Vasile Frumuzache, 33 anni, guardia giurata, padre. Uccide due escort e le seppellisce in un terreno. Ergastolo con isolamento diurno
Montecatini Terme (Pistoia), 1 Agosto 2024
Titoli & Articoli
Vasile Frumuzache, chi è l’assassino di Denisa Adas che lavorava come guardia giurata (La Stampa – 5 giugno 2025)
Trentadue anni, una moglie, due figli. Sul suo profilo Facebook decine di post con foto della famiglia
Sul suo profilo Facebook l’ultimo aggiornamento risale al 2 marzo. Tutti i post sono foto di una famiglia felice, con la moglie e i figli in primo piano, scattate in estate, a Natale, durante le feste. Ma tutti vecchi di mesi, o del giugno dell’anno scorso. Vasile Frumuzache è sempre in secondo piano, a lato delle foto. Trentadue anni, un lavoro da guardia giurata a Monsummano Terme, una moglie, due figli. Ma i profili social ingannano, perché è impossibile capire da quei post e da quegli scatti condivisi che Vasile Frumuzache era un uomo capace di rapire una donna con la quale aveva avuto rapporti sessuali, l’ultimo poco prima, strangolarla, tagliarle la testa in una camera di un residence di periferia, nascondere il corpo dentro un trolley, mettere la testa dentro un sacco di plastica e poi dentro un’altra valigia. E poi buttare il cadavere, ore dopo, tra le sterpaglie delle Panteraie, a poca distanza da un casolare abbandonato tra Monsummano e Montecatini Terme. Come oltraggio finale, dare fuoco alla testa e poi gettarla, carbonizzata, a chilometri di distanza dal corpo.
Prima ai carabinieri, che erano da giorni sulle sue tracce, poi al procuratore Luca Tescaroli e al pm, Vasile Frumuzache ha confessato tutto quello che di orribile aveva fatto su Maria Denisa Adas, 30 anni, escort di origini rumene che viveva a TorPignattara, Roma. Era entrato alle 22.50 del 15 maggio nel residence Ferrucci a Prato, dove Denisa riceveva i suoi clienti. Dopo più di due ore è uscito dal residence, filmato dalle telecamere dei palazzi vicino, che lo riprendono con un trolley bianco, poco dopo l’1 di notte. Dentro c’era quello che restava della giovane donna. Denisa intanto aveva finito di parlare al telefono con la madre alle 23,30 ed era rimasta in camera. Vasile avrebbe avuto un rapporto sessuale con lei. «Avevamo rapporti sessuali da tempo – ha confessato poi al procuratore – e lei voleva ricattarmi. Minacciava di rivelare tutto a mia moglie, era facile da conoscere visto che siamo tutti rumeni. Pretendeva 10mila euro per stare zitta. L’ho strangolata in camera, le ho tagliato la testa per far entrare il corpo nel trolley. Ho messo la testa in un sacco per l’immondizia dentro una valigia nera, ho preso i vestiti di Denisa e ho caricato tutto nel bagagliaio dell’auto». Il racconto dell’orrore è proseguito con la testa della ragazza e la valigia nera bruciate nel giardino di casa a Monsummano, cospargendole di benzina e mettendo anche della legna per alimentare il fuoco. E con il corpo abbandonato in mezzo alle sterpaglie dalle parti di un casolare vuoto in località Le Panteraie, territorio di Montecatini Terme. Una furia omicida che è più un accanimento ossessivo, uno scempio di cadavere. Vasile Frumuzache è stato inchiodato prima dalle telecamere dalle parti del residence, poi dal Gps installato nella sua Golf per ragioni assicurative, infine dalla cella dei telefonini di Maria Denisa, che lui aveva riacceso attorno alle 2.35 del 16 maggio, che l’hanno localizzato all’altezza dello svincolo autostradale Prato Est. A una trentina di chilometri dall’uscita per Montecatini-Monsummano sulla Firenze-Mare. La confessione completa che la guardia giurata ha reso ai magistrati è partita dall’ammissione che era lui la persona filmata dalle telecamere fuori dal residence. Ha raccontato cosa c’era nel trolley bianco e nella valigia nera, ha parlato dei suoi rapporti a pagamento con Maria Denisa. E prima aveva rivelato ai carabinieri dove aveva nascosto il corpo, quasi decomposto, della giovane.
