidio del ragazzino, non ha voluto rispondere al gip di Pescara durante l’udienza per la convalida dell’arresto, ma al suo legale aveva rivelato di aver sparato per errore e di non ricordare nulla
“Dei colpi di pistola partiti per “errore”. Questa al momento l’unica motivazione pronunciata da Antonio Mancini, il 69enne pluripregiudicato arrestato lo scorso giovedì scorso per l’omicidio della moglie Cleria Mancini, di 66 anni, e per il tentato omicidio del nipotino di 12 anni, che si trovava con la donna al momento dell’agguato, avvenuto a Lettomanoppello, in provincia di Pescara.
Nella mattina di oggi, lunedì 13 ottobre, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida dell’arresto, avvenuta in carcere, davanti al gip Francesco Marino. Il 69enne, è stato assistito dall’avvocato d’ufficio, Marcello Cordoma, al quale subentra ora l’avvocato Luca Pellegrini, nominato da Mancini suo legale di fiducia.
“Mancini, anche su mio consiglio, si è avvalso della facoltà di non rispondere – ha detto ai cronisti l’avvocato Cordoma, al termine della convalida -. Ritengo sia la strada più giusta da percorrere per non pregiudicare eventuali strategie difensive del collega che mi subentra“. Sabato scorso, durante il colloquio in carcere con il legale, l’uomo aveva riferito che “i colpi erano partiti per sbaglio” e di “non ricordare assolutamente nulla di ciò che era accaduto”.
Il delitto in mezzo alla strada, sotto gli occhi del nipotino. Il femminicidio è avvenuto lo scorso 9 ottobre, in strada, non lontano dalla farmacia del paese. Cleria era insieme al nipotino quando si è trovata di fronte Antonio, a pochi metri, che ha estratto la pistola e ha fatto fuoco davanti a tutti. La 66enne è morta sul colpo sotto una raffica di proiettili, con l’ex marito che ha tentato la fuga in auto, raggiungendo il ristorante del paesino vicino di Turrivalignani. Qui si è asserragliato nel locale continuando a sparare contro un’auto parcheggiata. Poi si è seduto a terra ed è stato bloccato dai carabinieri. A Mancini vengono contestati i reati di omicidio e tentato omicidio aggravati perché commessi nei confronti di un familiare, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.





