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Halo Vitanov, 59 anni, padre. Uccide la moglie a coltellate

Piacenza, 8 Maggio 2026


Titoli & Articoli

Donna uccisa in casa a Piacenza, arrestato il marito (Ansa – 8 maggio 2026)
Chiama il 118 e si accusa, fermato mentre tentava di suicidarsi
È durata solo poche ore la fuga di Hako Vitanov dopo aver ucciso la moglie 56enne, Milena Vitanov, nell’abitazione alla periferia di Piacenza dove abitavano insieme ai figli. L’uomo è stato trovato vicino al cimitero della città dai carabinieri, mentre
tentava di togliersi la vita. Tutta la vicenda, avvenuta in un quartiere popolare della città, è ancora sotto la lente dei carabinieri del comando provinciale di Piacenza coordinati dalla Procura. Si deve individuare il movente e chiarire la dinamica del delitto, che sarebbe avvenuto con un’arma bianca, e molto probabilmente per profondi dissidi familiari.
A chiamare il 112, intorno alle 15,30, è stato proprio
 l’uomo. “Venite ho ammazzato mia moglie” ha riferito al telefono
all’operatore dell’emergenza. In breve i soccorsi sono giunti al palazzo dove la famiglia macedone abita al sesto 
piano. Il 118, prima di entrare, ha atteso l’arrivo dei
 carabinieri e dei vigili del fuoco. La porta dell’appartamento
 era chiusa e si temeva che l’uomo fosse barricato all’interno, anche armato. I carabinieri sono riusciti ad entrare, con tutte le cautele, da una finestra: hanno subito trovato il cadavere della donna
riverso in sala con una macchia di sangue dietro la testa e un
coltello vicino al corpo. Dell’uomo però non vi era traccia in
casa.
Mentre il 118 di Piacenza constatava il decesso della 56enne, i carabinieri stavano già cercando di rintracciare il marito. Il 
quale, si è poi scoperto, poco prima aveva accompagnato altri
 due figli (in tutto ne hanno quattro) da uno zio che vive lì
 vicino. Pare che la vittima avesse sulle mani vistosi segni dovuti a un probabile tentativo di difesa, ma sarà l’autopsia a fornire maggiori dettagli e certezze al riguardo. Una volta scattata la caccia all’uomo, i carabinieri dopo un 
paio d’ore lo hanno rintracciato al cimitero di Piacenza. Pare 
avesse tentato di tagliarsi le vene. E’ stato bloccato in tempo, 
medicato e poi condotto in caserma per essere interrogato. L’abitazione nel frattempo è stata posta sotto sequestro.

Donna uccisa a Piacenza, per la procura «non è un femminicidio» (Ticino Online – 12 maggio 2026)
Polemica sul capo d’imputazione, «negata la violenza maschile»
Omicidio aggravato, ma non femminicidio. È questa l’accusa che formula la procura di Piacenza per Hako Vitanov, arrestato venerdì dopo che ha confessato ai carabinieri di aver ucciso la moglie, Milena. Secondo la procuratrice capo di Piacenza «non è un femminicidio, non c’è nessuna prevaricazione della vittima in quanto donna da parte del marito». Il movente, secondo gli inquirenti, sarebbe da ricercare in un contesto di disperazione familiare. Parole che hanno sollevato polemica con il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna che contesta la ricostruzione della procura e parla di un mancato riconoscimento della violenza maschile.
Il fatto è successo venerdì pomeriggio, quando l’uomo, 59 anni, ha chiamato i soccorsi, dicendo di aver ucciso la moglie, di 56 anni. I carabinieri hanno trovato il corpo della donna vicino a una chiazza di sangue e a un coltello, nell’appartamento dove la famiglia, di origine macedone, viveva con i figli. Il marito è stato rintracciato dopo qualche ora al cimitero di Piacenza, dove è sepolto uno dei figli della coppia. È stato immediatamente arrestato e portato in carcere.
Sulle modalità con le quali è avvenuto il delitto ci sono, insomma, ben pochi dubbi. Le indagini della procura si sono così concentrate più sul contorno nel quale è maturato. Giungendo alla conclusione, spiegata dalla procuratrice Grazia Pradella, di non contestare l’aggravante di femminicidio. «Non si tratta di femminicidio – ha detto Pradella – perché è un atto di disperazione familiare, abbiamo riscontrato dei comportamenti disturbati da parte della vittima connessa alla morte di un figlio, nessuna prevaricazione della vittima in quanto donna da parte del marito, ma solo tanta sofferenza. Il che non esclude la gravità del fatto, ma non è corretto connotarlo come un femminicidio».
Parole che non hanno mancato di suscitare polemiche. La ricostruzione della procura è stata contestata dal Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna. «Quello di Milena Vitanova – scrivono – è un femminicidio. Non sono le fragilità della vittima a spiegare la violenza maschile che colpisce spesso le donne più vulnerabili. Ci troviamo davanti, ancora, come accadde per il femminicidio di Sofia Stefani (la vigilessa uccisa a Bologna, ndr), ad un mancato riconoscimento del fenomeno della violenza maschile contro le donne. Escludere una preordinata deliberazione dell’autore di violenza rispetto ad un gesto connesso alla condotta della donna, ha il valore di renderla corresponsabile».

 

Polemica sul mancato riconoscimento dell’accusa di femminicidio (Rai News – 13 maggio 2026)
Omicidio aggravato l’accusa della Procura di Piacenza per la morte di Milena Vitanova, uccisa dal marito
Fa discutere il mancato riconoscimento dell’accusa di femminicidio per la morte di Milena Vitanova a Piacenza e dunque del fenomeno della violenza maschile contro le donne. Per la procura l’omicidio sarebbe maturato nel contesto familiare. Omicidio aggravato dunque l’accusa per Hako Vitanov, di 59 anni, arrestato venerdì scorso dopo aver confessato ai carabinieri di aver ucciso la moglie, Milena di 56 anni. I carabinieri hanno trovato il corpo della donna vicino a una chiazza di sangue e a un coltello nell’appartamento dove la famiglia, di origine macedone, viveva con i figli. Il marito è stato rintracciato al cimitero di Piacenza, dove è sepolto uno dei figli.

 


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