Ma gli inquirenti non escludono sviluppi ulteriori, che potrebbero emergere dopo l’esame autoptico sui resti di Maria Denisa. Per i carabinieri di Prato e Firenze, per la procura di Prato, il movente del possibile ricatto non spiegherebbe tutto, in particolare non la ferocia con la quale Vasile Frumuzache si è accanito contro Denisa. La relazione tra i due potrebbe essere stata molto più complicata di quella tratteggiata nella confessione. Vasile Frumuzache è in carcere con le accuse di omicidio e soppressione di cadavere. Nel fascicolo dell’inchiesta restano indagati la madre di Denisa, Maria Cristina Paun, per false informazioni rese ai pm. E l’avvocato calabrese di 45 anni, Marco Crocitta, indagato perché si sarebbe offerto di fare da mediatore con la madre per liberare la ragazza, che era stata sequestrata da una banda di rumeni, che l’avrebbero picchiata e rotto i denti per costringerla a lavorare per loro. Ma Denisa, purtroppo, era già stata uccisa. (di Pino Di Blasio)
Il killer di Denisa confessa: «L’anno scorso ho ucciso un’altra donna: ecco dove l’ho nascosta». Trovati i resti (Corriere della Sera – 5 giugno 2025)
Vasile Frumuzache ha confessato un altro delitto di una prostituta romena, Ana Maria Andrei, scomparsa da Montecatini l’agosto dell’anno scorso: «Voleva scappare, l’ho accoltellata»
Vasile Frumuzache, 32 anni, fermato mercoledì per l’omicidio dell’escort Denisa Maria Adas Paun, interrogato nuovamente in procura, ha confessato un altro delitto di una prostituta romena, Ana Maria Andrei, scomparsa l’1 agosto 2024 a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia. L’uomo ha poi fornito ai magistrati indicazioni su dove ritrovare il corpo della donna, vicino al casolare in cui è stato trovato quello di Denisa: il cadavere è stato effettivamente ritrovato.
Durante le ispezioni nei pressi di casa del killer (dove mercoledì mattina è stata rinvenuta la testa carbonizzata di Maria Denisa), i carabinieri hanno scoperto l’auto che corrispondeva a quella di un’altra giovane sparita nei mesi scorsi: Ana Maria Andrei, svanita nel nulla il 1° agosto 2024, anche lei escort come Denisa. Alla richiesta di spiegazioni, in nuovo interrogatorio, Frumuzache ha confessato di averla accoltellata e di aver abbandonato il corpo nello stesso campo dove è stata ritrovata la 30enne romena. «Ha provato a scappare e l’ho accoltellata», ha detto. Dopo la confessione, nel campo sono stati trovati i resti del cadavere di Andrei.
Sul killer delle due donne la procura di Prato ha attivato accertamenti su donne scomparse in tutte le città in cui il 32enne ha vissuto: gli inquirenti al momento non sarebbero in grado di escludere ci possano essere altre possibili vittime. Da quanto ricostruito dagli investigatori Vasile Frumuzache è in Italia da quando aveva 14 anni: prima avrebbe vissuto con la madre in provincia di Trapani. Il 32enne si è sarebbe poi trasferito in Toscana nel 2022. Finora era incensurato.
