Michele Bambino, 59 anni, autotrasportatore, padre. Uccide a colpi di pistola l’ex moglie, che già lo aveva denunciato più volte per minacce e lesioni. Condannato a 20 anni, pena ridotta a 17 in appello
Bra (Cuneo), 30 Giugno 2013

Titoli & Articoli
Marito uccide la moglie a Bra (La Stampa – 30 giugno 2013)
L’omicidio in strada Crosassa, alla periferia della città
È andato dalla ex moglie «per parlarle» e, al suo rifiuto, prima l’ha colpita con un pugno e si è allontanato, ma per prendere la pistola con la quale pochi minuti dopo l’ha uccisa. A compiere l’uxoricidio, nella zona residenziale di Bra (Cuneo), è stato un autotrasportatore, contitolare di una piccola azienda, di 59 anni, Michele Bambino, arrestato in serata dai carabinieri. A cadere sotto i suoi colpi Marta Forlani, che l’uomo aveva sposato oltre vent’anni fa e da cui si era separato quattro-cinque anni fa. La coppia aveva due figlie, di 23 e 20 anni.
Un delitto con un movente ancora da decifrare, ma che sarebbe riconducibile a dissapori legati a questioni finanziarie dopo la separazione che con il tempo non si erano sopiti. Molto resta ancora da chiarire sull’ennesimo caso di femminicidio perché l’uxoricida si è chiuso nel più assoluto silenzio.
Benché separati, i coniugi continuavano a vivere vicini: avevano diviso la villetta in strada Crosassa, ricavandone due abitazioni distinte. Ed oggi, mentre Marta Forlani chiacchierava con tre amiche, l’uomo è arrivato chiedendo di parlarle. La donna – secondo la ricostruzione dei carabinieri del nucleo operativo provinciale di Cuneo che coordinano le indagini – avrebbe rifiutato. Michele Bambino l’ha aggredita, sferrandole un pugno e dopo qualche minuto è tornato con una Beretta, che avrebbe rubato nel 2006, ferendo la donna mortalmente. È stata una delle amiche della vittima a dare l’allarme, ma quando è arrivata l’ambulanza ogni sforzo dei soccorritori è stato vano. In serata, dopo il nulla osta del magistrato, il corpo è stato portato all’obitorio di Bra.
L’uxoricida si è lasciato ammanettare senza opporre resistenza. Quando i carabinieri sono arrivati nella zona periferica di Bra, era poco lontano dal luogo del delitto, seduto su un muretto di recinzione della villa. Ma non avrebbe aperto bocca per spiegare i motivi del delitto.
Bra – Uccide la ex moglie durante la grigliata domenicale – Michele Bambino 59 anni spara diversi proiettili e uccide Marta Forlani, 50 anni (Vercelli Oggi – 1 luglio 2013)
Nessuna resistenza all’arresto. Anni fa, nello studio legale dove si parlava della separazione, lui l’aveva minacciata con l’arma. Un uxoricidio che forse poteva essere evitato
Una domenica di svago, in giardino una grigliata con gli amici. Marta Forlani, 50 anni, non poteva pensare che, poco dopo sarebbe stata uccisa e che il suo aguzzino sarebbe stato proprio l’ex marito. Vedendolo alla porta della villa di strada Crosassa 13, non l’ha lasciato entrare. L’uomo, Michele Bambino 59 anni, titolare di una ditta di trasporti voleva andare in garage dove probabilmente c’era un suo mezzo parcheggiato. Quel diniego gli ha dato alla testa. Armato di pistola spara diversi proiettili. Colpisce l’ex moglie di striscio e poi la segue mentre scappa in cortile. La uccide mentre continua a sparare. Gli amici si nascondono e due persone svengono. Interviene sul posto il 112. Bambino se ne va a casa. Abita a pochi metri. Nessuna resistenza all’arresto. Anni fa, nello studio legale dove si parlava della separazione, lui l’aveva minacciata con l’arma. Un uxoricidio che forse poteva essere evitato. Sarà un vero dolore affrontare tutto questo per le figlie Jessica (ormai indipendente) e Valentina, che viveva con la madre.
Uccise la ex moglie nel giardino di casa, condannato a 20 anni (La Voce – 29 gennaio 2015)
Per avere ucciso l’ex moglie a colpi di pistola Michele Bambino, 61 anni, titolare di una ditta di autotrasporti, è stato condannato in primo grado a 20 anni di carcere. L’omicidio il 30 giugno 2013, a Bra, vittima Marta Forlani, 50 anni. La coppia, con due figlie all’epoca di 20 e 23 anni, era separata da tempo, ma divideva due abitazioni nella stessa villetta. Il pm aveva chiesto l’ergastolo. L’uomo uccise la moglie nel giardino dopo una lite per motivi economici legati alla separazione.
Pena ridotta a 17 anni per l’ uxoricida braidese | La Corte d’Appello gli ha concesso le attenuanti generiche (IdeaWebTV – 5 maggio 2016)
Si è chiuso ieri,mercoledì 4 maggio, a seguito della prima udienza, il processo di secondo grado a carico di Michele Bambino, l’autotrasportatore braidese di 61anni, precedentemente condannato a vent’anni di carcere con rito abbreviato, dal giudice Alberto Giannone del tribunale di Asti. La condanna gli era stata imputata per aver sparato e ucciso la ex moglie Marta Forlani di anni 50, all’interno della ex casa coniugale nel giugno 2013.
La tragedia si verificava a seguito di una grigliata organizzata a casa domenica 13 giugno dalla donna con alcune amiche.In primo grado, il pubblico ministero Donatella Masia aveva chiesto per l’autotraspotatore l’ergastolo. La Corte d’Assise d’Appello di Torino presieduta dal giudice Fabrizio Pasi, a conclusione dell’udienza di ieri, ha ridotto a 17 anni e 4 mesi la pena per Michele Bambino, accogliendo la richiesta di concessione delle attuanti generiche degli avvocati difensori Aldo Mirate e Pier Mario Morra.
Il condannato, già detenuto nel carcere di Asti, era presente all’udienza, così come alcuni familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Giuseppe Fissore e Antonio Rossomando, i quali hanno dichiarato di attendere le motivazioni della sentenza, che ha potuto riconoscere delle circostanze attenuanti rispetto a un omicidio assolutamente efferato, in cui sono stati fatti esplodere più colpi d’arma da fuoco contro una donna inerme che implorava di non essere uccisa.
