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Mario Cutella, 80 anni, infermiere in pensione. Spara alla compagna e si uccide con un colpo di pistola

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 16 Ottobre 2025


Titoli & Articoli

Mario e Vanda, la tragica fine uno di fronte all’altro (Cronache Picene – 17 ottobre 2025)

 

«Ho ucciso Vanda, ora tocca a me», l’ultima telefonata choc di Mario Cutella alla nipote (Corriere Adriatico – 19 ottobre 2025)
«Ho ucciso Vanda e ora tocca a me». La telefonata è arrivata a Giulianova quando già nella villetta di via Stamira la metà del dramma si era consumata. Al cellulare la voce di Mario, all’alto capo la moglie del nipote della donna che, incredula, ha raccolto le ultime parole dell’uomo. Subito la coppia – che anche ieri è stata vista portare fiori sul luogo dell’omicidio suicidio – si è precipitata dalla località abruzzese a San Benedetto ma non c’è stato nulla da fare. Era oramai troppo tardi per fermare la mano di Mario Cutella. Vanda Venditti era morta e anche lui, che si è assunto la responsabilità di farla finita, forse una scelta condivisa insieme alla donna che indubbiamente amava ma con la quale non riusciva più a portare avanti un’esistenza forse, secondo lui, dignitosa. Malati entrambi, per lei si erano spalancate le porte della casa di riposo di Massignano dove lui andava sempre a trovarla. Giovedì invece, era stata lei a tornare a casa. Quella casa dove lui, sin da bambino, giocava con gli amici e poi l’aveva visto crescere, diventare adulto, quindi infermiere, e dove aveva accolto quella ragazza nata ad Avezzano, poi conosciuta sul posto di lavoro per entrambi. Magari avrebbe voluto raggiungerla in casa di riposo ma la pensione statale chissà se era abbastanza. Così Mario deve aver pensato che per entrambi era giunto il momento di andare. Di tornare a stare insieme, ma in un’altra dimensione. Perché anche lei aveva perso la figlia, il fratello e la sorella.
Le indagini. Sul fronte delle indagini il caso sembra abbastanza chiaro. Due soli, presumibilmente, i colpi sparati: uno su Vanda, l’altro rivolto contro se stesso. D’altra parte Mario la fisiologia umana la conosceva per professione e sapeva sicuramente dove puntare l’arma per provare meno dolore possibile. Lì, in camera da letto, l’ino di fronte all’altro come magari sarà successo migliaia di volte, al sera prima di andare a dormire. Un sonno, quello di giovedì pomeriggio dal quale non si sono risvegliati più. Ora resta solo il silenzio su quella strada dove i vicini sono ancora increduli di non incontrare più neppure Mario dopo aver perso anche Vanda. (di Laura Ripani)


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