Frumuzacheè stato fermato giovedì, confessando l’omicidio di Denisa, raccontando la sua versione: «Quando le ho detto che ero una guardia giurata e che ero sposato lei mi ha detto che era in grado di arrivare a mia moglie, grazie all’aiuto di altre persone, e mi ha chiesto 10 mila euro in cambio del silenzio». L’uomo davanti al procuratore capo Luca Tescaroli ha rivelato ogni dettaglio della notte tra il 15 e il 16 maggio, quando ha ucciso Denisa: dopo aver preso un appuntamento con la donna nella app di incontri si è presentato al residence Ferrucci dove ha consumato un rapporto sessuale. Subito dopo – ha raccontato – l’ha strangolata, l’ha decapitata con un coltello, l’ha messa in un sacco della spazzatura e messo i resti nel trolley per portarla via. La mattina dopo ha dato fuoco alla testa della donna nel giardino di casa utilizzando la benzina e della legna. Denisa sarebbe dunque stata uccisa la sera stessa della sua scomparsa nella stanza 101 dell’hotel Ferrucci dove Denisa riceveva i suoi clienti. (di Antonella Mollica)
Il killer di Denise e Ana aggredito in cella con olio bollente (agi – 6 giugno 2025)
L’autore è un parente della ballerina Ana Maria Andrei. La procura di Prato: “Fatto di particolare gravità”
Vasile Frumuzache, il rumeno di 32 anni fermato per l’omicidio di Maria Denise Paun, e sospettato, dopo la sua confessione, anche di un altro omicidio, quello della ballerina Ana Maria Andrei, è stato aggredito nel carcere di Prato da un altro detenuto, parente di quest’ultima, che gli ha gettato in volto dell’olio bollente. Frumuzache è stato ricoverato al pronto soccorso. “L’autore – spiega in una nota la procura di Prato – ha potuto agire indisturbato senza alcun controllo. Il fatto è di particolare gravità, perchè ogni persona anche se in ipotesi di responsabile di gravi crimini, ha il preciso diritto di essere tutelata, trattata con umanità e rispettata come essere umana“. La procura di Prato ha aperto un procedimento su questo episodio.
Il killer delle escort di Prato nega altri omicidi (Agi – 7 giugno 2025)
Vasile Frumuzache ha ammesso il suo diretto coinvolgimento solo nelle morti di Ana e Denisa
Nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina nel carcere della Dogaia, a Prato, la guardia giurata di 32 anni di origini romene accusato di aver ucciso Ana Maria Andrei e Denisa Maria Pau Adas ha nuovamente ammesso le sue responsabilità in entrambi gli omicidi, ma ha negato di essere coinvolto in altri omicidi. A confermarlo è il difensore di Vasile Frumuzache, Diego Capano, al termine dell’udienza di convalida. L’udienza, che è durata circa due ore, si è conclusa con il gip che si è riservato di decidere sulla misura di custodia cautelare avanzata dalla Procura di Prato.
Aveva ucciso due donne, alla vigilia del processo killer tenta evasione dal carcere (Comunicazione italiana – 4 febbraio 2026)
Tentativo di evasione questa mattina nel carcere di Sollicciano a Firenze. Protagonista un detenuto romeno di 32 anni, Vasile Frumuzache, accusato degli omicidi di due prostitute sue connazionali, Denisa Maria Adas e Ana Maria Andrei, rispettivamente commessi a Prato nel 2025 e a Montecatini Terme (Pistoia) nel 2024. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp, il detenuto avrebbe cercato di fuggire intorno alle 10 durante l’ora d’aria, scavalcando prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta, utilizzando una corda improvvisata, realizzata presumibilmente con lenzuola. Il tentativo di fuga è stato sventato dall’unico agente penitenziario di pattuglia, impegnato in un giro di ronda in auto lungo il perimetro del carcere, fa sapere l’Osapp. Il detenuto è stato bloccato e ricondotto in cella.
In un comunicato, il delegato nazionale del sindacato Osapp, Canio Colangelo, ha espresso “pieno apprezzamento per l’operato dell’agente” e al contempo “forti perplessità sulle capacità organizzative e sulla sicurezza della struttura, che anche in questo caso ha dimostrato evidenti criticità”. Colangelo ha sottolineato come sia preoccupante che un detenuto considerato ad alta sorveglianza per motivi di sicurezza e incolumità sia riuscito a tentare un’evasione di questo tipo.
La tentata evasione è avvenuta alla vigilia del processo a Vasile Frumuzache, reo confesso degli omicidi delle due giovani escort romene, che si aprirà domani, giovedì 5 febbraio, davanti alla Corte d’Assise di Firenze. Lo scorso 15 gennaio la stessa Corte aveva disposto la riunificazione dei due procedimenti penali avviati dalle procure di Pistoia e di Prato, riconoscendo la connessione tra i due delitti.
La decisione ha accolto le richieste formulate sia dalla difesa del detenuto romeno, rappresentata dall’avvocato Diego Capano, sia dalla pubblica accusa pistoiese, con il pubblico ministero Leonardo De Gaudio, che avevano evidenziato la continuità fattuale e soggettiva delle due vicende. A sostenere l’accusa nel processo unificato sarà la Procura di Prato: una scelta di natura tecnica, determinata dal fatto che il fascicolo pratese è giunto per primo alla Corte d’Assise rispetto a quello pistoiese.
Al centro del processo vi sono due omicidi che hanno profondamente scosso l’opinione pubblica. Il primo, in ordine cronologico, riguarda Ana Maria Andrei, 27 anni, uccisa nell’agosto del 2024 a Montecatini Terme (Pistoia). La giovane, anche lei escort di origine romena, era scomparsa da giorni prima che la sua morte venisse accertata. La denuncia della scomparsa da parte dei familiari non aveva però innescato un’attenzione mediatica e investigativa paragonabile a quella che, mesi dopo, avrebbe accompagnato il caso di Maria Denisa Paun. La seconda vittima, Maria Denisa Paun, 30 anni, fu uccisa nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2025 all’interno del residence Ferrucci di Prato, struttura dove la donna riceveva i clienti.
La madre residente a Roma, allarmata dall’improvvisa interruzione delle consuete telefonate quotidiane con la figlia, presentò denuncia, dando il via a ricerche serrate che coinvolsero forze dell’ordine e volontari. Le indagini condotte dalla Procura di Prato portarono, ai primi di giugno di un anno fa, all’arresto di Vasile Frumuzache, che confessò l’omicidio. Una confessione che, col passare dei giorni, si è arricchita di particolari sempre più inquietanti. In un primo momento l’uomo aveva fornito agli inquirenti una versione ritenuta inverosimile, sostenendo di aver decapitato la donna nella stanza 101 del residence pratese senza lasciare tracce di sangue. Successivamente ha ammesso di aver trasportato il corpo nella propria abitazione di Monsummano Terme dove avrebbe compiuto quello che lui stesso ha definito il “lavoro sporco”: la decapitazione della vittima, il tentativo di bruciare il cranio in un campo – del quale sono rimasti frammenti ossei – e l’abbandono del resto del corpo nei boschi delle Panteraie di Montecatini, nei pressi di un casolare abbandonato. È proprio in quella zona che, successivamente, è stato rinvenuto anche il corpo senza vita di Ana Maria Andrei.
La ricostruzione degli spostamenti di Frumuzache è stata possibile grazie al gps installato sulla sua auto per fini assicurativi. L’uomo ha inoltre indicato agli investigatori il luogo dove aveva nascosto i due telefoni cellulari sottratti a Maria Denisa Paun. Nonostante la confessione, continua a sostenere di aver agito da solo, una versione che la Procura di Prato non ritiene del tutto credibile. Nell’avviso di chiusura delle indagini relativo all’omicidio di Prato, infatti, si ipotizza che Frumuzache possa aver agito “in concorso con altri soggetti non ancora identificati“. All’indagato viene contestata anche la premeditazione: dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate intorno al residence Ferrucci emergerebbe che il 14 maggio, il giorno precedente al delitto, l’ex guardia giurata avrebbe effettuato almeno due sopralluoghi nelle strade limitrofe, presumibilmente per studiare le vie di fuga e il flusso dei clienti.
Un elemento che rafforza il quadro accusatorio è rappresentato dalle intercettazioni ambientali in carcere, nelle quali Frumuzache parla degli omicidi con la moglie, che si mostra incredula di fronte alle rivelazioni del marito. Una prima perizia psichiatrica, affidata a due esperti, ha stabilito che l’imputato era capace di intendere e di volere al momento dei fatti e che può partecipare consapevolmente al processo.
Il movente resta uno dei nodi centrali del dibattimento. Davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Prato, che il 26 novembre scorso lo ha rinviato a giudizio, Frumuzache ha parlato solo dell’omicidio di Maria Denisa Paun, sostenendo di aver agito dopo un presunto ricatto: la donna, secondo la sua versione, gli avrebbe chiesto denaro minacciando di rivelare alla moglie il loro incontro. Nessuna spiegazione, invece, è stata fornita per l’uccisione di Ana Maria Andrei. Il caso, tuttavia, potrebbe non essere chiuso. La Procura pratese continua a indagare su eventuali altri episodi riconducibili a Frumuzache, ipotizzando che le due vittime accertate possano non essere le sole. Nell’aula bunker di Santa Verdiana a Firenze, dove si è tenuta l’udienza, erano presenti anche i familiari delle vittime: la madre di Maria Denisa Paun e Valentina, sorella di Ana Maria Andrei, costituitasi parte civile insieme ai genitori e al fratello.
Vasile Frumuzache aveva una lista di nomi quando ha tentato di evadere: l’ipotesi di una rete di complici (il Fatto Quotidiano – 5 febbraio 2026)
Secondo gli inquirenti, la lista di nomi, indirizzi e numeri di telefono potrebbe testimoniare l’esistenza di possibili complici, forse coinvolti anche negli omicidi
Vasile Frumuzache, guardia giurata di 33 anni che mercoledì ha tentato di evadere dal carcere Sollicciano di Firenze, aveva portato con sé una lista di nomi, indirizzi e numeri di telefono. L’appunto è stato sequestrato dall’agente che ha sventato la fuga. La lista, ora al vaglio degli inquirenti, aprirebbe la strada a un sospetto: Frumuzache avrebbe potuto contare su possibili complici, coinvolti non solo nella fuga sventata, ma anche per la possibile commissione dei femminicidi delle due escort di cui è accusato.
La vicenda è emersa durante l’udienza in Corte d’assise a Firenze. Al momento il 33enne romeno è l’unico imputato per gli omicidi di Ana Maria Andrei, 27 anni, e Maria Denisa Paun di 30. Frumuzache aveva confessato l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere di entrambe le donne. Paun era stata decapitata nella notte tra il 15 e il 16 maggio scorsi a Prato, dopo un incontro sessuale a pagamento, mentre Andrei era scomparsa da Montecatini Terme il 1º agosto 2024 ed era poi stata ritrovata in un campo alla periferia della città.
Frumuzache ha tentato l’evasione nella giornata del 4 febbraio, provando a fuggire durante l’ora d’aria. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp il tentativo di evasione sarebbe avvenuto intorno alle ore 10 e il detenuto sarebbe riuscito a scavalcare prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta usando una corda rudimentale ricavata, pare, da lenzuola per scalare la parete. Il gesto è stato sventato dall’unico agente penitenziario di pattuglia che stava guidando nel perimetro del carcere per fare un giro di ronda. Dopodiché, il 32enne romeno è stato bloccato e riportato in cella dal poliziotto.

‘Ho ucciso Denisa per paura, Ana Maria per disprezzo’ (Ansa – 19 marzo 2026)
Guardia giurata a processo per due femminicidi interrogato in Corte d’Assise
Ho ucciso Maria Denisa Paun per paura, invece Ana Maria Andrei per disprezzo”. Lo ha detto nel corso dell’interrogatorio durato quasi cinque ore la guardia giurata Vasile Frumuzache, imputato dei femminicidi di due escort, rispondendo alle domande del difensore, degli avvocati di parte civile e del pm Luca Tescaroli. Frumuzache è a processo per l’omicidio di Ana Maria Andrei, 27 anni, a Montecatini Terme nell’agosto 2024 e Maria Denisa Paun a Prato nel maggio 2025. I corpi delle due donne, date per scomparse, furono trovati a distanza di molto tempo, smembrati e occultati in un terreno.
Vasile Frumuzache condannato all’ergastolo: la guardia giurata uccise Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun (Fan Page – 18 giugno 2026)
Condannato all’ergastolo in primo grado il 33enne che ha confessato gli omicidi delle escort Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun. Disposti anche 18 mesi di isolamento diurno.
È stato condannato in primo grado all’ergastolo Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena di 33 anni che ha confessato gli omicidi di Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun, due escort sue connazionali i cui corpi sono stati trovati nei boschi delle Panteraie, a Montecatini Terme. La sentenza è stata pronunciata oggi dalla Corte d’Assise di Firenze, che ha accolto la richiesta della procura e disposto anche 18 mesi di isolamento diurno. I giudici hanno riconosciuto l’aggravante dei futili motivi, escludendo invece quella della premeditazione. Frumuzache dovrà inoltre versare una provvisionale complessiva di 445mila euro alle parti civili costituite nel processo.
Frumuzache impassibile in aula
Alla lettura della sentenza il 33enne è rimasto impassibile. In aula era presente anche Maria Cristina Paun, madre di Maria Denisa, che ha seguito tutte le udienze del procedimento e che è apparsa visibilmente commossa dopo la decisione dei giudici. A marzo la difesa di Frumuzache, rappresentata dall’avvocato Diego Capano, aveva richiesto una perizia psichiatrica per la guardia giurata. Richiesta respinta dai giudici in quanto l’uomo era stato già giudicato capace d’intendere e di volere.
L’inchiesta era partita dalla scomparsa di Ana Maria Andrei, 27 anni, denunciata dai familiari nell’agosto del 2024. Per mesi di lei non si erano avute notizie, fino a quando nel giugno del 2025 il suo corpo, smembrato, è stato rinvenuto nei boschi delle Panteraie, nei pressi di un casolare abbandonato. Nella stessa area sono stati trovati anche i resti di Maria Denisa Paun, escort residente a Roma e uccisa nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2025 all’interno del residence Ferrucci di Prato, dove riceveva i clienti.
L’uccisione Ana Maria Andrei e Denisa Paun
La vicenda ha scosso l’opinione pubblica per la brutalità dei due delitti e per il ritrovamento, a distanza di mesi, dei resti delle vittime nello stesso luogo. Frumuzache, arrestato all’inizio di giugno dopo le indagini coordinate dalla procura di Prato, aveva ammesso le proprie responsabilità durante il processo, ricostruendo in aula le circostanze che lo avrebbero portato a uccidere le due donne.
Durante un interrogatorio in aula, Frumuzache aveva raccontato di aver ucciso Ana Maria Andrei perché la donna, dopo aver scoperto che non era italiano, si sarebbe rifiutata di avere un rapporto sessuale con lui. Per quanto riguarda Maria Denisa Paun, invece, aveva dichiarato di averla assassinata perché lo avrebbe ricattato minacciando di raccontare tutto alla moglie se non le avesse consegnato 10mila euro. Secondo il suo racconto, il timore di perdere la famiglia sarebbe stato il motivo che lo ha spinto a colpire. Dopo l’omicidio, l’uomo aveva anche decapitato la vittima e occultato il corpo. Con la sentenza di oggi si chiude il primo capitolo giudiziario di una delle più gravi vicende di cronaca degli ultimi anni in Toscana. (di Francesco Esposito)



